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L’Italia dalla ricostruzione agli anni di piombo:
Dopo la liberazione dell’invasore tedesco e la definitiva sconfitta della dittatura fascista, il 25 aprile del 1945 l’Italia tornò unita e indipendente ma si trovò di fronte a gravi problemi. Infatti occorreva affrontare la ricostruzione materiale e morale del paese devastato dalla guerra e dagli odi politici ed etnici. Nell’estate del 1945 nacque il primo governo del dopoguerra il quale era presieduto da Ferruccio Parri. Il suo governo durò pochi mesi e dopo la sua caduta si costituì un nuovo governo presieduto da democristiano Alcide De Gasperi. Durante il suo governo, il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e in questa occasione votarono per la prima volta anche le donne. Gli italiani scelsero la repubblica. Il re Umberto II che era re da circa un mese, abbandonò l’Italia e gli italiani elessero un’assemblea costituente. Nella costituente erano rappresentati ben 15 partiti, i più forti erano i partiti di massa cioè la Democrazia Cristiana, il partito socialista, e il partito comunista. La nuova costituzione repubblicana che entrò in vigore il 1 gennaio del 1948 e come primo presidente della repubblica fu il liberale Enrico De Nicola. Frattanto l’inizio della guerra fredda tra USA e URSS provocò in Italia la rottura dell’unità antifascista. Lo scontro decisivo con le sinistre si svolse nelle elezioni del1'8 aprile del 1948 dove la DC ottenne una vittoria clamorosa sconfiggendo socialisti e comunisti. Queste elezioni chiusero definitivamente l’epoca dell’unità antifascista e aprirono quella del centrismo, caratterizzata dalla collaborazione tra la DC e i partiti di centro. Quest’ultimi erano il partito liberale guidato da Benedetto Croce e dall’economista Luigi Einaudi; il partito repubblicano guidato da Ugo La Malfa; il partito socialdemocratico guidato da Giuseppe Saragat. L’epoca del centrismo dunque fu caratterizzata da quattro partiti (quadripartito) che durerà, tra successi e crisi, fino al 1958. Una delle iniziative più importanti di questo periodo fu la riforma agraria che consistette nell’espropriazione di una parte dei grandi latifondi e nella loro redistribuzione in piccoli appezzamenti ai contadini. La legge però aveva molti limiti e modificò soltanto in parte i rapporti di proprietà nelle campagne. Sempre nel 1950 il governo cercò di affrontare il problema dell’arretratezza del meridione istituendo la Cassa per il Mezzogiorno. Si trattava di un ente destinato a finanziare lo sviluppo del meridione.L’obiettivo iniziale era la costruzione di grandi opere pubbliche come acquedotti, strade, ferrovie e servizi per il turismo. Purtroppo, in realtà non determinò il decollo del meridione, ma i soldi furono utilizzati per aiutare gruppi vicini ai partiti di governo. La lenta crisi del centrismo iniziò nel 1953 con la sconfitta di De Gasperi e tra il 1953 e il 1958 si formarono altri governi centristi, ma in una situazione politica sempre più instabile. A metà degli anni cinquanta l’Italia era ancora per molti aspetti un paese sottosviluppato, ma nel periodo tra 1958 e il 1963 prese il via il cosiddetto miracolo italiano dove l’Italia divenne una delle nazioni più industrializzate dell’Occidente. La crescita dell’economia italiana è stata talmente straordinaria che si è parlato di boom economico. Le cause di questo boom furono molteplici ma fu soprattutto il basso costo del lavoro che consentì ai settori più avanzati dell’industria italiana di essere competitivi sul mercato internazionale. In coincidenza con il boom dell’economia italiana, molti emigrarono dal sud verso il nord e dalle campagne verso le città. L’espansione delle città del nord avvenne in modo caotico gli immigrati si concentrarono nei centri storici o in nuovi quartieri spesso privi di servizi essenziali, infatti per molti anni l’organizzazione amministrativa degli ospedali, dell’assistenza restò insufficiente a soddisfare le esigenze dei nuovi cittadini. Alla fine degli anni 50 la formula di governo del centrismo entrò in crisi e ad esso seguì l’epoca del centro-sinistra che si basava sull’accordo tra DC e PSI .

Sul piano interno, fu importante la posizione assunta da papa Giovanni XXIII che ammorbidì la posizione della chiesa nei confronti dei movimenti socialisti. Dentro la DC l’uomo che più sosteneva la necessità di un dialogo con i socialisti era Aldo Moro. Egli fu capo del governo dal 1963 al 1968. Furono questi gli anni del centro-sinistra cioè di una nuova formula di governo basata sulla collaborazione della DC e PSI. I governi di centro sinistra realizzarono importanti riforme tra i quali la nazionalizzazione dell’energia elettrica (ENEL) , riforma della scuola che portò l’obbligo scolastico a 14 anni. Alla fine degli anni '60 la contestazione e le lotte operaie modificarono la società italiana e la morale tradizionale. Questa grande ondata di contestazione rivolta contro la società, è nota con il nome di Sessantotto. Alla contestazione degli studenti fecero seguito fra il settembre e il dicembre 1969 le lotte operaie. Le richieste degli operai furono accolte e nel maggio 1970, la camera approvò lo Statuto dei lavoratori. Si trattava di una serie di articoli che riconoscevano i fondamentali diritti dei lavoratori. La contestazione e le lotte operaie avevano toccato tutti gli ambiti della società. Ne fu una prova l’esito del referendum sul divorzio dove il 60% degli italiani votò a favore del divorzio, nel 1981 invece ci fu il referendum sull’aborto dove gli italiani si dichiararono contrari all’aborto solo il 32%.
Gli anni 70 si caratterizzarono per l’esplosione del terrorismo politico, il terrorismo nero cercò di realizzare una strategia della tensione, infatti il 12/12/1969 una bomba scoppiò a Milano in piazza Fontana, altrettanto successe a Brescia in piazza della Loggia, sul treno Italicus e infine alla stazione di Bologna dove il 2 agosto 1980 si verificò l’attentato più sanguinoso che causò ben 85 morti. Invece il terrorismo rosso organizzò numerosi attentati con l’obiettivo di avviare una rivoluzione comunista. Esso colpì in tutti i settori della società dove vennero assassinati giudici, poliziotti, giornalisti, operai impegnati nel sindacato, docenti universitari. Il gruppo terroristico che compì il maggior numero di attentati e omicidi è stato quello delle Brigate Rosse la cui impresa più clamorosa fu il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro avvenuta tra nel maggio 1978.l’assassinio di Aldo Moro segnò l’inizio di una vittoriosa controffensiva da parte dello Stato ma le stragi restano ancora impunite. Alla metà degli anni 70 il PCI il cui segretario era Enrico Berlinguer, propose alla DC un “compromesso storico” e ottenne vasti consensi elettorali. Nelle elezioni amministrative del 1975 le sinistre ottennero un notevole successo, alle elezioni politiche del 1976 il PCI conseguì il più significativo risultato elettorale della sua storia. Nel marzo 1978 PCI e DC collaborarono per un breve periodo nei governi di solidarietà nazionale. Il governo Andreotti infatti cadde nel gennaio 1979, il PCI chiedeva di partecipare pienamente al governo con i suoi ministri e la DC non accolse la richiesta comunista. I governi di solidarietà nazionale presero alcuni importanti provvedimenti quali la riforma sanitaria che garantì a tutti gli italiani l’assistenza medica gratuita.

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