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In Italia, per coordinare le operazioni contro il nazifascismo, si costituirono i Comitati di Liberazione Nazionale (CLN), composti dalle forze politiche antifasciste che con il crollo del fascismo poterono riorganizzarsi. Nacque:
– PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria), formato dall'ala massimalista e minimalista del socialismo;
– PCI (Partito Comunista Italiano) che non aveva mai cessato di operare segretamente anche durate il fascismo e riprese la sua attività legale con Palmiro Togliatti;
– DC (Democrazia Cristiana), il vecchio PPI, che ebbe come guida Alcide de Gasperi. Era su posizioni moderate con apertura verso i problemi sociali, riprendendo il sindacalismo bianco;
– Partito Liberale in cui confluirono la borghesia industriale e finanziaria, sotto la guida di Einaudi e Croce;
– Partito d'Azione in cui confluirono le componenti laiche e progressiste con un programma d riforme radicali;
Nel luglio del 1944 si formò anche il CVL (Corpo dei Volontari della Libertà) che si proponeva di agire come comando strategico della resistenza armata. In questo periodo ci fu anche la “svolta di Salerno” con cui si formò un governo di unità nazionale con a capo Badoglio, nell'Italia meridionale.

Nell'Italia settentrionale la resistenza fu guidata dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI). A queste operazioni di resistenza spesso i tedeschi reagirono con rappresaglie contro i civili (Massacro delle Fosse ardeatine e l'eccidio di Marzabotto). Gli americani si fermarono alla “linea gotica”, linea difensiva tedesca.

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