Governo Mussolini dal 1922 al 1925

Desiderio di ritornare all'ordine

Mussolini al potere no si sapeva dove avrebbe portato il fascismo, se il suo fondatore avesse un programma politico.
Paese ansioso di normalizzazione, Mussolini uomo più indicato per attuarlo e mettere un freno alle squadre fasciste.

Mussolini formo un governo di coalizione con pochi fascisti
Armando Diaz (generale) ministro della guerra
Alberto De Stefani ministro delle finanze economista fascista, ma sostenne politiche economiche liberista
Giovanni Gentile ministro Pubblica istruzione, filosofo liberale - programma riforma della scuola.
Mussolini (alla camera con parole minacciose) ottenne voto di fiducia (406 su 429).
Ciò almeno da un punto di vista formale sembrava che il governo di Mussolini non avesse infranto la legalità dello Stato liberale, ma apparenze.

Poche settimane dopo approvato 2 provvedimenti: aperta violazione della legalità statuaria.

15 dicembre 1922 Gran Consiglio del Fascismo

Sua costituzione, organo di partito con compiti di governo e del quale facevano parte di diritto uomini che occupavano cariche dello stato

La milizia volontaria per la sicurezza nazionali 28 dicembre 1922
Trasformazione squadre fasciste in Armata dello Stato MVSN iStituita con Decreto Regio, approvato dal Consiglio dei Ministri e firmato dal re.

Mussolini e la violenza, dicembre 1922
Le violenze fasciste non cessarono in una azione di rappresaglie a Torino squadre fasciste commisero eccidi , azioni squadriste, aggressioni, comtro oppositori politici sollecitate da Mussolini.

Tra agosto e settembre 1923 ricorso alla violenza per un caso di politica estera:
Bombardamento e occupazione dell'isola di Corfù da parte della flotta militare italiana come rappresaglia per una azione banditesca in territorio greco contro i membri di una missione militare italiana, vennero uccisi.

In questi mesi la preoccupazione di Mussolini era garantirsi il mantenimento del potere, controllo maggioranza parlamentare, predispose nuove elezioni con differenza della legge elettorale.

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