Grande Guerra - false notizie


Durante il 1915 ci sono state anche le allucinazioni collettive, le false notizie, dicerie che si spargono rapidamente tra i combattenti fino a che non si ritiene siano dotate effettivamente di verità, come la storia del sergente canadese crocifisso ricordata ne sermone del vescovo di Londra. Nella primavera del 1915 fra le truppe britanniche sul fronte occidentale si diffonde una voce secondo cui durante la battaglia di Ypres, alcuni soldati inglesi avrebbero trovato un loro commilitone canadese crocifisso alla porta di un granaio, le baionette tedesche usate per la crocifissione proverebbero che sono stati dei soldati tedeschi a commettere il misfatto. La notizia si diffonde rapidissimamente in effetti, incoraggiata anche dalla stampa: il giornale 'Times' per esempio la pubblica nella edizione del 15 maggio 1915. In quegli stessi giorni un soldato canadese al fronte, scrivendo alla moglie le racconta che i canadesi crocifissi sarebbero stati addirittura sei. Un altro soldato scrive invece che un suo commilitone è stato trovato con le palme trafitte da grossi chiodi.

Tutte queste storie o notizie non hanno alcun fondamento eppure sono credute come vere dai soldati che ne parlano. Commentando vicende di questo genere, il grande storico francese Marc Bloch che h partecipato personalmente alla guerra, ha scritto che persistono alla sua nascita, la falsa notizia è lo specchio in cui la coscienza collettiva contempla i propri lineamenti. L'indicazione è importante perché ci consente di sciogliere il nesso tra i riferimenti alla storia sacra e la brutalità della guerra. La falsa notizia della crocifissione del soldato canadese, l'immagine dei bambini infilzati e diventati angeli, la valorizzazione della morte come martirio e della guerra come crociata sono tutte immagini accettabili perché appartengono al linguaggio nazional-patriottico prebellico a cui tutti, combattenti e non combattenti, sono stati educati per i lunghi decenni che hanno preceduto lo scoppio ella guerra. Una parte essenziale di questo linguaggio sta proprio nella fusione fra la tradizione cristiana e l'ideale del sacrificio affrontato in nome della nazione inteso come un comportamento che fa sacra e nobile un'azione o un'intera vita.

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