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La guerra di Corea e la stabilizzazione della guerra fredda

La vittoria di Mao Zedong in Cina e la protezione che l’Urss concedeva agli stati ‘fratelli’ furono i presupposti del conflitto che scoppiò in Corea nel ’50, dividendo il paese in due parti: a nord il regime comunista della Repubblica democratica popolare di Corea, a sud quello autoritario e filoamericano della Repubblica di Corea guidata da Sygman Rhee. Con l’attraversamento del 38°parallelo(che segnava il confine tra i due stati, conquistando per intero il sud del paese), il Consiglio di sicurezza dell’Onu, autorizzò un’azione militare contro gli aggressori, che gli Stati Uniti organizzarono e gestirono quasi da soli. In due settimane la situazione venne ribaltata da MacArthur e gli eserciti americano e sudcoreano si spinsero alla frontiera tra Corea e Cina. I dirigenti cinesi inviarono propri volontari a sostegno della Corea del nord, consentendo con un offensiva nordcoreana e cinese di respingere americani e sudisti al confine. La guerra finì il 27 luglio del ’53, senza modificare la situazione coreana, la morte di Stalin nel marzo del ’53, introdusse elementi di stabilità e di distensione, infatti i nuovi leader del Cremlino, furono propensi ad una politica di ‘coesistenza pacifica’ con l’occidente. La guerra fredda fu inoltre segnata da una forte corsa agli armamenti. Le perplessità per il carattere asimmetrico e ineguale dell’alleanza militare e diplomatica con gli Usa, portarono la Francia nel ’54 a rinunciare al trattato per la Comunità europea di difesa, l’alleanza militare sottoscritta nel ’52 (assieme a Italia, Gran Bretagna, Olanda, Lussemburgo, Belgio, e Germania occidentale. Nel ’55 si stabilizzò la divisione in Europa, (lo stesso mese la Germania entrò nella NATO), e gli otto paesi dell’Est stipularono il Patto di Varsavia: un trattato di cooperazione e mutua assistenza che stabilì un comando militare sotto la guida di Mosca. A metà anni ’50, il rischio di rimanere isolati, piegandosi alla forza delle due superpotenze, portò i paesi ‘non schierati’, (India e Indonesia e 29 paesi) nel ’55 a riunirsi a Bandung(Indonesia), per sottoscrivere un documento che ribadiva i principi della Carta delle Nazioni Unite, sulla (limitazione armamenti, sul diritto dei popoli all’autodeterminazione e sul rispetto della sovranità degli Stati).

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