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La Guerra del Golfo

Chi: Iraq
Contro chi:
1. Kuwait
2. Ampia coalizione internazionale sotto la bandiera dell'ONU e comando statunitense

Gli obiettivi

Iraq: Il Kuwait e gli Emirati Arabi, aumentando unilateralmente le vendite oltre i limiti fissati dall’O.P.E.C. (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio), avevano provocato un ribasso del prezzo del greggio. L’Iraq, che era gravato da debiti ingenti, non era in grado di provvedere alla propria ricostruzione dopo il conflitto con l’Iran e neppure di smobilitare le truppe, destinate ad incrementare la disoccupazione a causa della recessione economica. Con pressioni diplomatiche e militari, Saddan Hussein aveva ottenuto un rialzo dei prezzi e un prestito di 10 miliardi di dollari dal Kuwait e dall’Arabia Saudita. Ma il Kuwait reclamava una revisione delle frontiere. L’Iraq faceva affidamento sulla neutralità americana in caso di conflitto, poiché da anni esisteva un’alleanza Iraq-Stati Uniti in funzione anti-iraniana. Gli Stati Uniti, però, non si schierarono a favore dell’Iraq. Si rivelerà pure inutile il tentativo iracheno di rompere l’ampia coalizione formatosi sotto il controllo dell’ O.N.U. con la minaccia di una escalation (peggioramento) del conflitto arabo-americano.

Coalizione: Evitare l'affermarsi di una potenza regionale svincolata dall'Occidente in un'area fondamentale per il fabbisogno energetico dell'Occidente. Ristabilire gli equilibri che erano stati sconvolti prima dalla rivoluzione komeinista e poi dalla guerra Iraq-Iran.

Cronologia del conflitto

1990: Dopo neanche due anni di calma, la regione è sconvolta da una nuova guerra, scatenata dall'occupazione del Kuwait da parte dell'esercito iracheno il 2 agosto 1990; questa però è di portata internazionale. L’ONU condannò l’Iraq e decretò il blocco economico, navale ed aereo, di questo paese per impedirgli di esportare il suo petrolio e di ricevere aiuti e rifornimenti dall’estero. Subito dopo (29 novembre, risoluzione n. 678) l’ONU impose a Saddam di ritirarsi dal Kuwait, autorizzando le forze internazionale a usare le armi per sloggiarlo. Gli Stati Uniti ammassarono in Arabia truppe, navi e aerei raccogliendo un esercito più potente di quello che aveva combattuto in Vietnam. A queste forze si unirono quelle dei vari stati europei (fra cui l’Italia) e arabi.

1991: Il 17 gennaio 1991, scaduto l’ultimatum dell’ONU, la coalizione internazionale attacca l’Iraq impegnando la più gigantesca battaglia aerea e tecnologica della storia che vede impegnati anche i Tornado italiani. Per 38 lunghi giorni, senza soste, l’esercito e le principali città irachene sono investite da una tempesta di fuoco, che fa decine di migliaia di vittime anche fra la popolazione civile. Saddam rispose attaccando a sua volta Israele con l’intenzione di coinvolgerlo nella guerra.

* 18 gennaio: l’Iraq lancia i primi missili Scud contro Israele
* 19 gennaio: gli Stati Uniti inviano in Israele alcune batterie di missili terra-aria Patriot, con lo scopo di intercettare gli Scud iracheni
* 26 gennaio: gli aerei iracheni iniziano a rifugiarsi in Iran
* 13 febbraio: uno stormo di F 111 americani bombarda un rifugio sotterraneo a Baghdad, causando la morte di 300 civili
* 22 febbraio: gli iracheni incendiano i pozzi petroliferi del Kuwait. I sovietici propongono un piano di pace in 8 punti, che Bush non accetta
* 24 febbraio: inizia l’offensiva terrestre della coalizione
* 25 febbraio: Saddan Hussein ordina alle truppe irachene di ritirarsi sulle posizioni del 1 agosto 1990. I sovietici presentano un nuovo piano di pace, rifiutato anch’esso dagli Stati Uniti
* 26 febbraio: l’esercito dell’Iraq si ritira. Il numero dei prigionieri iracheni sale a 63000. Le truppe della coalizione raggiungono la valle dell’Eufrate, completando l’accerchiamento delle truppe irachene
* 27 febbraio: Bush annuncia la sospensione delle operazioni belliche per le cinque del mattino del 28 febbraio
* 28 febbraio: l’Iraq accetta le condizioni americane per il cessate il fuoco.

Le conseguenze

La guerra del Golfo ha provocato, secondo alcune ipotesi, almeno trecentomila morti e un numero imprecisabile di feriti specie tra la popolazione civile irachena, e ingenti danni ecologici per l'incendio dei pozzi petroliferi. Non vanno neppure ignorate le migliaia di casi di soldati americani colpiti dalla "sindrome della Guerra del Golfo" e rimasti intossicati dalle armi batteriologiche e chimiche con ogni probabilità sperimentate in quel conflitto dagli stessi statunitensi. La guerra provocò delle perdite umane estremamente sproporzionate nei due campi: 150 soldati americani uccisi contro 150.000 iracheni. Questa guerra ha reso necessaria una presenza militare americana permanente nel Medio Oriente, che comporta una progressiva subordinazione dell'area agli interessi degli Stati Uniti.
Il successo dell'operazione "Tempesta nel deserto" non risolse nessuno dei problemi dell'area. Infatti, l'esercito della coalizione, forte di oltre 500 mila soldati sostenuti da un imponente apparato tecnologico, distrusse nel giro di poche settimane l'esercito iracheno ma non per questo diminuì la diffusione dell'integralismo islamico nel Medio Oriente, nell'Africa settentrionale, né si allentarono le tensioni suscitate dal mancato riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.

