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Il mondo nell’età dell’imperialismo

Il termine colonia deriva dal verbo latino "colere" che significa coltivare. Fin dall’antichità, infatti, gruppi di persone chiamate di coloni, abbandonavano il proprio luogo di origine per andare a coltivare nuovi territori le colonie. Da qui il termine colonialismo con cui si definisce la politica di uno stato che ha come scopo la conquista di nuove colonie. Le colonie possono essere di due tipi:
1. Colonie di popolamento, quando un territorio viene conquistato e abitato da n nuovo popolo,
2. Colonie di sfruttamento quando un territorio viene conquistato per sfruttare il popolo che vi abita.
Per tutto l’Ottocento il colonialismo non cessò mai di interessare i paesi europei, ma a partire dal 1970 fino al 1914 il colonialismo entrò in una nuova fase chiamata imperialismo cioè ogni nazione europea cercò di superare tutte le altre nella conquista di nuovi territori. La prima grande potenza imperialista d’Europa fu l’Inghilterra, seguita dalla Francia, dal Belgio, dai Paesi Bassi, dalla Germania e dall’Italia. Per comprendere l’imperialismo bisogna considerare diverse cause:
* cause economiche
* cause politiche
* cause culturali.
Lo straordinario sviluppo economico determinato dalla rivoluzione industriale fece crescere l’importanza delle materie prime.
L’imperialismo rappresentò una forma esasperata di nazionalismo. L’età dell’imperialismo fu dominato da una vera e propria moda: le esplorazioni geografiche, molti partirono in cerca di fortuna e successo personale, altri ancora furono spinti da motivi umanitari come nel caso di medici e missionari. La politica coloniale dell’Inghilterra ebbe come obiettivo la creazione di un unico impero che partiva dall’Egitto alla Colonia del Capo. La Francia invece fu interessata a estendere il proprio dominio dal Gambia all’Egitto . Fu proprio l’Egitto che fece scoppiare il contrasto tra Francia e Inghilterra, entrambe ne volevano il controllo, ma nel 1882 l’Inghilterra invase l’Egitto, in compenso la Francia ottenne dall’Inghilterra l’autorizzazione a occupare la Tunisia. Alla conferenza di Berlino del 1884/85 il Congo fu assegnato al Belgio, mentre per quanto riguarda l’Africa furono indicati i criteri di spartizione e qui anche la Germania ebbe la sua parte. Fanalino di coda fu l’Italia che in tappe diverse entrò in possesso dell’Eritrea, della Somalia e della Libia. Nel 1876 la regina Vittoria d’Inghilterra venne proclamata imperatrice delle Indie. Il territorio indiano fu sfruttato in modo intensivo e fu trasformato in un vero e proprio mercato al servizio degli inglesi, come i tessuti. Furono imposte quelle coltivazione come il tè, il cotone, la iuta che erano convenienti per il commercio inglese. Per far posto alle piantagioni di nuovi prodotti agricoli i contadini furono costretti ad abbandonare le coltivazioni tradizionali con grave danno per l’alimentazione quotidiana. In Cina il colonialismo europeo non ebbe come scopo la conquista militare del territorio in quanto troppo grande e troppo popolata, lo scopo fu la conquista commerciale. All’inizio dell’ottocento gli inglesi erano interessati ad acquistare dai cinesi the, seta, tessuti di cotone, broccato e porcellane, ai cinesi invece interessava acquistare l’oppio, una droga la cui vendita era vietata dal governo cinese. Gli inglesi iniziarono a vendere di contrabbando l’oppio e di fronte a questo traffico illecito e pericoloso per la salute dei suoi abitanti la Cina reagì e ne seguì la cosiddetta guerra dell’oppio. La vittoria inglese ebbe gravi conseguenze per la Cina essa non solo fu costretta ad accettare il libero commercio dell’oppio, ma dovette anche cedere agli inglesi la città di Hong Kong. Inoltre fu costretta ad aprire al commercio occidentale.
Gi Stati Uniti nacquero nel 1776 quanto le colonie inglesi proclamarono la Dichiarazione d’indipendenza. Da quel momento, essi, allargarono i loro confini espandendosi verso ovest iniziando la conquista del West. I territori del West erano abitati da Indiani d’America i quali furono decimati dalla fame, dalle guerre e dalle malattie portate dai bianchi. I sopravvissuti vennero relegati a vivere nelle riserve cioè in territori lontani dai luoghi di origine. La conquista dei territori del West, trasformò profondamente gli Stati Uniti. La popolazione aumentò e l’economia ebbe un grande sviluppo e intorno al 1850 iniziò la rivoluzione industriale, la quale avvenne in modo disuguale e approfondì le differenze fra Nord e Sud. Negli Stati del nord, l’industria era molto sviluppata, la schiavitù era scomparsa, i governi adottavano una politica protezionista che imponeva tariffe doganali elevate per scoraggiare l’importazione di merci straniere. Nel sud, invece, l’economia si basava sulle grandi piantagioni di cotone e tabacco, la schiavitù era diffusa, i governi erano favorevoli a una politica di libero scambio. Le tensioni tra Nord e Sud esplosero nel 1860 dando origine allo scoppio di una sanguinosa guerra civile: la guerra di secessione che si concluse con la sconfitta dei sudisti. Negli Stati Uniti la fine della schiavitù, avvenuta nel 1863, non migliorò le condizioni di vita della popolazione di colore, iniziò così il periodo della segregazione razziale, cioè dell’isolamento dovuto al colore della pelle.
Intanto il Giappone, da sempre isolato, nel 1853 fu costretto dagli Stati Uniti ad aprirsi al commercio internazionale. Sotto l’imperatore Mutsuhito il feudalismo venne abolito, i samurai, cioè i nobili guerrieri, vennero impiegati nell’amministrazione pubblica o nell’industria, il servizio militare divenne obbligatorio, nel 1869 Tokyo divenne la capitale dell’impero. E come le altre grandi potenze ebbe una sua politica imperialista.
Nel corso dell’ottocento la politica imperialista della Russia fu volta alla conquista di nuovi territori, per collegare i vasti territori russi iniziarono i lavori per la costruzione della ferrovia transiberiana, questa linea giungeva fino a Vladivostok una città di mare ai confini con la Corea di fronte al Giappone. Dunque, sia la Russia che il Giappone erano interessati a occupare la Corea e la Manciuria e si apri così lo scontro tra le due potenze, e terminò con la vittoria giapponese.
Dopo la guerra di secessione gli Stati Uniti seguirono una politica estera imperialista e imposero il loro controllo sull’america latina, infatti nello Stato di Panama che era particolarmente importante dal punto di vista economico,fu costruito il Canale di Panama per permettere alle navi di passare dall’oceano Atlantico al Pacifico senza circumnavigare l’America del Sud.

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