La Grande depressione(1873-1896)

Cominciò nel 1873 a causa di vari fattori:
- sovrapproduzione industriale;
- caduta dei prezzi e dei profitti;
- crisi dell’agricoltura sconvolta dalla concorrenza americana;
- fenomeno dell’emigrazione.

Le industrie iniziamo un processo di ristrutturazione che riguarda l’apparato produttivo, finanziario e i meccanismi di mercato. Per evitare la concorrenza, le imprese avviano un processo di concentrazione monopolistica:
- cartelli: accordi tra imprese affini sui prezzi e sulla spartizione del mercato;
- trusts: fusione di imprese affini che prevede il controllo dell’intero ciclo produttivo dalla materia prima al prodotto finito.
Nascono poi le banche miste, che oltre a finanziare le imprese, intervengono nella gestione produttiva.
Viene adottato il cosiddetto protezionismo doganale, che si scontra con la pretesa di invadere il mercato dei paesi concorrenti, tipico il caso della Germania che adottò il sistema del dumping (prezzi alti dei prodotti nazionali sul mercato interno per vendere sottocosto all’estero, annientando la concorrenza). Di qui iniziano vere e proprie guerre doganali.

Importante è poi la crisi agraria che interessa l’Europa, determinata dalla concorrenza dei prodotti agricoli degli USA, dove l’agricoltura è praticata con tecniche avanzate. Inoltre sopraggiungono verso la fine del secolo malattie delle piante che rovinano i raccolti.
La povertà nelle campagne e le tensioni sociali determinano la cosiddetta grande emigrazione. L’emigrazione verso gli USA raggiunge dimensioni enormi in Europa tra il 1870 e il 1914. Il flusso migratorio che parte dall’Irlanda e dall’Europa del Nord, coinvolge ora anche Italia e Paesi Balcanici, dove l’agricoltura è ancora arcaica. Il fenomeno fa si, comunque, che i contadini rimasti sulla terra d’origine, non più in eccedenza possano offrire la loro forza lavoro a condizioni meno svantaggiose.

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