L'India di Indira Gandhi


Dopo la morte di Jawaharlal Nehru nel 1964 e dopo una breve fase transitoria, il Partito del Congresso nel 1966 affida la direzione del governo alla figlia di Nehru, Indira Gandhi (1917-84, omonima però non è parente di Mahatma Gandhi), il fatto che sia una donna a ricoprire la carica di Primo ministro mostra quanto efficacemente siano stati recepiti i principi sull'uguaglianza tra i generi, stabiliti dalla Costituzione indiana. La fase che Indira Gandhi si trova a governare non è semplice, sia in politica interna sia in politica estera. In politica interna il problema principale è costituito da un progressivo declino della forza elettorale del Partito del congresso a favore di diversi partiti locali. In politica estera le difficoltà nascono dai complessi rapporti tra l'India e il Pakistan. In linea generale Indira Gandhi sceglie di fronteggiare queste difficoltà adottando uno stile politico autoritario. In questa modo nell'organizzazione del governo assume su di sé, oltre che la presidenza del consiglio, anche altri ministeri chiave, come per esempio quello dell'Interno (che in sostanza significa poter controllare direttamente la polizia). Allo stesso modo in politica estera affronta le tensioni con il Pakistan nel modo più diretto possibile. Nel 1965 l'India ha già combattuto una guerra col Pakistan per il controllo del Kashmir, regione contesa dal 1947, la guerra non è stata risolutiva e la tensione con il Pakistan sfocia nel 1971 in un intervento militare indiano a favore dell'Indipendenza del Pakistan orientale. Nel Pakistan orientale si è da tempo formato un movimento nazionale bengalese che protesta contro il pakistano occidentale per lo scarso peso politico che è riconosciuta alla regione pakistana orientale e per l'esclusivo sfruttamento economico della zona a tutto vantaggio del Pakistan occidentale. Quando, esattamente nel marzo del 1971, l'esercito pakistano interviene nel Pakistan orientale per reprimere il movimento indipendentista bengalese, Indira Gandhi decide di fare intervenire l'esercito indiano a fianco dei ribelli orientali, la guerra d'indipendenza bengalese dura fino a dicembre 1971, quando l'esercito pakistano viene battuto e si forma il nuovo Stato indipendente del Bangladesh (nuovo nome attribuito a quello che era il Pakistan orientale). La guerra provoca una crisi delle relazioni diplomatiche tra l'India e gli Stati Uniti che hanno fatto del Pakistan uno dei loro principali alleati tra i vari paesi islamici, questo raffreddamento nelle relazioni tra i due paesi induce Indira Gandhi a rompere con la politica di "non allineamento", e a stringere un accordo di amicizia e di collaborazione con l'Unione Sovietica e a compiere il primo test nel 1971 per dotare l'esercito indiano di armi atomiche.

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