Un aspetto importante che si accompagna con questa vasta trasformazione economica che investe il mondo oggi è l'istituzione o formulazione di politiche di deregulation (eliminazione di regole e proibizioni relativi alle attività imprenditoriali), negli Stati Uniti innanzitutto, ma puoi anche in Europa, varate a partire dagli anni 80, hanno attenuato le norme relative alla tutela ambientale: le regole relative alle emissioni di gas di scarico, o all'immagazzinamento e allo smaltimento di detriti e rifiuti, per molto tempo non hanno considerato con attenzione gli effetti ecologici a lungo e a breve termine e solo di recente si sono introdotte normative adeguate. La questione è comunque aggravata dalla quasi totale assenza di regole di questo genere nei paesi del Terzo Mondo che hanno sviluppato attività industriali promosse dal processo di globalizzazione. Ne derivano due conseguenze importanti:
a) il grado di inquinamento marino e atmosferico è cresciuto esponenzialmente negli ultimi decenni, raggiungendo livelli che molti scienziati giudicano preoccupanti per gli effetti dannosi che hanno sulla salute delle persone che vivono in contesti particolarmente inquinanti.

b) a giudizio di numerosi scienziati, l'inquinamento atmosferico oltre ad avere importanti effetti locali ha pure effetti permanenti particolarmente gravi, tali da riguardare l'intero globo.
Uno di essi deriva dall'uso dei clorofluorocarburi nelle bombolette spray o negli impianti di raffreddamento (frigoriferi domestici e industriali), che hanno prodotto una lacerazione dello strato di ozono che circonda l'atmosfera terrestre: in questo modo i raggi ultravioletti, non adeguatamente filtrati dallo strato di ozono, arrivano direttamente sulla superficie terrestre con effetti che possono essere anche molto dannosi per la salute delle persone. Al tempo stesso le emissioni di grandi quantità di gas di scarico (in primo luogo anidride carbonica) dalle autovetture e dagli impianti industriali creano una cappa atmosferica più densa del normale, che respinge verso il basso una parte significativa delle radiazioni emesse dalla superficie terrestre, contribuendo a innalzamento graduale ma evidente della temperatura negli strati più bassi dell'atmosfera. Ne deriva una sorta di effetto serra (cioè una mancata dispersione delle radiazioni che vengono dal suolo terrestre), il global Warning (cioè il riscaldamento globale) che ne consegue produce eventi atmosferici insoliti e potenzialmente molto pericolosi (stagioni estive estremamente calde che causano piogge torrenziali, uragani e alluvioni anche in aree nelle quali, in precedenza, fenomeni atmosferici di questo genere non si verificavano).

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