Dagli anni Settanta dell'Ottocento il nuovo Stato giapponese, nato con la restaurazione Meiji del 1867 e 68, si è consolidato dal punto di vista sia istituzionale sia economico. Nel 1889 gli assetti istituzionali dell'impero giapponese vengono fissati da una costituzione concessa dall'imperatore, mentre fin dai primi anni della restaurazione Meiji l'imperatore e i suoi collaboratori si sono impegnati in una decisa azione di potenziamento e riorganizzazione dell'esercito. Basato sul criterio della coscrizione obbligatoria, l'esercito viene dotato di buone attrezzature tecniche che ne fanno uno dei meglio equipaggiati dell'epoca. Le armi e i mezzi di trasporto in larga misura sono ancora acquistati all'estero. L'industria giapponese vive infatti una stagione di notevole crescita sostenuta pure dalla privatizzazione progressiva delle aziende industriali impiantate inizialmente con apporto di capitali statali: il settore più dinamico e quello tessile (seta e cotone), mentre meno sviluppati sono il meccanico e il siderurgico.

Sulla base di questi presupposti materiali e di un'ideologia non priva di risvolti razzisti, poiché esalta l'impero e i suoi figli, i giapponesi, come portatori di un patrimonio di valori superiori a quello di tutte le popolazioni vicine, l'Impero giapponese nel 1894 avvia una energica azione di espansione territoriale attaccando la Cina con l'intenzione di imporre la propria egemonia sulla Corea. La guerra, combattuta nel 1894-95, viene vinta dal Giappone e ha come esito l'annessione al Giappone dell'isola di Taiwan e il riconoscimento di una formale indipendenza alla Corea, sottoposta però all'influenza economica giapponese; la Cina inoltre deve pagare al Giappone una pesantissima indennità di guerra. La vittoria ha notevoli conseguenze. In Giappone l'entusiasmo nazionalistico è incoraggiato dai grandi vantaggi economici che derivano dalla vittoria. Il mercato coreano, al quale è destinato una buona parte dei tessuti giapponesi, è ora controllato senza problemi dalle imprese giapponesi. Inoltre il governo giapponese impiega le nuove risorse, rese disponibili a seguito del pagamento dell'indennità di guerra da parte della Cina, per incentivare soprattutto l'industria meccanica e siderurgica nella prospettiva di potenziare ulteriormente l'esercito con autonome produzioni belliche. Intanto si creano i presupposti per un conflitto con la Russia, che nel frattempo ha occupato la Manciuria e sembra interessata ad avanzare pretese sulla Corea. Queste mosse inducono i governanti giapponesi (tra lo stupore dell'opinione pubblica occidentale), ad attaccare e battere l'esercito russo in Manciuria e la flotta russa nella battaglia di Tsushima del 1904-5. La vittoria rafforza il controllo sulla Corea (annessa direttamente al Giappone nel 1910) e permette di controllare anche la Manciuria.

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