Giolitti

Stato e lavoratori.
Giolitti è convinto che lo stato non debba guardare con timore alla crescita delle organizzazioni dei lavoratori, perchè questa crescita è sintomo di modernità anzi, lo stato deve ampliare la base della partecipazione polita per andare incontro ai cambiamenti della società.
Giolitti afferma che lo stato contrapponendosi al movimento operaio commette un errore norme perchè si manifesta come nemico dei lavoratori e quindi come stato di parte; lo stato, in questo contesto moderno, deve comportarsi in modo neutrale nei conflitti tra lavoratori ed imprenditori, deve lasciare che gli interessati trovino un accordo, e intervenire solo nel caso in cui le proteste mettano a rischio l'ordine pubblico.

Governi Giolitti.
Primo Governo (1903-1905)

Giolitti offrì a Turati una carica da ministro, che però rifiuto a causa delle pressioni della corrente massimalista.
Il primo governo Giolitti varò norme a tutela del lavoro infantile e femminile e su tematiche sociali quali invalidità, infortuni e vecchiaia.
Il secondo mandato di Giolitti fu caratterizzato dall'apertura ai socialisti e dal tentativo di estendere il consenso nei riguardi del governo alle aree popolari e operaie grazie a una retribuzione salariale migliore, la quale avrebbe garantito un migliore tenore di vita.
Importanti provvedimenti furono anche presi nel campo delle infrastrutture, nazionalizzando la rete ferroviaria e la realizzazione del traforo del Sempione e nel campo economico mirando alla sviluppo economico attraverso una stabilità monetaria.

Secondo governo (1906-1909)
I primi anni del Novecento l'Italia vide comparire il fenomeno dell'emigrazione, dovuta sia dai dissenti economici che disastri naturali. Giolitti non si ostacolo al comparire di flussi di emigranti verso altri stati.
Nel secondo governo, Giolitti continuò le politiche dei suoi primi due mandati e favorì lo sviluppo dell'industria pesante, ancora arretrata rispetto al resto dell'Europa a causa della mancanza di capitali da utilizzare per svilupparla.
In questi anni si porta al completamento la nazionalizzazione delle Ferrovie e proposta la nazionalizzazione delle assicurazioni.

Terzo Governo (1911-1914)
Nel quarto governo Giolitti tentò di coinvolgere al governo il Partito Socialista, che rifiutarono ma comunque votarono a favore. Il programma del governo prevedeva la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita e l'introduzione del suffragio universale. Tematiche di notevole impatto sociale che furono realizzate anche se dal suffragio rimanevano ancor escluse le donne.

Giolitti e socialisti.
Giolitti, per rendere più forte il suo governo, cercò di stabilire alleanze con i partiti avversari. In un primo tempo intrattenne buoni rapporti con i socialisti, ma, mentre l' ala riformista del partito sembrava disposta all' accordo, l' ala massimalista vi si oppose, che, a suo giudizio, avrebbe tolto autonomia all’azione socialista e ne avrebbe causato il distacco dalle masse popolari. Turati rifiutò,tra l' altro, la proposta di entrare a far parte del governo avanzata da Giolitti, e si limitò solo ad appoggiarlo.

Giolitti e cattolici.
Giolitti capisce che può cercare un'alleanza con i cattolici in vista delle elezioni del 1913 e, per garantirsi questa nuova alleanza, stipula un accordo con Gentiloni, che prenderà in nome di “Patto Gentiloni”, dove si attestava che i cattolici voteranno i deputati liberali che garantiscono l'insegnamento privato e il riconoscimento delle organizzazioni dei lavoratori cattolici che si impegnano a non approvare una legge sul divorzio in Italia.
Il “patto Gentiloni” segna una ferita alla laicità dello stato perchè vengono fatti propri, da parte dei deputati, che interessi di una parte, e impedisce òa formazione di un partito cattolico autonomo.

Con le elezioni del 1913 non ci saranno grandi cambiamenti: la maggioranza è sempre nelle mani dei Liberali, anche se questi sono sempre più divisi in tanti gruppi, difficili da controllare nel parlamento.

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