Breve biografia di Saddam Hussein

Uomo politico iracheno (Tikrit 1937). Condannato a morte per un attentato a Qasim nel 1959, riparò in Siria, poi al Cairo. Rientrato in Iraq nel 1963, fu vicesegretario del Bath nel 1964 e protagonista nella rivoluzione del 1968. Collaboratore del presidente Ahmed Hasan al Bakr, gli succedette nel 1979 come presidente della Repubblica e segretario del Bath. Nonostante la dura sconfitta inflittagli nel 1991 dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, H.. riusciva a mantenersi saldamente al potere. Nell'occasione, anzi, egli tentava di approfittare per portare un nuovo attacco alle popolazioni curde, ma doveva desistere anche perché gli veniva imposta una drastica limitazione dell'aviazione irachena all'interno dello stesso spazio aereo del Paese. Ma, più in generale, H. dava il via a una serie di piccole e grandi provocazioni, dal tentativo di impedire le ispezioni O.N.U. agli impianti sospettati di produrre armamenti non convenzionali (1992), agli sconfinamenti in territorio kuwaitiano, ai movimenti di missili (1993). Atteggiamenti che portavano a nuovi interventi compreso un parziale bombardamento della stessa capitale, mentre l'ONU reiterava il più rigido embargo nei confronti dell'Iraq. Isolato sul piano internazionale, H. riusciva a mantenere la sua leadership anche grazie a una forte repressione interna e a continui rimescolamenti nei gangli vitali dello Stato. L'indurimento del regime era confermato anche dalla defezione di due generi di H. che si rifugiavano in Giordania con le famiglie (agosto 1995). Si trattava di un colpo al carisma di H. al quale egli reagiva blandendo i fuggiaschi e convincendoli a rientrare, ma una volta tornati in Iraq li faceva uccidere (febbraio 1996). Questo era, però, solo uno dei segnali dello sgretolamento della stessa famiglia di H.., poiché il suo primogenito veniva fatto oggetto di un misterioso attentato (dicembre 1996) ed egli, nel gennaio 1997, faceva arrestare la propria moglie Sajida accusandola del complotto.

L'Iraq prima e dopo la guerra

Dopo la guerra, a soffrire il peso delle sanzioni e del continuo braccio di ferro sulle ispezioni dell’arsenale di Saddam Hussein è stato il soprattutto il popolo iracheno. Le famiglie cercano di supplire con il cibo razionato alle magre buste paga. Gli ospedali sono talmente malridotti che i bambini ricevono spesso cure inadeguate. Molti ragazzi fanno l’elemosina per portare il pane a casa. Sebbene a Baghdad sia consentito vendere quantità illimitate di petrolio per rifornirsi di cibo e medicine, il governo iracheno ha spesso fatto notare che le derrate acquistate con i proventi del greggio arrivano talmente in ritardo da offrire un minimo sollievo alla gente. Fonti governative americane sono convinte che in realtà Saddam Hussein intasca buona parte dei milioni di dollari derivanti dalla vendita di petrolio.
Ecco le statistiche demografiche dell’Iraq prima e dopo la guerra.

Popolazione:
22.675.617 (2000)
18.781.770 (1990)
13.800.000 (1981)

Tasso di mortalità infantile:
62.49 morti/1.000 nascite (2000)
67 morti/1.000 nascite (1990)
28 morti/1.000 nascite (1977)

Aspettativa di vita alla nascita:
maschi 65,54 anni; femmine 67,56 anni (2000)
maschi 66 anni; femmine 68 anni (1990)
maschi 51,2 anni; femmine 54,3 anni (1975)

Alfabetizzazione:
58% (1995)
55-65% (1989)
30% (1978)

Economia:
Pil 59,9 miliardi di dollari (1999)
Reddito pro capite annuale 2.700 dollari (1999)
Pil 35 miliardi di dollari (1989)
Reddito pro capite annuale 1.940 dollari(1989)
Pil 19 miliardi di dollari (1977)
Reddito pro capite annuale 1.561 dollari (1978)
Tasso d’inflazione (prezzi al consumo):
135% (1999)
30-40% (1989)

Export:
12,7 miliardi di dollari (1999)
12,5 miliardi di dollari (1988)
10,59 miliardi di dollari (1981)

Import:
89 miliardi di dollari (1999)
10,2 miliardi di dollari (1988)
12,94 miliardi di dollari (1980)


Debito con l’estero:
130 miliardi di dollari(1999)
40 miliardi di dollari (1988), debiti con gli stati arabi del Golfo esclusi


Forze armate:
Spese non pervenute (2000)
Spese in percentuale del Pil non pervenute (2000)
Spese non pervenute (1990)
Spese in dollari: 7.722.000 (1982)

Il Kuwait prima e dopo la guerra

Lo chiamano il "giovedì nero" gli abitanti del Kuwait quel 2 agosto 1990 in cui l'Iraq invase il loro piccolo Paese ricchissimo di petrolio. La vita per loro, dieci anni dopo la guerra, è di certo migliore, anche se sono in molti ad avere il timore che possa ripetersi e a non dimenticare i 605 concittadini scomparsi durante l'occupazione, presumibilmente catturati dai militari di Saddam Hussein. A detta di studi governativi, un kuwaitiano su cinque soffre di una sindrome da stress post-traumatico: si tratta di quanti non riescono a sopportare il ricordo di quei giorni infelici, gli stessi che probabilmente alimentano il boom del consumo di droga.
Ecco le statistiche demografiche del Kuwait prima e dopo l'invasione.

Popolazione:
1.973.572 (2000)
2.123.711 (1990)
1.500.000 (1981)

Tasso di mortalità infantile:
11,55 morti/1.000 nascite (2000)
15 morti /1.000 nascite (1990)
39,1 morti /1.000 nascite (1979)

Aspettativa di vita alla nascita:
76,08 anni (2000)
69,5 anni (1980)

Alfabetizzazione:
78,6% (2000)
71% (1990)
60% (1978)

Economia:
reddito pro capite: 22.500 dollari (1999)
reddito pro capite: 10.500 dollari (1990)
reddito pro capite: 11.431 dollari (1975)

Forza lavoro:
1,3 milioni (1998)
566.000 (1986)

Bilancio
Entrate:
10 miliardi di dollari (2000)
7,1 miliardi di dollari (1990)
24,7 miliardi di dollari (1980)
Spese:
13 miliardi di dollari (1999)
10,5 miliardi di dollari(1988)
7,6 miliardi di dollari (1980)

