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Il secondo dopoguerra
All’indomani della guerra il quadro internazionale si era modificato. Gli Sati Uniti che già alla fine della prima guerra mondiale avevano assunto il primato economico, ora diventavano una superpotenza mondiale. Superpotenza perché aveva partecipato al conflitto ma non era stata toccata direttamente nei suoi territori, quindi in qualche modo aveva
partecipato senza perdere troppo. Anzi l’apparato industriale si era notevolmente sviluppato durante la guerra. L’altra superpotenza, oltre agli Stati Uniti, era l’Unione Sovietica, la quale a differenza degli Stati Uniti era il paese maggiormente colpito con il numero più alto di moti, tra civili e militari. Era l’altra superpotenza mondiale perché godeva di un certo prestigio, grazie soprattutto all’Armata Rossa che aveva fermato l’avanzata hitleriana. Inoltre all’indomani della guerra Stalin rivendicò i territori che l’Unione Sovietica aveva preso e quindi parte della Polonia, i Paesi Baltici e poi il controllo di alcune zone dell’Europa orientale perché per Stalin bisognava “far valere il principio della sicurezza” (proteggere l’Unione Sovietica con una sorta di cordone, di stati alleati, controllati dall’Unione Sovietica per proteggere eventuali situazioni di attacco contro l’Unione Sovietica stessa). I principi della carta atlantica vennero ripresi all’indomani della guerra. Nella primavera del 1945 Roosvelt muore e gli succede Truman che era un anticomunista e non credeva nelle buone intenzioni di Stalin e porterà alla creazione di un nuovo ordine bipolare (basato sulla divisione del mondo in due sfere d’influenza). All’indomani della guerra vengono prese delle decisioni importanti tra cui: la creazione dell’ONU (organismo internazionale che doveva garantire la sicurezza e la pace e la stabilità in Europa) che era formato da un’assemblea generale dove erano rappresentati tutti i membri dei paesi che ne facevano parte (50 all’inizio) e da un consiglio di sicurezza, formato da 15 membri. Il consiglio di sicurezza era il vero organo decisionale, esecutivo, formato da 15 stati membri, di cui 5 erano permanenti (Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia, Gran Bretagna, Cina). Tra l’altro Stalin fece passare come clausola il voto all’unanimità. Stalin fece approvare che tutte le decisioni andavano prese all’unanimità: questo perché egli era l’unico che rappresentava uno stato comunista e quindi per non essere sempre in minoranza nei confronti degli altri, fa approvare questa clausola che garantiva che tutte le decisioni venissero prese nel pieno accordo di tutti.

L’altra cosa importante fu la creazione, la volontà, sempre da parte di Roosvelt, di creare un nuovo ordine economico che ponesse fine alle rivalità economiche. Ricordiamo gli accordi di Bretton Woods del 1944 in cui si stabilì la creazione di due organismi: il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS). Il primo aveva il compito di regolare le relazioni finanziarie tra i vari paesi, mentre il secondo doveva favorire la ricostruzione economica dei paesi coinvolti dalla guerra. Questi piani non dovevano riguardare solo i paesi del blocco occidentale. Ma quando Truman sostituisce Roosvelt, il suo atteggiamento di chiusura nei confronti di Stalin andò a rovinare i rapporti tra le due potenze (USA e Unione Sovietica). Ricordiamo la Conferenza di Parigi del 1946 dove vennero stilati i trattati di pace. In questa conferenza l’Unione Sovietica venne premiata con grandi vantaggi territoriali, come voleva Stalin, inglobando territori come la Polonia, (territori orientali della Polonia soprattutto) e la Germania viene rimpiccolita. La Germania viene divisa in 4 aree affidate una alla Francia, una alla Gran Bretagna, una agli stati Uniti e una all’Unione Sovietica. Berlino si trovava nell’area controllata dall’Unione Sovietica e anche Berlino sarà poi divisa in 4 zone attribuite ai 4 paesi. Inoltre bisogna ricordare anche il famoso processo di Norimberga che avvenne sempre all’indomani della fine del conflitto (dal novembre del 1945 all’ottobre del 1946) in cui vennero processati i vari collaboratori di Hitler e quindi anche i più importanti esponenti del nazismo.
Nel 1946 la contrapposizione dell’Europa in due zone cominciò ad essere sempre più netta. Churchill nei primi del 1946 pronunciò un famoso discorso in cui disse “una cortina di ferro è scesa sull’Europa” una linea che divideva l’Europa dal Baltico all’Adriatico, “al di là di questa linea stano tutte le capitali dell’Europa orientale”. Questa idea di Churchill diventò più netta quando Kennan scrisse un famoso telegramma inviandolo al dipartimento di Stato, in cui denunciava la volontà di Stalin di procedere ad una politica espansionista (come una volontà di voler espandere il comunismo). Era inutile arrivare a un compromesso con Stalin per cui gli Stati Uniti dovevano attuare la politica del contenimento, agire con fermezza e opporsi ad ogni possibile espansione del comunismo, impedire ai Sovietici di ampliare ancora di più la loro zona di influenza.
Nei primi mesi del 1947 la Turchia e la Grecia si trovano in una situazione di difficoltà e vedono l’Unione Sovietica intervenire dando quindi torto a quelli che erano stati gli avvertimenti di Kennan. L’Unione Sovietica chiede al governo turco di controllare gli stretti attraverso un’azione congiunta tra i due paesi ma il governo turco rifiuta. In Grecia invece c’era una guerra, una sorta di rivoluzione interna perché nel nord della Grecia operavano le truppe partigiane che intendevano ribaltare la monarchia e instaurare un governo comunista, di tipo sovietico. Nel febbraio del 1947, poiché gli Inglesi non avevano più risorse per mantenere le truppe in Grecia, gli Stati uniti decidono di offrire il proprio aiuto militare e finanziario al governo greco. Anche in Turchia gli Stati Uniti offrono il proprio appoggio al governo turco proprio per opporsi alle mire espansionistiche dei sovietici. Nel 1947 gli Stati Uniti applicano totalmente la politica del contenimento. Tutto questo prende corpo poi nella famosa Dottrina Truman in cui Truman si impegnava a contenere “i popoli liberi che resistono ai tentativi di asservimento compiuti da minoranze armate o da pressioni provenienti dall’esterno”.
