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Il Nazismo:

Verso la fine della prima guerra mondiale, la Germania attraversò una forte crisi e il più forte partito tedesco chiedeva la pace e la fine dell’assolutismo monarchico.
Nell’ottobre del 1918 esplose la rivolta: l’imperatore fuggì in Olanda e venne proclamata la repubblica. La repubblica tedesca trasferì la sua capitale a Weimar e nacque così la Repubblica di Weimar che si diede una nuova Costituzione democratica. La Germania venne considerata nei trattati di pace come unica responsabile della guerra e fu sottoposta a condizioni punitive e costretta a pagare ai vincitori un enorme risarcimento. Le dure condizioni di pace, uniti ai debiti, portarono la Germania a una gravissima crisi economica: l’inflazione fece salire alle stelle i prezzi dei beni, i piccoli risparmiatori furono rovinati e molti anche tra i moderati, aderirono ai partiti della destra nazionalista.
Approfittando del clima di tensione la destra nazionalista tentò di prendere il potere ma la giovane repubblica riuscì a sopravvivere. Nel 1924 la Germania ottenne dagli Stati Uniti consistenti prestiti, l’economia tedesca si riprese piuttosto velocemente, iniziò a pagare i danni di guerra e ciò permise l’entrata nelle società delle Nazioni. Ma nel 1929 la grande crisi colpì a morte la repubblica di Weimar e favorì l’avanzata dei nazisti di Hitler i quali alle elezioni del 1930 conquistarono ben 107 seggi. Il programma dei nazisti fu ispirato fin dall’inizio da una ideologia nazionalista, antidemocratica e razzista. Il punto centrale di questa ideologia era l’idea che la razza ariana fosse superiore a tutte le altre, il compito della razza ariana e dei tedeschi in particolare era quello di sottomettere le razze inferiori, in particolare, gli slavi andavano ridotti in schiavitù mentre gli ebrei dovevano essere eliminati. Infatti erano proprio gli ebrei che avevano indebolito la resistenza del popolo tedesco durante la guerra, molti dei capi comunisti e lo stesso Marx, infatti, erano ebrei. Successivamente, una politica di riarmo e di espansione territoriale doveva portare la germani a dominare sull’Europa, ma per realizzare questo programma doveva nascere un nuovo impero, il "Reich", cioè uno stato guidato da un solo uomo che educasse le masse alla disciplina e alla lotta. La crisi della repubblica di Weimar nel 1932 precipitò, il paese era sull’orlo della guerra civile, gli industriali, gli agrari e l’esercito decisero di appoggiare i nazisti in quanto pensavano che solo Hitler fosse in grado di salvare il paese, imponendo un governo forte e conservatore.
Nel 1933 Hitler conquistò il potere e pose termine alla repubblica di Weimar. Appena giunto al potere, fece chiudere decine di giornali con l’accusa di causare disordini, le squadre d’azione naziste ebbero mano libera e si scatenarono contro i partiti di sinistra e un incendio distrusse il parlamento di Berlino. Egli soppresse tutte le libertà civili e personali, mise fuori legge i partiti ed i sindacati e fondò uno stato totalitario: Il Terzo Reich.
Non appena ottenne ogni potere, Hitler, sottopose tutti i settori dello Stato al controllo dei nazisti ed avviò la persecuzione degli Ebrei, che si fece particolarmente aspra a partire dal 1935 quando vennero approvate le leggi razziali: gli ebrei furono estromessi dall’esercizio delle cariche pubbliche, dalle scuole, dai giornali, i matrimoni misti vennero proibiti, intere famiglie di ebrei furono deportate nei Lager, cioè nei campi di concentramento. Il principale obiettivo di Hitler era la rivincita tedesca dopo la sconfitta subita nella prima guerra mondiale. La Germania avrebbe dovuto riaffermare la propria potenza di fronte all’Europa intera. Hitler sfruttò tutte le risorse della Germania. Per prepararsi a una nuova guerra, egli cercò, nella produzione agricola, di arrivare all’autosufficienza alimentare e quindi di essere autosufficienti senza dover dipendere dalle importazioni. Secondo Hitler la guerra era la soluzione definitiva dei problemi tedeschi compresi quelli economici. Nel 1928 i più importanti stati del mondo compreso la Germania e l’Urss avevano firmato un patto con cui si impegnavano a risolvere le controversie internazionali senza ricorrere alla guerra. L’avvento del nazismo pose termine a quest’epoca di pace, volle far uscire la Germania dalla società della Nazioni. Procedette immediatamente al riarmo cioè alla costituzione di una flotta e di un grande esercito. In quell’anno l’Italia iniziò la conquista dell’Etiopia e si avvicinò alla Germania. Parallelamente Hitler raggiunse un’intesa con il Giappone. Infine nel 1937 si costituì l’asse Roma-Berlino-Tokio. Sfruttando la debolezza di Francia e Inghilterra Hitler iniziò a realizzare il suo programma espansionistico, infatti nel marzo del 1938 le truppe naziste occuparono l’Austria, presero il controllo dei Sudati una regione della Cecoslovacchia, successivamente nel 1939 occupò la Boemia e la Moravia. Finalmente Francia e Gran Bretagna si resero conto che la loro arrendevolezza favoriva le pretese smisurate di Hitler e incominciarono allora a stringere alleanze con le nazioni minacciate dalla Germania. Esse ben presto strinsero un’alleanza con la Polonia che appariva la prossima vittima dell’espansionismo nazista. Nel frattempo anche l’Italia fascista occupò l’Albania e in questo periodo si rafforzò l’alleanza firmando il patto d’acciaio. Ma l’accordo più inaspettato fu quello firmato il 23 agosto del 1939 tra il ministro degli esteri sovietico e quello tedesco. Ora con questo appoggio Hitler era pronto a invadere la Polonia, convinto che la Francia e L’Inghilterra non avrebbero avuto il coraggio di affrontare una guerra.

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