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L’Europa nel secondo dopoguerra

L’Europa perse la propria centralità nel momento in cui diventò evidente la separazione del mondo in due parti, ciascuna sotto il controllo delle due superpotenze del tempo: USA e URSS. I contrasti, emersi nel processo di Norimberga contro i nazisti accusati dei crimini di guerra, si manifestarono nella divisione delle zone di influenza, stabilite dall’accordo di Yalta. Ciò portò alla spartizione dell’Europa in due blocchi a livello politico ed economico diverso:Europa orientale governata dall’URSS e Europa occidentale dagli USA. Questo clima di tensione portò allo "scoppio" della Guerra fredda. Emblematico fu il blocco della Russia con la città di Berlino. In seguito le potenze alleate costruirono nella Germania occidentale la Repubblica Federale Tedesca, retta dal cancelliere Adenauer che, grazie anche agli aiuti americani, riuscì a migliorare economia del paese. I sovietici dettero vita nella Germania orientale alla Repubblica Democratica Tedesca, guidata da Groterwol.
Negli USA si affermò la dottrina Truman la quale prevedeva aiuti economici ai paesi europei per non cadere sotto il controllo del comunismo. La Russia ebbe come risposta l'istituzione del Kominform, una riedizione della terza internazionale, tesa ad organizzare l’attività dei partiti comunisti dei paesi occidentale, ma anche a controllare i regimi dell’Europa dell’est, entrati nell’orbita sovietica. Negli USA nasce il maccartismo cioè l’intolleranza politica.

La ricostruzione economica delle due Europe

Nell’Europa occidentale la scelta anticomunista e l’influenza americana portarono alla valorizzazione della proprietà privata, del libero mercato e ad una politica monetaria liberistica, secondo il modello capitalistico. La ripresa venne facilitata dagli aiuti statunitensi, motivati da ragioni economiche e politiche. Gli aiuti americani permisero anche ai paesi europei di affrontare i problemi sociali in un momento in cui le condizioni di vita erano pessime. Per favorire la ricostruzione dell’Europa orientale, la Russia creò Comecon, organismo teso allo sviluppo economico e commerciale dei paesi dell’est, le cui vicende vennero di fatto dominate dalla dittatura staliniana sulla base del modello comunista. L’ingerenza autoritaria sovietica sugli stati satelliti conobbe momenti tragici come il colpo di stato in Cecoslovacchia. Nonostante le ingerenti risorse sottratte ai paesi satelliti le continue pianificazioni, l’economia sovietica entrò in crisi e ciò condusse Malenkov, successore di Stalin, a tentare invano il rilancio dell’agricoltura e industria leggera.

Il sistema di alleanze e gli organismi internazionali dell’epoca

La guerra fredda spinse Usa e URSS a dare vita a due alleanze belliche. Da un lato, il Patto Atlantico firmato da Stati uniti, Canada e diversi stati d’europa occidentale, con la sua organizzazione militare di difesa, la Nato, in funzione anticomunista; dall’altro lato, il Patto di Varsavia tra i paesi dell’Est in funzione antiamericana. Il clima di sospetto e di rivalità incrementò la corsa agli armamenti nucleari. La Russia si dotò della bomba atomica mentre l’USA sperimentarono la bomba H seguiti dopo dai sovietici. Nel frattempo i paesi europei sentivano l’esigenza di avviare un autonomo processo di sviluppo, con la prospettiva di un unificazione europea, che inizialmente era solo economica. Allo scopo di intensificare i rapporti tra i paesi membri si formò il Consiglio d’Europa e nacquero altri organismi, come la Ceca la CEE e la Euratom.

L'asia nella guerra fredda

In Cina si era appena sciolta l’alleanza antigiapponese stretta fra comunisti e nazionalisti tra i quali scoppiò una guerra civile che si concluse con la vittoria di Mao. Chiang si rifugiò a Taiwan mentre Mao dava vita alla Repubblica Popolare Cinese. Dopo aver stretto un alleanza con la Russia, Mao iniziò la modernizzazione del paese secondo un modello collettivistico: preoccupati dell’espansione comunista in Asia, gli USA appoggiarono la Corea del Sud che era stata invasa da quella del Nord politicamente legata a Marx. Ne scaturì una guerra e si concluse con l’armistizio che confermò la divisione della corea al 38° parallelo. Il giappone dopo alleatosi con l’USA diventò la terza potenza industriale del mondo. Nel Medio Oriente si erano resi indipendenti Libano e Siria. Si era formato il regno di Giordania.

Con l'annessione della Palestina, nacque la Lega Araba a difesa degli Stati islamici. L’area venne però sconvolta dalla creazione di uno stato israeliano: ciò accrebbe l’ostilità degli arabi che esplose quando una risoluzione dell’ONU sancì la creazione in Palestina di uno stato ebraico affianco ad uno stato arabo. Gli arabi dichiararono guerra agli israeliani che però subirono una sconfitta. I palestinesi rimasti senza patria e ridotti in condizioni di profughi dettero vita all’OLP. Piu tardi divenne indipendente anche l’india ed il successore di Ghandi, Neru, cercò la via dell’industrializzazione e delle riforme ma non riusci a risolvere i gravi problemi dell’India.

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