L’Inghilterra dell’eta’ vittoriana

Nella cosiddetta età vittoriana, l’Inghilterra raggiunse la massima espansione commerciale e coloniale. La regina Vittoria, mostrò infatti sempre un gran rispetto per il regime parlamentare e grande senso di responsabilità. Durante il suo lunghissimo regno, si alternarono alla guida del governo inglese due uomini politici di grande prestigio: B. Disraeli e W. Gladstone.

Gladstone (liberale)
o riorganizzazione sistema fiscale e giudiziario;
o potenziamento istruzione pubblica;
o riconoscimento Trade Unions;
o introduzione segretezza del voto;
o estensione diritto di voto a minatori e agricoltori.


Disraeli (conservatore)
o riduzione orario di lavoro;
o introduzione principio di uguaglianza giudiziaria tra imprenditori e salariati;
o soppressione reato di sciopero;
o riconoscimento diritto di intervento nei contratti di lavoro da parte dei lavoratori;

o concessione diritto di voto agli operai.
Un problema che invece rimase irrisolto fu quello dell’autonomia dell’Irlanda, sempre più decisa a conquistare l’indipendenza nazionale del Paese dal Regno Unito, dal quale la distinguevano una diversa origine etnica e una radicata fede cattolica.

Un altro fattore di scontro fu rappresentato dalla nascita agli inizi del Novecento di un movimento femminile guidato da Emmeline Pankhurst, che si poneva di far ottenere alle donne il diritto di voto suffragio: di qui il termine di “suffragette”, con il quale si era soliti indicare le aderenti al movimento.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email