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Guerra fredda: ostilità ideologica e militare

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale i paesi europei diventarono l'appendice politica degli Stati Uniti d'America (USA) e dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS). Il mondo si spaccò ancora una volta, o si sosteneva l'URSS o gli USA. La Seconda Guerra Mondiale aveva segnato un punto di non ritorno, i morti avevano superato i 50 milioni, a causa dei bombardamenti aerei intere città erano state distrutte, inoltre gli USA avevano scagliato due bombe atomiche in Giappone e i crimini nazisti erano ormai noti al mondo intero.
Per questi motivi il diritto internazionale dovette dotarsi di un settore penale. Ci furono due processi: a Norimberga e a Tokyo. A Norimberga il Tribunale militare internazionale condannò 12 membri del Partito nazionalsocialista all'impiccagione, 9 alla prigione, mentre altri 3 furono assolti. Le accuse nei loro confronti prevedevano anche quella di crimine contro l'umanità, introdotta appositamente.

Alla morte di Roosevelt divenne presidente degli Stati Uniti d'America Truman, che inasprì i rapporti con Stalin (URSS). Stalin voleva poter controllare l'Europa orientale e quindi impose dei governi comunisti con varie manovre e pressioni. Churchill definì questo comportamento una 'cortina di ferro'. Ebbe così inizio la Guerra fredda: un periodo di ostilità politica e militare di cui è difficile individuare con precisione la fine. Con l'espressione 'guerra fredda' si potrebbe infatti indicare il periodo che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale alla morte di Stalin, 1953. Potremmo però estendere il termine anche alla Guerra in Vietnam(1960-75), fino alla caduta del muro di Berlino. I primi contrasti ci furono a causa della 'politica del contenimento' attuata da Truman che inviò navi militari in Grecia e Turchia dove era in corso una guerra civile. Il presidente americano voleva evitare la salita al potere di partiti comunisti. Inoltre secondo il piano Marshall gli USA aiutarono i paesi europei nella ricostruzione post-bellica. Stalin fu contrario agli aiuti, il cui unico scopo, secondo l'uomo d'accaio, era un tentativo di comprare l'alleanza dei paesi europei.
Durante la conferenza di pace a Parigi del 1946 la Germania era stata divisa in 4 zone di occupazione (tra USA, Francia, Gran Bretagna e URSS) e Berlino era stata a sua volta divisa in 4 parti.
Nel 1949 nacque la Repubblica Federale Tedesca in seguito alla fusione delle zone di occupazione della Francia, degli USA e della Gran Bretagna. La parte russa divenne la Repubblica Democratica Tedesca la cui capitale era la zona sovietica di Berlino. Il muro di Berlino era inizialmente costituito da solo filo spinato (nel 1960 circa), voluto dal regime comunista per evitare che la popolazione migrasse dalla parte Est a quella Ovest. La caduta del muro di Berlino avvenne nel 1989 e le due Germanie si riunirono nel 1990. Il crollo dell'URSS nel 1991 venne considerato la fine delle ostilità militari. Va inoltre ricordato che dopo la morte di Truman(1952) e quella di Stalin(1953) i successori furono Eisenhower e Kruscev. Kruscev sembrava mostrare segnali di apertura in politica estera. Nel 1962 si verificò però la 'crisi dei missili cubani': gli americani vennero a conoscenza della presenza nell'isola di Cuba di missili puntati verso gli USA. Dal 1959 a Cuba era stato instaurato un regime comunista da Fidel Castro. Sotto le minacce dell'invasione dell'isola da parte degli americani le postazioni missilistiche vennero smantellate.

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