L’Europa usciva dal conflitto distrutta, in una situazione di grande difficoltà economica. All’inizio del 1947 quei paesi che ormai erano sotto l’influenza dell’Unione Sovietica non vedevano di buon occhio gli aiuti degli Stati Uniti. Invece gli Stati Uniti erano convinti che bisognava avviare una stabilizzazione politica e economica in chiave anticomunista: bisognava incentivare lo sviluppo economico perché solo con la ripresa economica, la ricchezza l’Europa poteva ricostituire un sistema politico libero, democratico. Proprio per questo gli Stati Uniti organizzano un piano di aiuti economico che prese il nome di piano Marshall, dal nome del segretario di Stato che si fece promotore di questa iniziativa. Questo piano di aiuti era gratuito quasi al 90%. I paesi dell’Europa occidentale aderirono e venne creata l’Organizzazione Europea di Ripresa Economica. Invece i paesi dell’est Europa furono obbligati da Mosca a non accettare. Il piano Marshall era il completamento in chiave economica della dottrina Truman: con gli aiuti economici volevano bloccare l’avanzata dell’Unione Sovietica che nel 1947 costituisce una sorta di terza internazionale dal nome di Comminform (ufficio di informazione dei partiti comunisti). Era un ufficio dove Mosca non solo controllava tutti i partiti comunisti dell’Europa dell’est, ma anche i partiti comunisti presenti nell’Europa occidentale (in Italia e in Francia). In pochi anni quindi quel blocco che aveva collaborato per vincere contro la Germania diventa una contrapposizione scelta che prende il nome di Guerra Fredda (termine coniato da un giornalista che con questo termine voleva dimostrare una guerra non combattuta, non dichiarata tra le due potenze, ma combattuta sul piano ideologico, politico, tecnologico, scientifico,e economico).
A determinare la definitiva rottura tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti fu la questione della Germania che era stata divisa in quattro, però è chiaro che bisognava dare alla Germania un nuovo assetto politico. Gli Stati Uniti volevano dare alla Germania una forma politica federale. Invece l’Unione Sovietica voleva creare uno stato centralizzato. Nei paesi del blocco occidentale fin dai primi mesi del 1947 si decide di avviare un processo di aiuti e di far entrare questa zona all’interno del piano Marshall. I Sovietici nel giugno del 1948 bloccano ogni accesso alla città di Berlino che viene accerchiata dai Sovietici. Questo perché Mosca voleva obbligare gli occidentali ad andarsene da Berlino. Gli Stati Uniti organizzano un fronte aereo rifornendo di tutto gli abitanti della zona occidentale. L’assedio dura fino a marzo del 1949 fino a quando i Sovietici decidono di togliere il blocco, perché non erano riusciti nella loro impresa. A quel punto le potenze occidentali favoriscono la nascita della Repubblica Federale tedesca con capitale Bonh.
L’Unione Sovietica, dopo la fine della guerra, controllava una serie di paesi confinanti che avevano rappresentato, nell’idea di Stalin, un cordone di sicurezza. In realtà in quei paesi che si trovavano sotto il controllo dell’Unione Sovietica si formarono dei governi provvisori. Nel giro di un anno (entro il 1949) tutti i paesi che erano legati all’Unione Sovietica trasformarono i loro governi di coalizione in governi guidati da un solo partito, cioè quello comunista (questo in Polonia, Romania, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia e in Germania orientale). Nascono in questi paesi dei regimi controllati dall’Unione sovietica dove il partito comunista riesce ad assumere il controllo politico del proprio paese. Riescono a fare questo grazie a un appoggio militare, e quindi sono le truppe sovietiche che permettono ai partiti comunisti del posto di affermarsi. A questa formazione di monopartitismo susseguì anche la collettivizzazione dell’economia e quindi anche dal punto di vista economico si afferma il modello sovietico. Questi paesi diventarono paesi satellite dell’Unione Sovietica. Gli unici due paesi che non rientrarono nell’ottica sovietica furono l’Albania e la Jugoslavia. Anche in Jugoslavia il partito comunista aveva assunto la guida del paese senza l’aiuto sovietico e questo permise al leader dei comunisti jugoslavi costruire una sorta di modello autonomo dall’Unione Sovietica. Tito, a capo della Repubblica jugoslava non si sottomise ai dettami di Mosca e non abolì la proprietà privata, per questo fu accusato da Stalin di tradimento ma Tito mantenne sempre le distanze sia dal blocco occidentale sia dal blocco orientale. Nel 1946 L’Unione Sovietica riesce a riprendere il ruolo di potenza mondiale anche in virtù delle riparazioni che impose ai paesi occupati. Quindi l’Unione Sovietica riuscì a riprendersi grazie all’espropriazione di merci.
Nel 1949 fu creato il Comecon (consiglio per la mutua assistenza economica), un’area commerciale che inglobava solo i paesi dell’est. Quindi l’Unione Sovietica costruiva un’area economica dove i paesi dell’est si dovevano sottomettere alle direttive di Mosca e la moneta russa era la moneta di riferimento, all’interno di un sistema dove i paesi satellite non erano liberi di produrre autonomamente ma obbligati e controllati dall’Unione Sovietica.

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