Export:
13,5 miliardi di dollari (1999)
7,1 miliardi di dollari (1988)
19,97 miliardi di dollari (1980)

Import:
8,1 miliardi di dollari (1999)
5,2 miliardi di dollari (1988)
7,29 miliardi di dollari (1980)

Spese per la Difesa:
8% del Pil pari a 2,518 miliardi di dollari (1999)
5.8% del Pil, pari a 1,2 miliardi di dollari (1989)

…E la Cnn diventò la prima tv globale
Peter Arnett: Hussein capì che con noi poteva parlare al mondo
Dalla "Stampa" del 15 Gennaio 2001

WASHINGTON - La Guerra del Golfo fu anche "la guerra della Cnn". E a dieci anni da quei primi bombardamenti in diretta, siamo andati in Virginia a trovare Peter Arnett, il giornalista che divenne celebre in tutto il mondo raccontando la guerra via satellite da Baghdad. Oggi Arnett non lavora più alla Cnn - se ne andò un paio d'anni fà in seguito alle polemiche di uno scoop finito male. Ma sta scrivendo un libro sulla storia della rete fondata da Ted Turner vent'anni fa - una storia in cui la Guerra del Golfo rimane ancora oggi il capitolo centrale.
"Il successo della Cnn in quei giorni a Baghdad non arrivò per caso", spiega il vecchio cronista neozelandese. "La Cnn era nata dieci anni prima come una piccola rete via cavo di Atlanta che dava un notiziario 24 ore su 24". Aveva anche formato un pool di cronisti e producer capaci di muoversi con gran facilità in giro per il mondo. "In più Turner aveva cominciato ad affittare satelliti - dodici in tutto - per assicurarsi una copertura dell'intero pianeta. Quando l'Iraq invase il Kuwait, la Cnn era pronta a trasmettere ad un'audience planetaria".
Fu l'unica rete a capire che Saddam Hussein aveva creato un'opportunità straordinaria per la televisione in diretta, dice Arnett mentre sfoglia l'album delle fotografie che scattò in Iraq dieci anni fa. "Sbarcammo a Baghdad in trenta - un dispiegamento di forze molto superiore a quello di Bbc, Nbc, Abc, Cbs". Ma gli uomini, i mezzi, i satelliti che Turner aveva affittato non avrebbero permesso alla Cnn di sfondare se non fosse intervenuto un altro elemento chiave: la decisione del governo iracheno di permettere alla rete di trasmettere. "Saddam Hussein fu il primo leader a capire il ruolo nuovo della televisione: capì che parlare con noi significava parlare al mondo intero".
In cambio la Cnn riuscì a ottenere da Saddam l'uso di una linea telefonica protetta dei militari. Quando partì l'operazione Tempesta nel Deserto gli impianti di telecomunicazione furono tra i primissimi bersagli degli alleati. Ma nonostante il black-out la Cnn poté continuare a trasmettere. E il mondo vide in diretta le prime 17 ore dell'offensiva - quelle 17 ore che portarono la Cnn nella Storia.
"Per noi fu un momento straordinario. Da anni il nostro sogno era di riuscire a raccontare una guerra in diretta - il massimo a cui poteva aspirare un cronista televisivo. Beh, stava succedendo e la sensazione era straordinaria. Le bombe ci piovevano intorno e sentivamo i producer ad Atlanta che urlavano "il mondo vi guarda, il mondo vi guarda". Fu veramente fantastico". Cnn era diventata la rete più famosa del mondo. Il suo futuro e quello della tv globale in diretta sembrava assicurato. Invece, dice Arnett con rammarico, la Guerra del Golfo segnò in un certo senso l'inizio della fine.
Il caso ha voluto che proprio mentre stavamo per arrivare alla sua casa in Virginia, la radio avesse annunciato il licenziamento di altri 500 dipendenti della Cnn. Dieci anni dopo la sua irruzione nella coscienza del villagio globale, la rete che ci diede il bombardamento di Baghdad in diretta sta lentamente perdendo la battaglia per diventare la Bbc del 21 esimo secolo. Gli ascolti calano, la pubblicità stenta e l'identità della rete appare sempre più confusa. Saddam Hussein è ancora saldamente in sella a Baghdad mentre la Cnn, da poco inglobata nell'impero Aol, fatica sempre di più ad immaginare il proprio futuro.
"Ho avuto la fortuna di vivere una straordinaria esperienza con la Cnn. Gli ultimi vent'anni sono stati l'età d'oro della televisione in diretta. Ma poi l'azienda si è persa per strada. Questo mio libro è un tentativo di ricatturare quel sogno. E di capire perché è svanito".
Arnett è ancora amareggiato per come sono andate le cose tra lui e l'azienda. Due anni fà la rete dovette ritrattare i contenuti di un documentario sull'uso di gas nervino in Vietnam di fronte alle proteste dei militari. Fu un episodio umiliante per la Cnn. "Ma quel servizio non era mio", protesta Arnett. "Avevo accettato di farne il narratore solo perché me lo avevano chiesto i capi. Non avevo colpe".
L'azienda non aveva più bisogno di lui e gli fece capire che era meglio se se ne andava. Arnett insiste che non sta scrivendo il suo libro per spirito di rivalsa ma il tono della sua voce è piena di nostalgia per l'età d'oro della Cnn. E piena di rammarico per la grande occasione perduta. "Dopo aver assaggiato la gloria di un successo senza precedenti durante la Guerra del Golfo i vertici dell'azienda furono abbagliati dal miraggio di ricchezze smisurate e cominciarono a rincorrere il Sacro Graal dell'audience. Smisero di seguire la politica internazionale in maniera sistematica per concentrarsi su grandi eventi mediatici, a cominciare dal processo di O.J. Simpson. Decisero di creare delle star come la Christiane Amanpour. La parola d'ordine era: sensazionalizzare tutto. Ma la verità è che non appena il "grande eventi" si esaurisce l'audience crolla. La verità è che l'informazione in diretta sta morendo con la Cnn".

da "La Stampa" - 15 Gennaio 2001

La sindrome del Golfo

Circa 50.000 soldati americani su 700.000 mandati nel Golfo nel '91 per combattere la "guerra tecnologica" contro Saddam Hussein contrassero una malattia che intaccava il sistema immunitario. I figli di questi soldati nacquero con gravi malformazioni e malattie incurabili come la mancanza di organi interni, paralisi, problemi respiratori. Questa agghiacciante verità è venuta fuori grazie ad un regista italiano, Alberto D'Onofrio, il quale per conto della Rai ha girato tre anni fa un filmato con le testimonianze in America, mai mandato in onda dalla tv pubblica. D'Onofrio gira l'Italia con il filmato per far conoscere i fatti.

