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Rivolta e Indipendenza di Haiti

Le idee di uguaglianza portate alla ribalta dalla recentissima Rivoluzione Francese ebbero un'immediata eco anche nelle colonie di Parigi. Nel 1791 esplose, nell'isola antilliana di Hispaniola (Haiti per gli indigeni), della colonia francese di Saint Dominique, una grande rivolta di schiavi neri, impiegati nelle locali coltivazioni di canna da zucchero e cotone. Di fronte all'insurrezione, la Francia rivoluzionaria decise, nel 1792, la liberazione di tutti gli schiavi, ma i piantatori bianchi, temendo di dover rinunciare ai presupposti dei loro privilegi e della loro ricchezza, invocarono l'intervento armato di Inghilterra e Spagna. Uno dei capi più rappresentativi della Rivolta Nera, François Dominique Toussaint detto "Ouverture" (1743-1803), fu allora posto a capo delle truppe francesi, che con l'appoggio degli schiavi liberati riuscirono a scacciare dall'isola gli anglo-spagnoli. Nel 1801 Toussaint fu proclamatoPresidente della colonia di Saint Dominique, uno Stato Costituzionale formalmente sottoposto alla Francia.

L'ascesa al potere di Napoleone Bonaparte portò, però, al conflitto tra la colonia e la Francia imperiale dal 1802 al 1803, e questa volta i neri ottennero l'appoggio strumentale della flotta inglese, finché il tentativo di invasione francese fu sventato e nel gennaio 1804 lo Stato di Haiti proclamò la propria dipendenza.
Il timore che che l'esempio della Rivoluzione Nera potesse diffondersi negli altri Paesi dell'America determinò negli anni successivi l'isolamento internazionale di Haiti, che non trovò mai un proprio equilibrio politico e sociale interno.

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