A partire dai primi anni Trenta del Novecento gli squilibri politici interni nel Giappone denuncia l'incredibile debolezza dei partiti politici giapponesi, così come del Parlamento dei governi che da esso sono espressi. È una debolezza che incoraggia le varie fazioni militari esistenti, strutturate in società segrete, a tentare una lunga sequenza di colpi di mano, che si traducono in un gran numero di attentati contro i dirigenti politici civili (tra il 1930 e il 1936 vengono uccisi due Primi ministri e due ministri delle Finanze e molti altri esponenti politici sono oggetti di aggressioni o di attentati). Nel 1936 una delle fazioni militari, la Kodoha (Fasiobe della via imperiale) tenta un colpo di Stato bloccato dall'intervento di un'opposta fazione militare, la Toseiha (Fazione di controllo), meglio integrata nelle strutture e negli alti comando dell'esercito. Comunque il fallimento del colpo di Stato non prelude am ritorno a un ordinata vita politico-parlamentare ma è la premessa per un definitivo mutamento di regime politico.

Nel 1937 viene nominato Primo ministro Konoe Fumimaro (1891-1945), un principe appartenente alla famiglia imperiale che ha il pieno appoggio sia della fazione militare che si è imposta nello scontro del 1936 sia dei maggiori gruppi imprenditoriali. Il governo di Fumimaro chiarisce subito il suo orientamento politico con la pubblicazione del testo programmatico Kokutai no Hongi (principi cardinali dell'identità nazionale): infatti publicati a cura del ministero dell'Educazione e diffuso in milioni di copie, il testo, comunque di poco più di cento pagine, afferma in primo luogo la sacralità della persona dell'imperatore e il dovere che ogni giapponese ha di rispettare lui e le autorità che da lui derivano il proprio potere, la sacralità della figura imperiale è anche ciò che permette di affermare che il popolo giapponese è diverso è superiore a ogni altro popolo della Terra. È sulla base del l'affermazione di questa superiorità che si fonda la legittimità delle ambizioni di espansione militare nutrite dal Giappone mentre, chiarisce il Kokutai no Hongi, ogni linea di pensiero che si distacchi da questi princìpi dev'essere considerata come il frutto di nefaste influenze esterne e per questa ragione in effetti dev'essere inflessibilmente repressa.

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