Nell'impatto con un carro armato nemico, l'uranio impoverito si liquefà e brucia, aprendo in tal modo la superficie blindata e permettendo alla carica esplosiva di penetrare, distruggendo il veicolo.
Gli esperti sostengono che il calore polverizza le munizioni dando origine a una polvere tossica.
Proprio questo è il nodo centrale della discussione sugli effetti a lungo termine dei proiettili all'uranio impoverito su coloro che vivono o che hanno lavorato nelle zone dove queste munizioni sono state utilizzate.

Una vittoria pagata a caro prezzo.

A 6 anni da quella guerra più di 50.000 soldati americani sono affetti da una malattia cronica che attacca il sistema immunitario definita come "Sindrome del Golfo". La malattia ha già ucciso tra i 5.000 e 10.000 soldati contagiando il 76 % dei familiari.
Le cause possibili: si parla di contaminazione chimica e di vaccini sperimentali somministrati indistintamente a tutti i soldati e di missili biologici lanciati da Saddam.
Il Pentagono nega l'esistenza di questa sindrome accusando i veterani di fingersi malati allo scopo di ottenere un aiuto economico, e respinge anche la tesi della contaminazione chimica o biologica. Le vittime innocenti di questo mistero sono decine di bambini nati con gravi deformazioni come la mancanza di organi interni, o di arti superiori o inferiori, e ancora, paralisi, problemi respiratori, insomma tutte malattie incurabili. La loro vita è appesa ad un filo e devono ricorrere a continue e costosissime operazioni per poter sopravvivere.

A San Francisco vive il dottor Urnowitz che sta studiando la misteriosa malattia alla quale ancora non si è trovato un rimedio.
Dott. Urnowitz: "Ho cominciato ad interessarmi alla sindrome del Golfo quando, trovandomi ad una conferenza scientifica, accesi per caso il televisore e c'era un veterano della Guerra che era un membro del congresso degli Stati Uniti, che parlava della sua malattia. I sintomi che elencava il soldato in televisione sembrano essere gli stessi per la maggior parte dei veterani. Si tratta di malattie che colpiscono il sistema nervoso e comportano anche perdita di memoria, repentini cambiamenti di umore, insonnia. Molti di questi sintomi sono classici di una disfunzione del sistema immunitario.
Inoltre molti veterani hanno concepito dopo la guerra bambini con gravi deformazioni. Sappiamo che infezioni virali possono portare alla nascita di bambini deformi per cui abbiamo un'altra prova che qualche infezione è legata a tale sindrome.
Steven Miller: “Prima della Guerra potevo correre circa 5 miglia al giorno senza nessun problema, adesso non ce la faccio più, e quando andai dal dottore militare dopo un’attesa di 5 ore lui mi esaminò per 3 minuti e mi disse che non c'era niente che non andava e quindi di andare a casa.
Mio figlio Cedrick ha già avuto 9 interventi chirurgici e avrà bisogno di altri 5 solo per ricostruire il suo viso e penso che si meriti i migliori interventi del mondo perché non è certo colpa sua se è nato in questo modo. Non doveva proprio succedere.
Un dottore mi ha detto che fino ad oggi abbiamo già speso un milione di dollari per Cedrick, tutti i suoi denti sono falsi , solo per il suo occhio spendiamo 900 $ al mese, è un sacco di soldi, e dovrà continuare a cambiarselo per tutta la sua vita , e questo è solo per l'essenziale ma anche le condizioni di molti altri bambini sono estremamente gravi, si parla di migliaia di dollari all'anno solo per la cure di questi bambini.
La prova di una contaminazione chimica arrivano direttamente dalle testimonianze di numerosi soldati che troppe volte hanno udito gli allarmi chimici suonare.
Dean Lundhulme - veterano della Guerra del Golfo - : In Aprile, dopo la fine delle operazioni di guerra, ho sentito suonare l'allarme che indicava pericolo di sostanze chimiche, io mi trovavo sotto la doccia e quindi mi è stato impossibile indossare subito gli indumenti di protezione. Tre giorni dopo mi hanno portato all'ospedale e sono entrato in coma per tre giorni poi è sopravvenuta una paralisi alla spalla destra, fortissimi dolori muscolari, incapacità di concentrazione. Sono rimasto all'ospedale per circa due settimane e poi sono tornato nella mia unità.
Erica Lundholme - sorella di un veterano -: Lui è tornato nel Maggio del 1991. Sono andata io stessa a prenderlo all’aeroporto e l'ho portato a casa mia con tutto il suo equipaggiamento ed è rimasto con me per molti mesi. A quel tempo lui era già molto malato e dopo qualche mese anch'io ho iniziato a sentirmi male, avevo dei sintomi simili all'influenza ma poi ho continuato a peggiorare fino a che non riuscivo più neanche a camminare per più di un isolato. Anche adesso ho gli stessi sintomi di mio fratello,: diarrea, dolori muscolari, terribili mal di testa. Dean Lundholme: Sapevamo già prima della Guerra che Saddam aveva la possibilità di usare armi chimiche e biologiche contro le nostre truppe.
Peter Arnett - giornalista CNN - : "Sarebbe disposto ad impiegare anche armi chimiche o biologiche nella Guerra del Golfo ?
Saddam Hussein: " Userò tutte le armi che saranno appropriate a contrastare le armi del mio nemico..."
Dean Lundhulme - : Siamo stati rassicurati dal presidente Bush che nel caso Saddam avesse usato armi chimiche noi saremmo ricorsi alle armi nucleari. Sono contento che non siamo arrivati a questo punto.
Jim Tuite ha lavorato per vent’anni nella CIA. Attualmente sta conducendo accurate indagini per scoprire le cause e le responsabilità che si celano dietro la Sindrome del Golfo.
Jim Tuite - ex agente CIA - : "C'era una grossa preoccupazione sull'eventualità che Saddam potesse usare armi chimiche o biologiche contro le forza alleate. Al fine di impedire questa terribile possibilità gli alleati avevano fatto dei piani ben precisi mirati a distruggere tutti gli arsenali chimici di Saddam.
Presidente Bush: "distruggeremo anche tutti gli arsenali chimici di Saddam come tutte le sue artiglierie e carri armati. Le nostre operazioni sono state progettate allo scopo di salvaguardare al massimo la sicurezza delle nostre truppe e della coalizione colpendo subito il vasto arsenale di Saddam".

