Guerra del Golfo

È scoppiata da gennaio a febbraio del '91. È stata originata dall'invasione irachena del Kuwait per mano di Saddam Hussein (2 agosto 1990), azione però immediatamente contrastata dall'O.N.U. che decretò l'embargo totale verso il Paese invasore. Contestualmente gli Stati Uniti, su invito dei governi kuwaitiano e saudita, iniziarono l'operazione "Scudo del deserto", inviando nella Penisola Arabica ingenti quantitativi di mezzi e di truppe che venivano via via affiancate da quelle di molti Paesi arabi e di numerose altre nazioni, tra cui la Gran Bretagna, la Francia, l'Italia. L'Iraq, completamente isolato, reagì sequestrando i residenti stranieri nel suo territorio. Con un'ennesima risoluzione (la n. XII del 28 novembre 1990) l'O.N.U. lanciò un ultimatum, con termine 15 gennaio 1991, per il ripristino dello status quo ante.
Dopo 24 ore dalla scadenza fissata, le forze alleate lanciarono l'operazione "Tempesta nel deserto" (Desert Storm).
Per oltre un mese, al ritmo di circa 2-3.000 missioni giornaliere, supportate da sofisticatissime tecnologie belliche, l'Iraq subì un devastante bombardamento (oltre 20.000 tonnellate di esplosivo nel solo primo giorno). La risposta irachena fu pressoché nulla, affidata al lancio di qualche missile verso la Penisola Arabica e verso Israele (paese non in guerra).
Il 24 febbraio iniziò la penetrazione terrestre che in quattro giorni completava la liberazione del Kuwait.

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