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Italia centrale

Nell’inverno 1943-1944 la linea del fronte in Italia rimase tra il Garigliano ed Ortona (Abruzzo): l’avanzata alleata riprese solo a maggio per arrivare il 30 ottobre 1944 poco oltre Viareggio in Toscano ed il 15 gennaio a Ravenna in Romagna.
L’occupazione tedesca nell’Italia centrale fu perciò piuttosto lunga e la Resistenza vi ebbe un notevole sviluppo. In tutto l’Abruzzo si ebbero alcune rivolte (Lanciano) e si formarono molte banche partigiane, che affrontarono i tedeschi anche in scontri armati (battaglia di Bosco Maltese, presso Teramo), sfruttando la natura montuosa del territorio.
Nel Lazio, occupato dagli alleati nel giugno 1944, il movimento partigiano ebbe una diffusione minore rispetto alle altre regioni dell’Italia centrale: vi fu una scarsa presenza di bande armate e quindi di azioni militari, anche per la forte concentrazione di truppe tedesche nella regione. Fu invece importante l’opera di propaganda e di sabotaggio, che provocò le rappresaglie dei nazisti. Nelle Marche si formarono diverse bande partigiane, sia garibaldine, sia autonome, sia miste, e nelle città agirono i GAP. La guerriglia fu molto attiva e si ebbero numerosi scontri con i tedeschi. Anche nelle Marche le rappresaglie tedesche furono molto forti e colpirono la popolazione civile, che appoggiava le bande partigiane. In Umbria nacquero numerose piccole bande partigiane, che agirono di solito in modo indipendente, accanto ad alcune formazioni più ampie, come la 4° brigata Garibaldi. Quest’ultima liberò nell’inverno del 1943-44 un territorio intorno a Norcia, che venne poi riconquistato dai tedeschi con stragi, arresti di massa, deportazioni, distruzione di interi paesi. La Resistenza in Toscana conobbe un grande sviluppo ed operarono diverse bande partigiane, fin dal settembre 1943. Esse affrontarono più volte i tedeschi tra l’inverno del 1943 e l’autunno del 1944 e contribuirono alla liberazione delle città toscane all’arrivo delle truppe, tra giugno e settembre 1944. La repressione tedesca fu particolarmente violenta: in Toscana avvennero alcune delle più gravi stragi commesse dalle truppe naziste in Italia (Caviglia, 191 morti; Fucecchio, 178; Vinca-Fivizzano, 175; Farneta di Luca, 100; Fosse del Frigido di Massa, 146; Sant’Anna di Stazzema, 432).

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