Jim Tuite: Quando scoppiò la guerra l'aviazione americana cominciò subito a bombardare le numerose industrie belliche produttrici di armi chimiche che si trovavano al Nord di questa cartina. Quasi immediatamente dopo i primi attacchi il vento ha cominciato a traspostare le esalazioni chimiche provocate dai bombardamenti verso Sud, dove si trovavano i soldati della coalizione. Nel giro di poche ore gli allarmi chimici hanno cominciato a suonare un pò ovunque e la presenza di sostanze chimiche è stata rinvenuta qui, qui anche qui vicino a Rafha, poi durante le operazioni di terra, sostanze chimiche sono state segnalate anche dalle due divisioni della marina che hanno attraversato questo stretto. Attraverso tutto il deserto dell'Arabia Saudita molti animali cominciarono a morire e non soltanto pecore o capre ma anche uccelli, insetti, insomma molte specie diverse contemporaneamente, il che, un fatto assolutamente inconsistente con qualsiasi epidemia veterinaria. Allo stesso tempo anche i soldati hanno inizato ad ammalarsi con sintomi influenzali a causa dell'esposizione a questi gas nervini.

A San Diego il veterano malato Duane Monroe si reca alla conferenza della commissione formata da Clinton allo scopo di indagare nella difficile questione. Spera che il Governo possa finalmente dargli un aiuto. Ma fino ad ora gli studi della Commissione non hanno portato a nessun risultato concreto.
Duane Monroe - veterano del Golfo - : "Durante la Guerra pensavamo di essere ammalati d'influenza, avevamo la nausea, il vomito, diarrea questo genere di cose, ma quando siamo tornati a casa abbiamo continuato a peggiorare, ed iniziato ad avere anche problemi neurologici, gastrointestinali e sangue nelle feci.
La versione ufficiale ha sempre affermato che nessuna sostanza chimica era stata rinvenuta ma non sempre ci abbiamo creduto. Infatti noi avevamo i test chimici a portata di mano, avevamo tutti gli strumenti necessari per analizzare la presenza di sostanze chimiche e molte volte i risultati mostravano che c'era stata un esposizione chimica ma ogni volta ci veniva risposto che questi test non erano corretti e di non preoccuparci.
Nella cosiddetta autostrada del suicidio nella quale molti iracheni vennero uccisi in ritirata non vi erano insetti che volavano vicino ai cadaveri, pensavamo che tutto ciò fosse molto insolito e ci sembra ancora più strano oggi.
Arguerite Knox - membro della Commissione di Clinton - :" Pensiamo che non vi sia nessuna prova certa che dimostri che vi sia stata un uso di armi chimiche o biologiche.
Dan Fahid - capo dell'associazione veterani di San Francisco - :" Tutti guardano al fatto se l'Iraq abbia usato o meno armi chimiche ma allo stesso tempo dobbiamo puntare il dito contro il nostro stesso Governo perché l'America ha impiegato pallottole all'uranio senza avvertire nessuno. Neanche le truppe americane sapevano che stavano usando l'uranio e che era molto pericoloso. Infatti quando una pallottola all'uranio colpisce un carro armato nemico molte delle sue particelle si cospargono nell'aria e molti soldati hanno rischiato di inalare queste particelle d'uranio nel proprio corpo.


Joyce Lashof - presidente della commissione di Clinton - : "Sono solo 22 o 23 i soldati in cui sono state rinvenute traccie di uranio nel sangue e questi sono tenuti sotto stretto controllo. Oltre a questi non c'è nessuna prova che altri si siano ammalati a causa dell'uranio.

Nel villaggio militare di Fort Meade, nei pressi di Washington, incontriamo il sergente Brad Minns, anch'egli affetto dalla sindrome. Brad ha fatto causa al Governo in seguito alla nascita di suo figlio che presenta gravi deformazioni.
Serg. Brad Minns: - vetrano della Guerra del Golfo - Casey è stato diagnosticato con la cosiddetta "Goldenhart Sindrome" che comporta una crescita abnormale tra due organi nel corpo. Nel caso di mio figlio Casey si tratta dell' esofago e dei polmoni. Il suo esofago è stato così rimosso e sostituito da una parte dell'intestino e per una complicazione durante l'operazione le sue corde vocali sono state recise, non può mangiare niente dalla bocca, ma deve essere nutrito attraverso un tubo collegato direttamente allo stomaco, il suo colon che è adesso il suo esofago non è più in connessione con lo stomaco per cui si nutre soltanto attraverso questo tubo.
Siga Minns - Questa è una formula speciale con cui nutriamo Casey, è un cibo predigerito molto caro ed ha circa 30 calorie.
Non sapevamo che gli mancavano le orecchie o che avesse dei problemi interni fino a che non è nato, avevamo già due figli prima di Casey ed entrambi sono sani e robusti, non ci sono casi di deformità in entrambe le nostre famiglie per cui è stato un vero shock vedere nascere questo bambino in questo modo.
Questo è il tubo con cui nutriamo Casey, mentre questo è un foro da cui ogni giorno gli devo succhiare la saliva. Il colon si sta riempiendo di secrezioni per cui le devo succhiare per impedire che vadano a finire nei suoi polmoni. Questa è la sua saliva, che altrimenti andrebbe a finire nei suoi polmoni.
Voglio mio figlio vivo e non all'ospedale per cui mi sono adattata a fare di tutto per tenermelo a casa. Qualche volta mi viene il panico quando improvvisamente diventa blu, comincio ad urlare come una pazza ma ho imparato ad arrangiarmi.
Questo apparecchio serve per aprirgli i polmoni in modo che possa respirare meglio. Brad Minns: eravamo molto spaventati perché Saddam aveva già usato armi chimiche durante la precedente guerra con l'Iran . Spesso sentivamo squillare gli allarmi chimici quando eravamo nelle nostre postazioni nel deserto e subito indossavamo la maschera ma il nostro comandante ci diceva che i test chimici erano risultati negativi e quindi di toglierci la maschera.
Siga. Minns: Nessuna compagnia di assicurazione farà mai una polizza per coprire le spese di Casey perché la sua vita futura consiste di continue operazioni per cui non sappiamo cosa fare, vogliamo che il nostro governo ci aiuti a pagare le ingenti spese mediche.
Jim Tuite: " L'acquisizione da parte di Saddam del suo arsenale chimico e biologico è stato molto complesso. Gli agenti chimici che compongono le bombe come anche le sostanze biologiche, le parti necessarie a fabbricare a missili, i computer che progettano armi nucleari, le testate contenenti armi nucleari o chimiche venivano tutti dagli Stati Uniti ma anche dalla Russia, dalla Germania , dall'Italia e da altri Paesi sia in Europa che in Asia.

