Ominide 525 punti

Il Congresso di Berlino

Tenutosi nella capitale del Reich tedesco nel 1878 venne impedito alla Russia di estendere il suo dominio sul nuovo stato di Bulgaria, creatosi dopo una guerra contro l’Impero Ottomano nella pace di Santo Stefano. In cambio dell’appoggio diplomatico L’Austria-Ungheria poté occupare la Bosnia-Erzegovina, l’Inghilterra ottenne Cipro. La Russia uscì umiliata dal Congresso.
Il cancelliere tedesco Bismarck sostenne le posizioni di Inghilterra e Austria-Ungheria. Temendo ulteriori deterioramenti dei rapporti tra Germania e Russia, Bismarck stipulò un’alleanza con l’Impero asburgico, nel 1879.
L’Italia, dopo la conquista della Tunisia da parte della Francia, si avvicinò notevolmente alla Germania, fino alla stipulazione della Triplice Alleanza, un’alleanza difensiva tra Germania, Austria-Ungheria e Italia. La Triplice Alleanza aveva come principale nemico la Francia, la quale trovò valido sostegno nella Russia, con la quale stipulò un’alleanza nel 1892.

Il Piano Von Schlieffen

La Germania si ritrovò con una probabile guerra su due fronti: Francia e Russia. La soluzione strategica fu elaborata da Alfred von Schlieffen. Il piano prevedeva un rapido attacco in Francia, durante il tempo che l’arretrata Russia avrebbe impiegato per preparare l’esercito. Dopo la sconfitta della Francia, grazie al passaggio dell’esercito tedesco attraverso il Belgio, le truppe tedesche sarebbero potute essere trasferite velocemente, grazie all’efficientissimo sistema ferroviario del Reich, sul fronte russo. Il piano Schlieffen sembrava rispondere ad ogni problema, tranne alla reazione inglese alla conquista del Belgio. Proprio per questo, seguendo la linea intrapresa da Bismarck, la Germania avrebbe dovuto mantenere relazioni cordiali con l’Inghilterra, in modo da non apparire come nemica. Al contrario, l’imperatore Guglielmo II iniziò una politica di riammodernamento navale, aumentando notevolmente le dimensioni della flotta tedesca. Questa mossa fu vista negativamente dall’Inghilterra che arrivò a considerare la Germania il principale nemico da combattere. La Gran Bretagna si avvicinò quindi a Francia e Russia e stipularono l’intesa cordiale, che non era una vera e propria alleanza.

La questione balcanica

Il regno di Serbia, ottenuta l’indipendenza dal Congresso di Berlino, volle intraprendere un processo di unificazione dei territori balcanici analogo a quello compiuto dal Piemonte in Italia. In contemporanea l’Italia e la Francia trovarono un accordo sulla questione del Nord Africa: la Francia decise di invadere il Marocco lasciando via libera all’Italia per l’invasione della Libia. L’invasione della Libia provocò il conflitto italo-turco (1911-1912). Approfittando della debolezza turca, la Serbia intervenne contro l’Impero Ottomano nella prima delle due guerra balcaniche, sottraendo parte della Macedonia. I rapporti fra Serbia e Austria-Ungheria si fecero sempre più tesi.

Il 28 giugno 1914 a Sarajevo fu assassinato in un attentato, compiuto dal serbo Princip, Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede al trono dell’Impero Austro-ungarico. Il governo austriaco, chiedendo una commissione d’inchiesta austriaca e non serba, si convinse immediatamente della responsabilità governativa serba dell’attentato. L’Austria-Ungheria lanciò un ultimatum al governo serbo sulla necessità della partecipazione austriaca nella commissione d’inchiesta. La Serbia non accettò: il 28 luglio 1914 venne consegnata al governo serbo una formale dichiarazione di guerra.


L’invasione del Belgio

La Germania, convinta di terminare in tempi brevi il conflitto, mandò un ultimatum alla Russia che aveva schierato le sue truppe sul confine. Al tacere russo, la Germania dichiarò ufficialmente guerra alla Russia. Nel frattempo, accelerò l’attuazione del piano von Schlieffen, attaccando e invadendo il Belgio, protetto dall’Inghilterra. L’Inghilterra dichiarò così guerra all’Impero tedesco. L’invasione tedesca del Belgio si dimostrò brutale e spietata. Il piano dell’invasione di Parigi non si riuscì a concretizzare, soprattutto dopo l’arrivo dell’esercito inglese. La guerra risultò bloccata: si passò da guerra di movimento a guerra di posizione e i due eserciti si bloccarono a combattere su una linea che attraversava longitudinalmente l’intera Francia.

Per quanto riguarda i territori coloniali, la Germani perse tutte le sue colonie strategiche in Africa, permettendo la nascita di un impero coloniale inglese che attraversava l’Africa da Nord a Sud.

