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Le cause geo-politiche ed economiche e il clima socio-culturale della prima guerra mondiale

Le origini della prima guerra mondiale vanno ricercate in molteplici fattori di origine geo-politica, economica e culturale.
In primo luogo, deve essere presa in considerazione la crescente conflittualità tra le potenze europee, che si sviluppò sia sul piano economico sia su quello della rivalità per il controllo delle colonie. L'aggressività della Germania, cui si affiancava la volontà dell'Austria di espandersi nella penisola balcanica, che culminò nel conflitto con la Serbia del 1912-1913, non poteva non scontrarsi con le pretese di controllo della Russia sull'Europa dell'Est, ma anche con la volontà di egemonia economica dell'impero britannico e della Francia. In particolare, la Gran Bretagna guardava con sempre maggiore preoccupazione la politica espansionistica della Germania in campo economico, politico e coloniale, che rischiava di mettere in pericolo l'afflusso di beni e materie prime dalle colonie britanniche, indebolendo la sua economia.

L'insieme di questi fattori portò dunque, dal punto di vista geo-politico, alla dissoluzione del "sistema di equilibrio" voluto dal cancelliere tedesco Bismarck, alla dissoluzione cioè di quell'insieme di trattati e di accordi diplomatici che avrebbero dovuto evitare che si ripetesse la serie continua di guerre tra gli stati europei che avevano contraddistinto gli anni tra il 1848 e il 1870. Alla politica di equilibrio si sostituì la corsa al riarmo e la militarizzazione dell'economia. I rilevanti progressi scientifici e tecnologici che avevano caratterizzato la seconda metà dell'Ottocento, ovvero l'incremento della produzione dell'acciaio e del ferro, la creazione di una estesa rete ferroviaria, lo sviluppo della chimica industriale, furono messi al servizio delle politiche aggressive dei singoli paesi europei. L'industria siderurgica cominciò a produrre sempre piu intensamente per l'esercito e la marina, determinando così una forte crescita dell'intero apparato industriale e produttivo, basato appunto sulle commesse militari.
Il quadro geo-politico ed economico corrisponde a una trasformazione del clima socio e culturale delle nazioni europee. In primo luogo, alla fiducia nella scienza e nel progresso, dominante fino agli anni settanta-ottanta del secolo, subentrarono il diffondersi di sentimenti antirazionalisti o apertamente irrazionalisti e l'aggressivo emergere delle ideologie nazionaliste e razziste. Rispetto alla cultura liberale ottocentesca che riprendeva in senso nazionale l'idea, nata dalla Rivoluzione francese, del diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza dei popoli, il nazionalismo otto-novecentesco, diffusosi soprattutto in Francia, Germania ,Italia e Russia, era un'ideologia autoritaria ed aggressiva, strettamente connessa con l'ideologia espansionistica e militarista che governava i rapporti tra gli stati.

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