A Santa Barbara in California l'infermiera militare Joyce Rally sensibilizza l'opinione pubblica con le sua accese conferenze. Ha contratto la sindrome curando negli Stati Uniti alcuni veterani reduci dal Golfo. E' convinta che le stesse armi chimiche e biologiche usate da Saddam siano provenienti dall'America.
Joyce Raily - infermiera militare - : Credo che questo Paese abbia un grave disagio perché ha violato la convenzione di Ginevra che vieta il proliferare di armi di distruzione di massa, gli Stati Uniti hanno un serio problema di credibilità politica perché hanno firmato quel trattato come lo ha firmato Saddam Hussein e adesso le nostre truppe sono malate perché noi abbiamo fabbricato quelle armi e le abbiamo venduto a Saddam che le ha usate contro i nostri soldati ed è evidente dall'ostracismo dei media e dei politici americani che stanno cercando di mantenere segrete queste notizie.
Serg. Cole - veterano della Guerra del Golfo - : Facevo parte della quarta divisione e naturalmente durante la guerra mi trovavo in Arabia Saudita, Kuwait ed Iraq. Non so niente di armi chimiche o biologiche scoperte dalla nostra divisione e non ho mai sentito suonare gli allarmi chimici, non sono assolutamente consapevole del fatto che queste armi siano state usate contro di noi.
Veterano della Guerra Vietnam: Sapendo quello che so oggi non lascerei mai i miei figli combattere una guerra che è controllata sempre dai grossi banchieri, finanziata dai fondi internazionali e condotta con il proposito di ridurre la popolazione mondiale e di rubbare la terra altrui per l'interesse di pochi, questo è quello che penso della guerra al giorno d'oggi.

In Texas (nei pressi di San Antonio), vive Richard Arnold. Si è recato nel Golfo come civile prima dello scoppio della guerra. Eppure è affetto da sindrome ed ha una bambina, Lea, paralizzata dalla nascita. Nel suo caso la colpa sembra essere dei vaccini approvati all'ultimo momento dal Dipartimento della Sanità.
Richard Arnold (Padre di Lea): "Nella Guerra del Golfo ero un meccanico di elicotteri, dovevo occuparmi della manutenzione degli elicotteri Apache in modo che fossero pronti in ogni momento. Ma non mi trovavo nel Golfo durante la vera e propria Guerra solo precedentemente".
Sig. Arnold: "Quando mio marito è tornato dal Golfo io sono rimasta subito incinta ma ho perso il bambino poi sono rimasta incinta di Lea e dalle numerose analisi non risultava assolutamente niente di strano nella bambina. Solo quando è nata il dottore ci disse che Lea non avrebbe mai potuto camminare e che era affetta da spina bifida, poi ci ha spiegato cosa significava. In pratica il suo midollo spinale era fuori dalla colonna vertebrale e quindi Lea era destinata a rimanere paralizzata dalla vita in giù ed all'uso del catetere per tutta la vita.
Ci hanno detto che questa malattia, spina bifida, è solitamente ereditaria ma noi abbiamo ricercato in entrambi le nostre famiglie e non ci sono mai stati casi del genere.
Io credo che sia legata in qualche modo ai vaccini che mio marito ha preso prima di partire per il Golfo e durante la sua permanenza laggiù".
Sig. Arnold: " E' molto difficile quando Lea mi dice che vorrebbe camminare e giocare come gli altri bambini e non c'è niente che possa fare per aiutarla. Sono andato nel Golfo perché pensavo fosse giusto, pensavo fosse un gesto di patriottismo partire ed aiutare il mio paese nel momento del bisogno. Se avessi saputo che il mio paese mi avrebbe trattato in questo modo, ignorando ogni misura di sicurezza, provocando per i suoi uomini il rischio di avere bambini deformi, allora non sarei mai partito. All'ospedale civile di Menphis il soldato Herberth Smith ha finalmente trovato aiuti e cure dopo esser stato accusato dall'Ospedale militare Walter Riddle di fingere una malattia non esistente.
Herberth Smith - veterano della Guerra del Golfo - : "Sono tornato negli Stati Uniti il 1 Giugno del 91, sarei rimasto anche più a lungo nel Golfo ma ero già malato e pensavo che il ritorno a casa mi avrebbe messo a posto, pensavo che fosse il fumo e l'ambiente desertico a provocare la mia malattia, avevo sintomi simili all'influenza. Mi sono recato subito all'ospedale militare di Washington, il Walter Reed, ed il primo dottore che mi visitò intuì che c'era qualcosa di grave, ma quando stava per individuare di che cosa si trattava lo trasferirono e poi arrivarono gli altri dottori che non volevano curarmi. Nell'Agosto del 93 ero totalmente collassato, non potevo più camminare o guidare una macchina, avevo degli attacchi epilettici e non capivo proprio cosa mi stesse succedendo.
Dott. Pam Esa : Vorrei mostrarvi questa lettera scritta dal direttore dell'ospedale militare Walter Reed. In questa lettera lui afferma che il soldato Smith è affetto da somatizzazione, in parole povere che la malattia è solo nelle sua testa. Questa lettera è dello stesso mese nel quale le analisi ci hanno dimostrato che Herbeth Smith è affetto da una grave forma di lupus. Herbeth Smith: " Hanno detto ai miei dottori civili che io ero un pazzo e che fingevo di essere malato, che mi tagliavo ogni notte per provocarmi l'anemia e che mi alzavo la temperaturea corporea in modo da provocarmi una febbre alta.
Dott. Esa: I pazienti affetti da tale forma di disfunzione del sistema immunitario hanno danni agli organi interni causati dai propri globuli bianchi. Abbiamo scoperto che con cure molto aggressive come la chemioterapia si può ridurre l'attività di quei globuli bianchi. Nel suo caso la causa sembra essere quasi sicuramente una reazione ad un vaccino.
Dott.Pam Esa: "C'erano molti veterani che erano pronti a partire per il Golfo ma poi non furono mai mandati in guerra. Questi soldati ricevettero comunque il vaccino intramuscolare ma non lasciarono mai il Paese e molti di loro si sono ammalati o hanno avuto figli con le tipiche deformazioni come la Golden Hart Syndrome.
Ai veterani non è stato mai detto quali tipi di vaccini venivano loro somministrati ed ho saputo che da una base militare sono sparite 10.000 pagine di documentazioni relative a tali vaccini.

