- Ideologia borghese: ideologia liberale, che valorizzava l'iniziativa privata e le libertà individuali e avversava ugualmente le vecchie aristocrazie e i ceti popolari che sembravano minacciare la società nelle sue fondamenta.
- L'idea di patria: aveva acceso tanti entusiasmi, ma si impone il problema di tutti quei ceti che per la loro collocazione socio - economica del tutto subalterna, nella patria dei romantici non possono certo riconoscersi.
- La rivoluzione industriale: se per un verso ha dato vita alla grande borghesia capitalistica, per l'altro ha favorito la formazione di larghe masse di lavoratori industriali, che vivono di un salario che non garantisce neanche il minimo vitale.
- Rottura del tradizionale equilibrio tra capitale e lavoro.

- Saint Simon: industrialismo. Fu il primo teorico che cercò di giustificare il potere politico in relazione alla realtà del proprio tempo. Il problema per lui centrale è l'industrialismo, infatti per lui vi è una capacità di intervenire sulla natura e di cambiarla a proprio favore, e quindi chiunque lavori al suo interno, a questo processo, deve essere remunerato, e quindi l'amministrazione del potere politico deve essere dato ai dirigenti industriali, e quindi la gerarchia si basa su competenze tecnico - scientifiche. Evidente che questo crea contrasti con le classi politiche che non vi lavorano.

- Carlo Fourier: attività privata. In antitesi con il Saint - Simon, che voleva un accentramento dei poteri, mentre il Fourier pensava ad un decentramento delle forze della produzione, mediante l'adesione dei lavoratori a piccole società autonome, chiamate "falansteri", autosufficienti, capace di dare un lavoro a chi vi aderiva

- Pietro Proudhon: il diritto al lavoro. Polemizzò sia contro il liberismo che contro il socialismo. Egli affermò che "la proprietà è un furto", almeno quando questa da a chi la possiede un reddito senza lavoro, mentre è ammessa quando è solo possesso, frutto del proprio lavoro. La realizzazione della giustizia avviene oltre la religione, perché é superiore ad essa e si realizza nelle vicende dell'uomo. Proudhon giunge a proporre un'economia senza denaro, ma come unico valore il "lavoro", che deve garantire a tutti i beni necessari alla sopravvivenza. In questo modo sparirebbero capitalisti e salariati, e saremmo tutti uguali.

- Augusto Blanqui: potere al proletariato. Senza una lotta non c'è soluzione al problema proletariato, che deve prendere il potere con la forza.

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