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La guerra di Corea
Durante la seconda guerra mondiale la Cina era occupata dai Giapponesi. Il governo durante la guerra aveva visto la collaborazione dei due maggiori partiti che erano il partito nazionalista guidato da Chiang Kay Shek, e quello comunista guidato da Mao. All’indomani della guerra con la sconfitta del Giappone, questa coalizione si rompe perché le forze nazionaliste non vogliono una collaborazione con i comunisti. Inizia una vera e propria guerra interna, una guerra civile, con un fronte armato dei due schieramenti di cui le forze nazionaliste erano le più forti, ma il partito comunista poteva contare su una maggiore quantità di persone, di cui la maggior parte erano contadini. Quindi Mao, facendo leva soprattutto sulla popolazione contadina riuscì a costruire un esercito, l’esercito popolare che riuscì ad avere la meglio sulle forze nazionaliste e nell’ottobre del 1949, entrando a Pechino, costringe i nazionalisti a fuggire e a Pechino nasce la Repubblica Popolare Cinese.Con la nascita della Repubblica Popolare Cinese anche in Cina vengono introdotti dei modelli economici dell’Unione Sovietica: collettivizzazione delle terre ecc.

Il Giappone, invece, viene obbligato dagli statunitensi a introdurre una monarchia costituzionale, quindi un sistema democratico (anche se mantiene l’imperatore). Inoltre il Giappone riuscì in poco tempo a diventare la terza potenza economica del mondo. Quindi l’Asia orientale si riorganizzava in due blocchi: uno fondato sul modello comunista (la Cina), l’altro che seguiva il modello capitalista (il Giappone).
La guerra di Corea inizia nel 1950 e nasce perché la Corea dopo la guerra era stata divisa in due zone: nel nord c’erano i comunisti, nel sud c’era un regime nazionalista controllato dagli Americani. Nel giugno del 1950 la corea del nord attacca la Corea del sud attraversando il confine tra i due paesi (che era fissato al 32° parallelo) occupando buona parte del territorio meridionale che chiede aiuto e gli Stati Uniti approvarono all’ONU una soluzione che richiedeva l’intervento armato. Gli Stati Uniti riescono a riprendere il territorio occupato e a occupare buona parte del territorio del nord. A quel punto il timore di un controllo occidentale spinge la Cina ad inviare aiuti, uomini, volontari, in soccorso dei Nord-Coreani. Il generale MacArthur che guidava le truppe voleva utilizzare la bomba atomica, cercò di convincere Truman ma Truman preferì iniziare le trattative di pace che si concluderanno nel 1953, quando, cioè, i confini tra i due stati tornarono esattamente come all’inizio, cioè fissati al 38° parallelo. La guerra di Corea ebbe degli effetti soprattutto sugli equilibri internazionali. Infatti dopo questa guerra nasce la NATO (organismo militare dipendente dal Patto Atlantico) che aveva il compito di proteggere i paesi alleati che in cambio concedevano agli Stati Uniti basi militari affinché il proprio territorio fosse disposto “sotto l’ombrello atomico”. C’era Tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti c’era una sorta di equilibrio ma era un equilibrio del terrore: c’era la pace, l’equilibrio ma basato sul timore di una guerra nucleare. Negli Stati Uniti questo clima di terrore andò a diffondersi nella società tanto che cominciò a diffondersi la paura del comunismo (Red Scare). Si verifica una sorta di clima di caccia alle streghe: venivano sospettati anche persone che non avevano idee comuniste ma chiunque veniva sospettato veniva arrestato. Nel 1952 Truman perse le elezioni e viene eletto Eisenhower, anche lui un anticomunista. Alla politica del contenimento si sostituì la cosiddetta politica del Roll Back che prevedeva la riconquista di paesi che erano stati in precedenza governati da comunisti per riportarli sotto il controllo occidentale. Nel marzo del 1953 muore Stalin e immediatamente si forma una sorta di Direttorio, cioè un governo guidato da diversi esponenti del partito, collaboratori di Stalin e comincia a circolare l’esigenza di attenuare quel rigido clima di persecuzioni del periodo staliniano. Nel 1955 il potere va nelle mani di Kruscev che voleva un “mutamento nella tradizione”: riteneva che l’Unione Sovietica dovesse cambiare per mantenere un livello di concorrenza con gli Stati Uniti. Egli toglie le truppe dall’Austria, viene sciolto il Comecon e si cerca di modernizzare il sistema economico attraverso la destalinizzazione sia dell’apparato politico sia di quello economico. Nel 1956 denuncia la politica oppressiva di Stalin. Questa denuncia fu interpretata dai paesi satellite come un’apertura dell’Unione Sovietica tanto che in Polonia iniziarono delle proteste che però le truppe sovietiche repressero con la forza. Il 1956 fu un anno importante per le sorti de comunismo mondiale perché è vero che lo stalinismo era finito ma non al punto di cambiare il sistema politico dell’Europa orientale.

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