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La storia della nascita dello Stato di Israele


Gli Ebrei, gruppo di tribù semite arrivò intorno al 2000 a.C., guidati dal Patriarca Abramo, in Palestina, la Terra Promessa dal loro dio Jahvè. Da essa furono, però, più volte scacciati oppure assoggettati da diversi dominatori finché, nel 70 d.C., al tempo della grande rivolta giudaica, l’imperatore romano Tito distrusse il tempio di Gerusalemme e diede inizio alla Diaspora ebraica. Da allora per secoli gli Ebrei formarono colonie in tutto il mondo senza però mai riuscire a trovare pace: accusati dalla Chiesa di essere gli “assassini di Cristo” subirono persecuzioni e discriminazioni di ogni tipo, tra cui l’obbligo di risiedere in quartieri speciali, i ghetti, e il dover portare sulle vesti un segno di riconoscimento, come ad esempio una stella gialla. Erano diffuse credenze secondo le quali gli ebrei erano creature solo in apparenza umane oppure vi era chi pensava che in occasione della Pasqua gli Ebrei rapissero bambini cristiani e con il loro sangue impastassero il pane azzimo. Queste dicerie ebbero l’effetto di scatenare violenze e aggressioni conosciute in Russia come “pogrom”.
Il tentativo nazista di sterminare gli Ebrei d’Europa, portato avanti durante la seconda guerra mondiale in maniera sistematica e possiamo dire “scientifica”, è stato il culmine di secoli di persecuzioni e intolleranza. A proposito dello sterminio nazista, nel finale della presente tesina ho ritenuto opportuno inserire parte di un’intervista ad un noto sopravvissuto ai campi di sterminio, Primo Levi, conosciuto in tutto il mondo per i suoi libri sull’argomento, “Se questo è un uomo” e “La tregua”.
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