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Capitalismo

Quando si parla di un sistema economico-sociale ci si riferisce ad un insieme di rapporti sociali, di metodi di lavoro, di modi di produrre, di mezzi tecnici, di istituzioni politiche, di ordinamenti giuridici, di valori etici che costituiscono l’organizzazione di una certa area geografica in un certo periodo storico. Il capitalismo come sistema economico-sociale si è affermato in Europa attraverso una serie di rotture successive del sistema feudale. Quest'ultimo è entrato in crisi lentamente, con tempi diversi a seconda delle varie aree geografiche. Per un periodo piuttosto lungo, tra il XVI e il XIX secolo, le strutture del vecchio ordine hanno continuato a persistere accanto alle forze che spingevano nel senso di una modernizzazione dell’economia e della società. Il sistema economico capitalista si basa su alcuni principali fattori:

1) la rinascita del diritto di proprietà;
2) l’esistenza di un capitale: l’insieme dei mezzi di produzione necessari all’attività d’impresa, in macchinari e in denaro, di cui un proprietario disponde liberamente per investirlo e trarne profitto;
3) Il ricorso, da parte dell’imprenditore, a lavoratori che in cambio delle attività svolte percepiscono un salario. Nel capitalismo la capacità dell’uomo di lavorare diviene una merce che deve potersi offrire liberamente sul mercato; al contrario, nei sistemi pre-capitalisti il lavoro era in genere forzato o rigidamente regolamentato.
4) L’organizzazione della produzione per il mercato e per la vendita. La parola mercato non indica un luogo fisico dove si scambiano le merci, ma, in senso figurato, indica il volume delle richieste di merci da parte di possibili acquirenti e delle merci messe in vendita e scambiate in una certa area, anche molto estesa;
5) L’importanza crescente dell’industria e della meccanizzazione.

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