La battaglia del sale

La vicenda si svolge in India; l’Inghilterra aveva imposto molte leggi e tasse che gravavano sulla popolazione indiana, tra cui una sul sale. Essa era un ostacolo per la popolazione più povera la quale si serviva del sale per ritornare in forze a causa del lavoro molto estenuante dei contadini e degli altri lavori riservati alla gente meno fortunata. Mohandas Ghandi era un avvocato che s’impegnò, con il metodo della nonviolenza, per opporsi al di governo inglese.
Praticò la “disubbidienza civile” con cui dimostrò che anche con metodi pacifici si potevano raggiungere gli obiettivi che avrebbero richiesto atti di violenza. Dopo una lettera spedita e senza risposta al vicerè nella quale Ghandi chiedeva di mobilitarsi per risolvere la situazione, il 12 marzo 1928 Mohandas organizzò la marcia del sale: intendeva cioè arrivare insieme ad altri suoi sostenitori, fino alle rive dell’oceano Indiano per procurarsi il sale illegalmente, facendo evaporare le acque del mare. Agendo così l’Inghilterra non avrebbe potuto incassare la tassa e inoltre avrebbe subito un serio danno sotto l’aspetto economico e anche un grave calo d’immagine per il paese. Lungo il viaggio molte altre persone provenienti dai paesi attraversati lungo la camminata si unirono a Ghandi. Infatti partirono in 78 ed arrivarono al mare in migliaia di persone. Dopo questa azione Ghandi venne arrestato senza però opporre resistenza perché sapeva che in prigione avrebbe potuto trascorrere un periodo di riposo dove poteva meditare e scrivere.
Ghandi viene ricordato tutt’ora per tutte le sue nobili imprese per la tutela dell’India.

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