Oltre al vaccino intramuscolare i soldati ricevono una pillola sperimentale contro i gas nervini. Il 43% ebbe una reazione negativa immediata che si manifestò in forme allergiche di diversa natura...ma i soldati furono obbligati a prenderla in ogni caso.
Jim Tuite: "Quella pillola non era mai stata usata prima in una situazione del genere, cioè somministrandola indistintamente a tutti i soldati, era stata approvata dal Dipartimento della Sanità solo in casi gravissimi di malattie nervose come il morbo di Parkinson. Nessuno sapeva quale sarebbe stato l'effetto di questa pillola se i soldati venivano esposti ad una contaminazione chimica. E' stato però provato da sperimentazioni su animali che, se tale pillola aiuta a prevenire gli effetti di alcuni gas nervini può invece aumentare l'effetto di altre sostanze ovvero di quelle sostanze chimiche che sono state alla base della contaminazione durante la Guerra.
Sergente Hamden - veterano della Guerra del Golfo - : Ero un ufficiale di supporto di fanteria durante la Guerra e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo in Arabia Saudita e 35 giorni in Iraq. Facevo parte di una delle prime unità che hanno invaso l'Iraq.
Sono rimasto nel Golfo per circa 7 mesi. Quello che ho portato a casa e che altri soldati hanno portato nelle loro case è contagioso e si sta trasmettendo ai vari componenti della famiglia.
Moglie di Hamden: " Circa sei mesi dopo il suo ritorno ho cominciato a sentirmi poco bene, ad avere problemi agli organi genitali, e sintomi simili all'influenza. All'inizio erano sintomi deboli ma poi ho continuato a peggiorare ed anche mia figlia.


Serg. Hamnden: "Il modo in cui questa malattia colpisce gli uomini è molto strano: non si ha più nessuna emozione, non si ricorda più niente, ad esempio se mia moglie mi dice qualcosa devo scrivermela subito altrimenti dopo 10 secondi l'ho già scordata, vado nei negozi e non ricordo cosa dovevo comprare. E i dottori militari mi dicono che voglio credermi malato e per questo mi ammalo e lo stesso vale per mia moglie, ecco questa è la nostra diagnosi, che siamo degli psicopatici!
Moglie Hamnden:" Ho contattato la Croce Rossa per avvertirli che pensavamo di avere una malattia contagiosa e che eravamo preoccupati perché non volevamo trasmetterla ad altri e loro ci hanno risposto di non preoccuparci, e noi abbiamo risposto che ci veniva comunque chiesto di donare il sangue e loro hanno ripetuto: non preoccupatevi! Allora abbiamo contattato la scuola di mia figlia avvertendoli della nostra malattia contagiosa che poteva mettere a rischio altri figli dei militari che frequentano la scuola e la direttrice ha risposto che avrebbe fatto qualcosa solo se glielo diceva il Governo. Allora ci siamo rivolti allo stesso Presidente degli Stati Uniti e lui ha fatto rispondere che non ci sono le prove per un affermazione del genere.
Jim Tuite: Ed abbiamo scoperto che il 77 % delle mogli dei veterani stanno soffrendo degli stessi sintomi dei loro mariti.
Joyce Lashof - Presidente della Commissione di Clinton : Non ci sono delle prove reali che esista una malattia che si sta trasmettendo alle famiglie, ci sono solo alcuni casi isolati ma in generale i veterani devono essere rassicurati che non infetterano le proprie famiglie.
Dott. Urnowitz: "La cosa che mi preoccupa di più è che i veterani stanno ancora donando il sangue e se c'è il rischio di un contagio anche il minimo rischio, non dovrebbero donare il sangue fino a chè non sono stati chiariti i pericoli.

