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Le grandi purghe: quando Stalin inizia ad uccidere tutti gli oppositori, periodo del più grande terrore, anni 36-38, anni della grande persecuzione di Stalin di tutti gli avversari politici e non solo, nel 36 c'è un congresso del partito comunista russo, si riuniscono gli eletti più importanti del partito comunista russo di tutta l'unione sovietica, quello del 36 viene detto il Congresso Fantasma perché su più o meno 1000 eletti, negli anni successivi ne sopravviveranno poche decine, un centinaio, farà cioè sterminare tutto il gruppo dirigente sovietico perché temeva che qualcuno potesse prendergli il potere, fa addirittura fuori Bucarin e figure che erano fondamentali per la rivoluzione, il sistema utilizzato era da una parte quello della polizia segreta, che prima si chiama Ceka, poi NKVD e oggi si chiama KGB. A capo della Ceka sono sempre state messe figure fondamentali fedelissime a Stalin, ad un certo punto mette proprio uno dei suoi segretari personali, nel 36-38, i capi della polizia segreta russa non venivano mai messi in pensione, ma venivano uccisi, solo il primo muore di malattia negli anni 20, tutti gli altri per eliminarli venivano fatto uccidere perché avevano un potere personale veramente enorme, nel caso di Zinoviev, Kamenev e Bucarin, che erano noti a livello internazionale, avvengono dei processi pubblici, in cui addirittura è invitata la stampa internazionale, cioè non è che vengono uccisi di nascosto, ma con processi pubblici, ma loro utilizzando la tortura, le minacce sulla famiglia, riescono ad obbligarli a confessare dei crimini che non hanno mai commesso, il crimine di cui sostanzialmente vengono sempre accusati è quello di complottare col fascismo per l'uccisione di Stalin o di complottare con Trotskj, che veniva assimilato ai fascisti, per l'eliminazione personale di Stalin. Questi sono i grandi esponenti del partito comunista che vengono uccisi, ma accanto a loro vengono presentati anche cittadini comuni, bastava essere sospettati di attività antisovietica e oltretutto usavano un sistema per giudicare molto rapidamente, basato su tre persone, le indagini erano condotte da tre giudici in maniera tale che questi prendevano le decisioni senza un processo pubblico, a maggioranza, in tre, così non c'è mai parità, il mal capitato poteva essere condannato a decine di anni di reclusione nei gulag.

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