La guerra di trincea

Ogni tentativo di invadere le trincee nemiche fu vanificato. Numerose invenzioni caratterizzarono la Grande Guerra: cannoni di grosso calibro, mitragliatrici, carrarmati e lanciafiamme. Le trincee venivano difese con linee di filo spinato che impedivano l’avanzamento dei soldati nemici. La capacità difensiva degli eserciti risultava di gran lunga superiore alla capacità offensiva. Durante la guerra vennero anche usati i gas asfissianti, nervini e ustionanti; questi vennero poi ritenuti pericolosi per gli utilizzatori stessi. La Prima Guerra Mondiale divenne una vera propria guerra di logoramento economico, politico e sociale: le nazioni che avrebbero retto più a lungo il conflitto sarebbero state quelle vittoriose. Questa fu inoltre una guerra totale: non si faceva più distinzione tra civili e militari, proprio come avvenne con la guerra sottomarina intrapresa dalla Germania nei confronti della marina mercantile inglese.

Le battaglie di Verdun e della Somme

Queste due battaglie furono ritenute le più sanguinose e lunghe. Nonostante il pesante bombardamento della città di Verdun da parte dell’esercito tedesco, le difese francesi resistettero abbastanza a lungo a causare enormi perdite umane alla Germania. Analogamente, l’attacco delle truppe inglesi nella regione della Somme provocò gravissime perdite e si risolse in un gigantesco disastro. In entrambe le offensive del 1916 furono uccisi più di un milione di soldati.

Il crollo della Russia e l’intervento statunitense

La Russia riuscì a contrastare l’avanzata tedesca, ma ben presto subì notevole sconfitte e fu la prima nazione ad essere logorata dalla guerra. Il governo comunista guidato da Vladimir Lenin, insediatosi in Russia dopo la rivoluzione comunista, firmò la pace di Brest-Litovsk con i tedeschi. Per la Germania la ritirata russa significò la fine della guerra su due fronti. Tuttavia, nel frattempo gli Stati Uniti dichiararono guerra all’Impero tedesco, nel 1917.

I 14 punti di Woodrow Wilson

• Gli Stati Uniti dovevano essere i garanti della libera navigazione sui mari, ostacolata dalla guerra sottomarina tedesca (1915 affondamento del transatlantico Lusitania).
• Principio di nazionalità come soluzione al conflitto: restituzione alla Francia dell’Alsazia-Lorena, nascita di uno stato polacco e dissoluzione dell’Impero Austro-ungarico.
• La Russia aveva il diritto di stabilire il proprio progresso politico e culturale. Non criticò il comunismo.
• Creazione di una Società Generale delle Nazioni, un organismo internazionale finalizzato a garantire l’indipendenza di tutti gli stati.
I 14 punti di Wilson segnarono una svolta nella politica estera statunitense: con l’intervento in guerra, gli Stati Uniti lasciarono l’isolazionismo che li aveva caratterizzati fino a quel momento. In ogni caso la Prima Guerra Mondiale, al contrario della Seconda, fu vinta dai francesi e dagli inglesi con l’aiuto americano e non direttamente dagli Stati Uniti.

La fine del conflitto

Nel 1918, la Germania ormai consapevole della vicina sconfitta non si decise ad intavolare trattative di pace. L’impero austro-ungarico, ormai stremato dalla guerra, si arrese il 3 novembre 1918. Dopo le rivolte di Monaco e di Berlino il kaiser Guglielmo II abdicò: venne istituita la repubblica e fu siglata la pace l’11 novembre 1918.

La Prima Guerra Mondiale come seconda Guerra dei Trenta anni

Per la prima volta dopo la Guerra dei Trent’anni (1618-1648) il nemico venne visto come il male assoluto. Le guerre ottocentesche erano caratterizzate da uno scontro diretto tra eserciti nemici e il nemico sconfitto manteneva una certa dignità anche dopo la sconfitta. Al contrario, la Prima Guerra Mondiale e in genere le guerre del Novecento vedranno una nuova considerazione del nemico: la nazione nemica deve essere distrutta e annientata, non lasciando dignità a questa; vista anche la guerra totale non combattevano solamente i soldati ma anche i cittadini.
Nel 1914, allo scoppio della guerra, la Germania è ritenuta l’unica responsabile del conflitto e così nel 1919 alla stipulazione della pace di Parigi sarà decretato che la Germania dovrà ripagare tutti i debiti di guerra. Nel 1919 nasce la Repubblica di Weimer, definita “repubblica perfetta” in quanto tutti i cittadini potevano esprimere le proprie opinioni.

Il problema dell’interventismo in Italia

In Italia vi erano principalmente due gruppi: gli interventisti e i non interventisti.
Interventisti:
- Futuristi;
- Intellettuali (D’Annunzio);
- Socialisti interventisti;
- Sindacalisti attivisti;
- Irredentisti.
Non interventisti:
- Governo, Giolitti;
- Socialisti massimalisti.
Il governo Giolitti è costretto a dimettersi a causa delle pressioni. Alla fine prevalse la questione dell’irredentismo, ovvero la necessità della conquista degli ultimi territori non ancora italiani. Con l’accordo di Londra l’Italia interviene in guerra nel 1915 a fianco della Triplice Intesa contro Austria e Germania.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email