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LA GUERRA IN LIBIA

In Italia il fenomeno del colonialismo all’epoca di Giolitti era visto non soltanto da questo punto di vista ma portava con sé anche un aspetto di rivalsa dovuto al fatto che la sconfitta di Adua ad opera degli Etiopi era ancora cocente, ma anche un aspetto di carattere pratico in quanto si pensava che con delle colonie si potesse risolvere il problema tipicamente italiano dell’emigrazione, rendendo le colonie una sorta di valvola di sfogo per tale fenomeno: tale considerazione era anche stata fatta dai socialisti che, in piccola parte, avevano appoggiato tale progetto.
Il territorio che venne scelto per la nuova colonizzazione italiana fu la Libia: la scelta della Libia ad un primo acchito sembra alquanto singolare in quanto nella precedente ondata di colonizzazione italiana era stato scelto il corno d’Africa appunto perché era l’unica zona dell’Africa a non essere ancora stata colonizzata, e la Libia era stata scartata perché era un possedimento dell’Impero Ottomano, uno stato allora non potente quanto altre nazioni europee ma contro cui era molto rischioso fare guerra. Dopo 30 anni, nel 1911, la situazione dell’Impero Ottomano era mutata in quanto vi era stato un suo indebolimento che aveva portato anche gli Arabi ad allentare la morsa sulla Libia che era diventato un territorio che non era indispensabile per gli Ottomani ed era ora possibile attaccarlo.
Quando gli italiani attaccarono vi fu un minimo di resistenza delle truppe Turche di stanza in Libia mentre le popolazioni locali, stanziate soprattutto nelle ampie zone desertiche del paese, quelle meno abitabili rispetto al nord. Gli italiani furono anche autori di episodi di violenza e repressione nei confronti di queste popolazioni, che, essendo di religione musulmana, preferivano naturalmente i Turchi agli italiani, che le lasciavano anche più libere; in seguito gli italiani si dedicarono a migliorare le comunicazioni interne con la costruzione di nuove strade, ma le critiche nei confronti del governo di Giolitti furono molto aspre soprattutto perché il territorio libico era soprattutto costituito da zone inabitabili e desertiche. Durante il primo anno di occupazione del territorio libico inoltre l’esercito italiano decise anche di invadere alcune isole del mar Egeo, sempre Ottomane, per ottenere il riconoscimento della sovranità italiana sulla Libia, e che vennero lasciate nuovamente agli Ottomani ad avvenuto riconoscimento.

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