Giolitti e il partito socialista

La forza politica crescente che Giolitti volle attrarre nella maggioranza (all'interno delle disposizioni riformiste). Il leader Filippo Turati mostrava simpatia per Giolitti.

Lo sciopero generale del 1904 e la sospensione del non expedit:
In seguito ad uno dei soliti eccidi, il primo nella storia d'Italia.
Dopo di allora Giolitti rafforzò il suo legame con le forze conservatrici tra le quali entrarono i cattolici dopo che Pio X (1903-1914) per paura dei socialisti attenuò il non expedit.
Dopo il1907 nel partito sociale le tendenze più estreme si rafforzarono quando la crisi economica ed maggiore, e precari rapporto operai-datori di lavoro.
Giolitti rafforzo il potere del governo migliorando gli strumenti di controllo sui pubblici dipendenti: con la politica clientelare (attraverso la pubblica amministrazione) e la fedeltà dei deputati.

Poteva intervenire poi facilmente nelle lotte elettorali spesso in modo determinante per i risultati, soprattutto nei collegi meridionali.

Nel 1904 - 1909 - 1913 Giolitti ebbe occasione di manipolare, e divenne il ministro della mala vita.
Gli effetti dei metodi di Giolitti furono la corruzione nel Mezzogiorno, la sfiducia dei cittadini nei confronti dello stato, e ombra sul prestigio parlamentare e delle libere istituzioni.

Opposizione a Giolitti, da parte di quasi tutta la cultura italiana del tempo, infatti in questo periodo ci fu una rinnovata vita intellettuale in ogni settore.
- D'Annunzio sempre sulla scena
- Carducci muore
- Benedetto Croce e Giovanni Gentile: intellettuali attivi.
- Papini e Prezzolini a Firenze nel 1903, fondano la rivista "Leonardo"
- Salvemini collabora nel 1909 alla "Voce", e fonda "L'Unità", un periodico di cultura politica, dove ci sono voci di critica alla politica di Giolitti.

Giornalismo italiano: "corriere della sera" (Albertini, Milano) - "la stampa" (Torino)

I nazionalisti: opposizione a Giolitti, che aveva desiderio di prestigio, suscettibile per il paese.
Accanto a questo vario nazionalismo, con programma politico deciso, si raccolsero nell'"Associazione Nazionalista", e poi proprio il giornale "l'idea nazionale ".
1911-1912 Il nazionalismo italiano ebbe occasione di manifestarsi con la guerra in Libia.

La guerra di Libia aveva conseguenze gravi perché indusse i socialisti ad accogliere le tesi di colori che sostenevano un programma rivoluzionario.
1912 il congresso socialista di Reggio Emilia vince Benito Mussolini, che tuonando contro la guerra impose l'espulsione dal partito di quei socialisti riformisti, ottiene allineamenti del partito sulle posizioni di quel socialismo intransigente: Massimalismo.

Mussolini direttore dell'Avanti:
Una delle più alte posizioni all'interno del partito, da adesso partito società ostile ed ogni governo.

Riforma elettorale 1912 con Giolitti: suffragio universale maschile, almeno 30 anni e servizio militare per gli analfabeti, 21 anni per chi sapeva leggere e scrivere.
1913 prime elezioni con suffragio allargato,
Patto Gentiloni (Gentiloni presidente dell'Unione elettorale Cattolica): attraverso l'accordo pre-elettorale, i cattolici parteciparono come alleati di governo, in pochi esercitarono il diritto di voto, i socialisti ebbero 46 seggi.
Ci fu un fallimento da parte di Giolitti di avvicinarsi alle masse, e all'interno della sua maggioranza regnava la sfiducia, cosicché fu costretto alle dimissioni il 10 marzo del 1914.
Salandra divenne presidente del consiglio.

Socialismo e cattolicesimo

- Murri: sacerdote fondatore di un movimento che assunse il nome di "Democrazia Cristiana" organizzatasi in modo autonomo all'interno dell'Opera dei Congressi tra il 1900-01.
- Pio X e Leone XIII non erano d'accordo che si formassero delle autonomie, ma vollero mantenere un solo e valutato appoggio nei riguardi dei deputati liberali.
- Sturzo: partito laico - cristiano a carattere democratico e popolare autonomo dalla autorità ecclesiastica.
- Miglioli: è il movimento sindacale di ispirazione cattolica "leghe bianche" operavano nelle campagne con organizzazione di Casse Rurali e associazioni contadine.

1912 Congresso di Reggio Emilia: PSI

Espulsi dal partito gli esponenti riformisti, Bonomi che costruì poi il Partito socialista riformista italiano.

Rimase una minoranza socialisti riformisti con a capo Turati rimasero nel PSI guidato da Mussolini in opposizione al governo da più intransigente.

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