Negli anni Settanta la tensione tra Israele e i paesi vicini naturalmente non cala e si rivelano indomabile. La Siria e la Giordania reclamano la restituzione, rispettivamente, delle alture del Golan e della Cisgiordania, l'Egitto rivuole indietro la penisola del Sinai, strategicamente non meno importante degli altri territori. Nonostante che una risoluzione Onu del 1967 inviti Israele a restituire i territori occupati, il governo israeliano si rifiuta di farlo. Nel 1970 alla morte di Gamal Abdel Nasser la guida dell'Egitto è assunta da Anwar Sadat, all'epoca vicepresidente. Il mutamento nella dirigente egiziana non attenua affatto l'ostilità tra Egitto e Israele. Lo stato di tensione e il triste destino della popolazione palestinese viene ricordato al mondo in maniera tragica e spettacolare nel 1972, quando un comando di un gruppo terroristico palestinese sequestra e uccide 11 atleti israeliani che partecipano alle Olimpiadi in corso a Monaco di Baviera. Passa poco più di un anno e nell'ottobre del 1973, mentre in Israele si celebra la festività religiosa ebraica di Yom Kippur, l'esercito egiziano e quello siriano attaccano congiuntamente, l'uno nel Sinai e l'altro nel Golan. L'esercito israeliano, inizialmente preso di sorpresa, riesce a contrattaccare e a bloccare l'avanzata degli eserciti nemici. La guerra del Kippur si conclude dopo poche settimane, mentre Israele mantiene il controllo del Golan e della Striscia di Gaza, accetta di iniziare una graduale restituzione del Sinai all'Egitto. Questa breve guerra regionale ha notevoli conseguenze. Una riguarda la rinascita del radicalismo islamico all'interno dell'Egitto. Al momento della costituzione dell'esercito siriano la corrente islamica radicale dei Fratelli Musulmani è stata duramente repressa: il suo orientamento contrario alla costruzione di uno stato laico la rende evidentemente estranea al progetto nasseriano. Ciò non toglie che il movimento radicale continui a prosperare. Il suo pensatore più autorevole in questa fase Sayyd Qutb (1906-1966). Studioso di letteratura, formato ai princìpi del Corano, nel 1939 entra nel Ministero dell'Istruzione egiziano e nel 1948 viene inviato negli Stati Uniti per perfezionare il suo inglese e studiare il sistema educativo americano. Il contatto con la società statunitense lo inclina definitivamente verso il radicalismo islamico quello che lui vede gli sembra l'essenza della corruzione dell'Occidente, fatta di individualismo, di promiscuità sessuale, di abilità commerciale e di decadenza morale. Contro questa barbarie (gahiliyya, rappresentata da tutto ciò che non è islamico) a suo parere, è necessario riaccendere la fiamma del jihad, combattendo innanzitutto contro i falsi musulmani che hanno tradito il vero spirito dell'Islam, come i nuovi governanti dell'Egitto (all'epoca si tratta di Gamal Abdel Nasser). Al suo ritorno dagli Stati Uniti Qutb aderisce alla Fratellanza musulmana, di cui diviene uno dei massimi esponenti e teorici. Ma sia la sua militanza nell'associazione sia le sue posizioni polemiche lo espongono alla repressione: nel 1965 viene arrestato con l'accusa di progettare un colpo di stato insieme con altri membri della Fratellanza musulmana, riconosciuto colpevole è impiccato il 29 agosto del 1966. La sua morte violenta ne fa un martire per i militanti radicali. E i ripetuti insuccessi dell'Egitto nelle sue aggressioni e Israele non fanno che stimolare la diffusione del radicalismo islamico che negli anni 70 comincia a diffondersi nelle scuole e nelle università. In realtà la guerra del Kippur non è stata così negativa per l'Egitto. Ma è la successiva decisione di Sadat di aprire trattative con Israele, favorite dalla mediazione diplomatica degli USA a scatenare i gruppi islamici radicali egiziani che ormai considerano Sadat un traditore della causa dell'Islam.

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