Giovanni Paolo II, Ratzinger e le relazioni familiari

La Humanae Vitae ha avuto una grande importanza poiché ha segnato uno dei fronti di intervento più sistematici nei quali si impegna tanto Paolo VI, quanto il suo successore, Giovanni Paolo II (1978-2005), che è l'ex arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla. Se lo stile di Giovanni Paolo II, aperto e comunicativo, sembra molto diverso da quello di Paolo VI, nella sostanza le linee di continuità tra i due pontificati sono il tratto prevalente. Come e più di Paolo VI, Giovanni Paolo II visita innumerevoli diocesi nei posti più lontani da Roma, nello sforzo di incoraggiare la politica di evangelizzazione e diffusione del cattolicesimo; continua il dialogo, già aperto da Giovanni XXIII e Paolo VI con altre religioni compiendo gesti di grande apertura nei confronti di anglicani, ortodossi ed ebrei. Con una determinazione probabilmente maggiore di quella dei suoi predecessori si impegna pubblicamente nella critica netta e inappellabile nei confronti dei regimi comunisti, sia per i loro risvolti spirituali sia per il loro autoritarismo. Il suo impegno e la sua visibilità internazionale lo espongono a un attentato, subìto il 13 maggio del 1981, che lo menoma gravemente, ma non gli impedisce negli anni seguenti lo svolgimento di un'intensa attività pastorale. Infine ribadisce con tenacia e vigore le indicazioni date dal Paolo VI nella humanae vitae. Giovanni Paolo II infatti non ha mai smesso di insistere su i temi relativi alla difesa della famiglia come nucleo sociale destinata alla costruzione di una relazione armonica proiettata verso la riproduzione; né ha mai smesso di esprimersi contro le pratiche o le leggi che consentono di interferire con il processo di riproduzione naturale della contraccezione all'aborto, alle tecniche di fecondazione artificiale. Anche il pontefice che gli succede, Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), indirizza il suo pontificato iniziato nell'aprile del 2005 su una linea di integrale continuità con i suoi predecessori. In particolare per quanto riguarda la morale familiare sessuale il "compendio del catechismo della Chiesa cattolica", da lui approvato il 28 giugno del 2005, ricorda che è intrinsecamente immorale ogni azione come per esempio la sterilizzazione diretta o la contraccezione che, o in previsione dell'atto coniugale o nel compimento o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione.

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