Parte dell'opinione pubblica americana è convinta che Saddam avrebbe lanciato dei missili contenenti dei virus prodotti in laboratorio, provenienti addirittura dagli Stati Uniti. I dottori Carson e Nancy Nicholson sostengono di averne trovato le prove.
Dott. Carson Nicholson :" Ho iniziato ad interessarmi alla sindrome del Golfo quando mia nipote è tornata dalla Guerra e ha cominciato a essere colpita da sintomi molto particolari che non avevo mai visto prima ad eccezione di alcuni sintomi che aveva avuto mia moglie un anno prima della Guerra quando pensiamo che sia stata deliberatamente infettata, lavorando in un laboratorio dove si producevano armi biologiche, ovvero un microorganismo, il mycoplasma che stiamo adesso studiando.
Dott.essa Nancy Nicholson:" La malattia che ho avuto è stata così terribile che non l'agurerei neanche al mio peggiore nemico, è stato tremenda, sono dimagrita di 20 chili , ero paralizzata nella parte sinistra del corpo, mi sentivo costantemente la nausea ed un arrossamento generale. Ho il sospetto di essere stata deliberatamente infettata perché lavoravo in un laboratorio dove si producevano segretamente armi biologiche.
Dott. Nicholson: Ci siamo concentrati sulla causa biologica ed abbiamo scoperto che il 50% dei veterani e dei loro parenti più stretti che abbiamo esaminato hanno nel sangue questo microorganismo, il mycoplasma, che ha dei geni molto inusuali che sicuramente non sono presenti in natura ma possono soltanto essere prodotti in laboratorio.
Dott .Nancy Nicholson: " Dal quadro delle operazioni militari sembrerebbe che gli iracheni abbiano disseminato i missili scud contenenti gli agenti biologici ed è molto irresponsabile da parte degli alleati l'aver intrapreso delle operazioni militari del genere senza gli adeguati e sofisticati strumenti di individuazione delle armi biologiche.
Giornalista: Generale ci sono state voci che, se le truppe americane venissero contaminate con sostanze biologiche, sarebbe molto difficile accorgersene perché la nostra capacità di rilevare la presenza di sostanze biologiche non è sufficiente?
Gen Thomas Kelly - portavoce del Pentagono: " Direi che la nostra capacità di individuare la presenza di agenti biologici è piuttosto elevata, saremo in grado di accorgerci se tali sostanze saranno usate anche se speriamo che non vengano usate, ma siamo preparati a questa eventualità.

L'infermiera Melina Leduck al ritorno dalla guerra si ammala di cancro ai polmoni. Inoltre le viene riscontrata una misteriosa malattia alle ossa che le impedisce di camminare.
Melina Leduck - infermiera militare - : " Nel Dicembre del 90 abbiamo ricevuto l’ordine di recarci in Arabia Saudita io e tutta la mia unità di chirurgia. Eravamo stanziati a Daharan, meglio conosciuta come la città dei missili , venivamo bombardati ogni giorno ed eravamo convinti che ci fosse qualcosa di strano in questi missili perché ci lacrimavano gli occhi e la nostra maschera si riempiva di muco.
Io non sono la sola che si è ammalata di cancro, anzi io sono stata fortunata perché sono viva, ma ce ne sono molti altri e l'ospedale militare continua a ripeterci che queste malattie non sono legate in alcun modo alla Guerra del Golfo ma sappiamo che non è vero. Io sto sempre peggio ho dei fortissimi dolori alle spalle, alle ginocchia ed a tutti i legamenti e molti altri hanno gli stessi miei problemi, ed è un bene che almeno possiamo parlare tra di noi almeno non ci sentiamo del tutto ignorati.
Jim Tuite: Sappiamo con certezza che ci sono altre sostanze usate dagli Iracheni per costruire delle armi, una in particolare si chiama "Aphlatoxin" ed è una sostanza semi-biologica ovvero un prodotto chimico proveniente da un organismo. Nel caso che Saddam avesse deciso di usare tali armi contro gli Alleati noi non ce ne saremmo potuti accorgere.

Nei pressi di Washington vivono i coniugi Slavin che hanno avuto due figli affetti dalla cosiddetta Fryns sindrome una malattia che non permette ai polmoni di svilupparsi normalmente. Entrambi i bambini non sono sopravvissuti ma secondo i genitori la colpa della loro morte non sarebbe da attribuirsi soltanto alla misteriosa Sindrome.
Sig.ra Slavin: "Ci sono soltanto 62 casi di questa Sindrome, che io sappia, è una malattia rarissima. Quando nacque nostra figlia ci dissero che aveva poche probabilità di sopravvivere ma invece è sopravvissuta per un anno e poi è morta non per colpa della sua malformazione ma di polmonite. L'ospedale militare ce l'ha ridata dopo l'operazione ammalata di polmonite.
Serg. Slavin - veterano della Guerra del Golfo - Queste sono le foto di mia figlia Amanda quando aveva 11 mesi subito dopo la sua ultima operazione. Queste foto risalgono a circa 4 o 5 settimane dopo la chirurgia ovvero l'estensione del suo busto per fare spazio ai polmoni. Il giorno dopo il dottore ci disse che la sua ferita si era infettata e poi la lasciò così. Queste sono le foto che abbiamo fatto quando l'abbiamo riportata a casa dove io e mia moglie che cercammo di curarla medicandole la ferita. Questa era un bambina di 11 mesi e questo è quello che i dottori militari chiamano cure efficienti. Non possono negare che non stanno facendo esperimenti sui nostri figli e che ci trattano come cavie per usarci nei loro esperimenti. L'ospedale di Walter REED come altri ospedali militari sono luoghi di sperimentazione per i nuovi dottori e i loro metodi vanno a scapito della nostra salute e quella dei nostri figli. Mia figlia è nata con una malformazione a causa della Guerra del Golfo ed è morta a causa della malsanità. Sfido qualsiasi persona normale a guardare queste foto e dirmi che questo è il modo di curare una bambina. All'epoca a lei non venivano somministrati neanche antibiotici o antidolorifici, e il dottore mi ha risposto, dopo che mia figlia era morta, che avrebbe rifatto la stessa cosa perché si trattava di una ferita superficiale per cui non aveva bisogno di antibiotici. Scusate ma io prendo gli antibiotici appena mi taglio per prevenire le infezioni!
Il responsabile che ha firmato il permesso di usare vaccini sperimentali nella Guerra del Golfo è Il Generale Blank, capo dell'ospedale Walter Reed ed è anche colui il quale è stato incaricato di seguire le indagini sulla Sindrome del Golfo. Ecco il controsenso: abbiamo un comandante che è responsabile per l'uso di medicine non approvate dal dipartimento della Sanità con l'incarico di trovare il colpevole della sindrome! Se uccidi qualcuno e poi ti incaricano di trovare l'assassino dichiarerai mai la tua colpevolezza?

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