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Unione Sovietica e Stati Uniti

A fine conflitto i contrasti di fondo tra Urss e Usa riemersero, contemporaneamente anche all’avvento al potere di Truman. I nodi fondamentali del contrasto erano il futuro della Germania e gli sviluppi in Europa orientale.
Questa divisione venne sottolineata anche dall’alleato degli Usa, ovvero Churchill che disse che era scesa una cortina di ferro da Stettino a Trieste.
Alla conferenza di Parigi la difficoltà del processo negoziale fu evidente.
Si giunse un accordo per l’Italia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Finlandia. Furono ratificati nuovi confini fra Urss, Polonia e Germania. L’Urss incamerava le repubbliche baltiche, Polonia orientale, e la Prussia orientale. La Polonia a sua volta si sviluppò a spese della Germania, a cui sottrasse terreni fino ai confini naturali dei fiumi Oder e Neisse.

Guerra fredda

Iniziò negli anni successivi al conflitto mondiale e la caratteristica principale fu che era una guerra di diplomazia, non guerreggiata. Dura fino al 1953, anno della morte di Stalin.

Fu caratterizzata dal fatto che all’Est il comunismo si sviluppava grazie alla perdita di libertà, come sempre, mentre in Occidente si ebbe il triste paradosso di un Nord America che si trovò ad appoggiare regimi autoritari in nome della difesa del “mondo libero”.
Nell’agosto del 46 ci fu uno scontro Urss e Usa per via dello stretto dei Dardanelli della Turchia.
Truman inviò una flotta americana nel mar Egeo per appoggiare il punto di vista turco, fu la prima applicazione della teoria del “containment”, nota anche come Dottrina Truman, che sosteneva la necessità di contenere l’espansione dell’Urss.
Nel giungo 47 gli americani lanciarono il piano Marshall che consisteva nel prestito di somme di denaro all’Europa. Ma i sovietici convinti che fosse un’iniziativa per assoggettare il continente, rifiutarono i soldi e imposero ai loro “satelliti “ di fare altrettanto.
Piano Marshall in 4 anni riversò 13 miliardi di dollari e ciò comportò anche un legame più stretto tra gli Usa e l’Europa occidentale.

Settembre 47 i sovietici “risposero” con l’Ufficio d’informazione dei partiti comunisti, una riedizione della terza Internazionale.

In Grecia la resistenza comunista venne debellata, Francia e Italia i comunisti furono esclusi dai governi di coalizione mentre nei paesi del blocco i nazionalisti furono rapidamente eliminati.

Blocco di Berlino

Siccome Berlino era divisa in 4 zone, di cui 3 successivamente unificate per formare la Repubblica federale tedesca, mentre quella sovietica la repubblica democratica tedesca (1949), nel giugno 48 l’Urss chiuse gli accessi alla città per evitare i rifornimenti, applicando un blocco.

Nell’aprile 49 i paesi europei occidentali, Usa e il Canada firmarono il patto atlantico, che prevedeva un dispositivo militare composto da contingenti dei singoli paesi NATO. Nel 55 l’Urss rispose stringendo con i paesi Satelliti un’alleanza militare, Patto di Varsavia.

Unione Sovietica e il blocco orientale

I comunisti riutilizzarono le purghe e ristrinsero la libertà artistica e intellettuale.
Ancora una volta la priorità andò all’industria pesante, da rendere l’Urss la più grande potenza militare e industriale. Nel 49 fece esplodere la sua prima bomba atomica, e nel 53 sperimentò la bomba all’idrogeno.
L’Urss trasformò gli Stati Orientali in democrazie popolari con ruolo di satelliti.
In Polonia si istaurò Moraski, comunista, 47, si sbarazzarono degli oppositori politici.
Romania e Bulgaria simile a Polonia, mentre Ungheria ci fu anche molta campagna “terroristica”.
In Cecoslovacchia al governo salì Gottwald, comunista. Quando però nel 48 si dovette discutere sull’accettazione o meno del piano Marshall e Gottwald voleva accettarlo, i comunisti obbligarono il pres della Repubblica Benes ad affidare il potere a un nuovo governo a loro. In marzo il ministro degli Esteri Masaryk cadde dalla finestra in circostanze mai chiarite.
Nelle elezioni del 48 poi Benes si dimise per non dover firmare la nuova Costituzione che trasformava il paese in una repubblica popolare.
In Jugoslavia c’era il comunista Tito, che da sempre fu l’unico ad opporre al fascismo una Resistenza interna.

La dirigenza jugoslavia resistette alle pressioni sovietiche e cominciò a sperimentare una nuova linea autonoma di politica estera basata sull’equidistanza dei due blocchi.
Nell’Europa orientale il ceto contadino si ridusse, furono nazionalizzate le miniere, le industrie, le banche e l’intero settore commerciale.
La crescita produttiva fu notevole. I dazi doganali furono rigidamente decisi attraverso il consiglio di mutua assistenza economica, fondato a Varsavia nel 49.

Gli Stati Uniti e il blocco occidentale

Gli Stati Uniti si trovarono ad affrontare un problema di riconversione del sistema economico.
Un altro evento che si scatenò in questi anni fu una campagna anticomunista, capeggiata da McCarthy (maccartismo), che servì ad emarginare quanti fossero sospettati di filocomunismo o di simpatie di sinistra.
In Gran Bretagna Churchill fu battuto dal laburista Attlee nel luglio 45. Il nuovo governo introdusse il salariato minimo, nazionalizzò le industrie e istituì il servizio sanitario nazionale.
Furono gettate le basi del Welfare State, Stato del benessere.
In Francia invece ci fu la 4° Repubblica dopo che il partito comunista, la Sfio e il movimento repubblicano popolare si allearono e presero il governo. Ma questa coalizione ebbe vita breve e nel maggio 58 venne richiamato De Gaulle al governo che con una nuova elaborazione di Costituzione introdusse il Presidente che sarebbe stato eletto direttamente dai cittadini con il potere di nominare il capo del governo, sciogliere le Camere e sottoporre la popolazione a Referendum. (come anche la stessa Costituzione che venne eletta dal 80 % dei francesi nel settembre 58).
De Gaulle avviò un processo di indipendenza dell’Algeria e puntava a svincolare la Francia il più possibile dall’Usa, infatti ritirò anche le truppe francesi dalla Nato.

La ripresa più spettacolare fu quella tedesca, gli Stati uniti rifiutarono le riparazioni di guerra tedesche e consentirono il piano Marshall. Alla base di questo miracolo c’era la stabilità politica tedesca, dovuta ad atti che puntavano a penalizzare partiti piccoli. L’unione cristiano-democratica mantenne la guida prima con Adenauer poi con Erhard, per lo più in coalizione con il Partito liberale. L’opposizione era rappresentata dal Partito Socialdemocratico.

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