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-L’Inizio della Decolonizzazione nel Secondo Dopoguerra-

I paesi asiatici e meridionali vogliono conquistarsi l’indipendenza dalle potenze coloniali.
Questi paesi possono ora approfittare del fortissimo indebolimento politico e militare sofferto sia dal Regno Unito, sia dalla Francia, che dall’Olanda, dovuto alla seconda guerra mondiale, per poter conquistare l’indipendenza.
L’indipendenza è voluta da movimenti che combinano tradizioni e culture locali con modelli di organizzazione politica ed ideologie occidentali.
Ci sono aree in cui si sviluppano movimenti nazionalisti che uniscono il discorso patriottico di matrice europea con l’identità religiosa e culturale locale; questo accade nell’India e nei paesi musulmani (Pakistan, Indonesia e l’area meridionale).
Nell’Asia sud-orientale (Indocina) si formano movimenti che seguono l’esperienza del comunismo cinese e che dalla Cina ricevono aiuti.

• La Partition dell’India: l’India vuole ottenere la sua indipendenza dalla Gran Bretagna; i Laburisti sono convinti di poter lasciarla indipendente.
Il governo laburista convoca le elezioni per un’Assemblea Costituente indiana, che dovrebbe redire una costituzione per un’India indipendente (1946).
Tuttavia le elezioni non danno il risultato sperato dal governo britannico, poiché vi è una netta rottura tra il Partito Nazionale del Congresso di Gandhi e la Lega Mussulmana, guidata da Mohammed Ali Jinnah.
Jinnah voleva costituire due entità politiche separate, una per i musulmani e una per gli indù, poiché egli ritiene che i due popoli siano due nazioni distinte.
La mancanza di intese tra i leader indù e musulmani costringe il governo britannico procede ad una divisione (‘Partition’) del territorio indiano, con la formazione di uno Stato a maggioranza indù, l’Unione Indiana, e di uno a maggioranza musulmana, il Pakistan.
Il 14 agosto 1947 Mountbatten annuncia l’indipendenza del Pakistan; il 15 agosto quella dell’India.
La Partition però si trasforma in un’immensa tragedia.
Tra i due nuovi Stati scoppiano subito contestazioni lungo i confini, soprattutto nel Kashmir, dove avvengono anche degli scontri armati tra gli eserciti.
Il Kashmir era stato annesso all’India poiché il suo principe (maharajah) era indù, mentre i suoi abitanti sono di maggioranza musulmana.
Al tempo stesso vi è un enorme esodo: gli indù e i sikh decidono di spostarsi in India, mentre i musulmani in Pakistan; l’esodo coinvolge 17 milioni di persone.
Lo spostamento delle popolazioni è accompagnato da terribili disagi e da gravissime violenze interreligiose.
I morti sono circa 250.000.

I Primi Passi dell’India Indipendente: Gandhi si dichiara favorevole ad una divisione delle risorse patrimoniali lasciate dagli inglesi e ora a disposizione del governo dell’Unione Indiana col Pakistan.
È un gesto molto generoso, ma non tutti in India lo capiscono e lo apprezzano.
E infatti proprio per quel gesto di distensione Gandhi perde la vita, assassinato il 30 gennaio del 1948 da un estremista indù.
L’Assemblea Costituente eletta nel 1946 continua i suoi lavori fino alla redazione di una Costituzione che crea uno Stato indiano laico e democratico.

• Il Pakistan: il nuovo Stato pakistano è diviso in due territori distinti, Pakistan orientale e occidentale; vi sono differenti gruppi etno-linguistici diversi, il cui unico elemento comune è la religione islamica.
Lo stato viene edificato appunto sull’islam.
Da un lato le autorità religiose islamiche vogliono uno Stato interamente modellato sui principi della Sharia (codice etico islamico); dall’altro la Lega Musulmana, appoggiata dall’esercito, vuole la formazione di uno Stato laico.

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