Giappone

Il poderoso sviluppo produttivo dell’era Meiji (1869-1889) venne ulteriormente potenziato agli inizi del Novecento. Così lo stato nipponico procedette alla riorganizzazione del sistema fiscale, edificò una vasta ed efficiente rete ferroviaria, favorì l’istituzione di una Banca del Giappone e coniò lo yen. Fece poi un notevole sforzo per debellare l’analfabetismo, introducendo l’istruzione elementare obbligatoria. L’opera di industrializzazione del Paese fu attuata facendo ricorso a metodi illiberali e autoritari.
In Giappone, tuttavia, la povertà generalizzata impedì a sua volta lo smercio interno della grande produzione industriale. Così fu inevitabile ricercare nuove possibilità di mercato all’estero.

Con l’attacco alla Corea, ebbe inizio la prima guerra imperialistica del Giappone contro la Cina, che terminò nel 1895 con la firma del trattato di Shimonoseki che stabilì la cessione da parte della Cina al vincitore il controllo su Corea e Formosa.

Cina

In Cina il contatto con l’Occidente provocò una crescente povertà, mentre il potere imperiale si mostrava sempre più corrotto. Importanti furono una serie di contrasti con le potenze occidentali, culminati nelle due “guerre dell’oppio”, e una serie di rivolte interne ad opera di contadini e tentativi di secessione.

Così mentre i paesi occidentali si accaparravano in Cina le concessioni e di dividevano il territorio cinese in zone di influenza, si venne affermando una corrente radicale favorevole alla modernizzazione del Paese. Questi intellettuali riuscirono a conquistare il potere per soli 100 giorni, fino a quando l’imperatrice Cixi ne bloccò l’azione riformatrice. Il potere imperiale tuttavia non aveva più alcuna solidità e il suo crollo fu accelerato dal movimento xenofobo dei Boxers. Tale movimento promosse una rabbiosa insurrezione contro gli Europei; l’imperatrice ne lasciò la repressione agli stranieri. Così i Boxers furono sgominati nel 1900 da un contingente di potenze straniere che con il protocollo del 1901 assunsero il controllo delle finanze imperiali e divisero il Paese in zone d’influenza.

L’alleanza antirussa tra Giappone e Inghilterra

Durante la rivolta dei Boxers, l’esercito russo aveva occupato la Manciuria. Ciò suscitò la reazione del Giappone , il quale si assicurò l’appoggio dell’Inghilterra, da tempo preoccupata per gli sviluppi dell’espansionismo russo. Di qui l’alleanza anglo-giapponese del 1902.

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