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GERMANIA NEL DOPOGUERRA

La Germania fu il paese dove la crisi del dopoguerra ebbe le sue manifestazioni più drammatiche e le conseguenze più gravi.
In pochi giorni si formarono numerosi consigli di operai, soldati e marinai che controllavano con le armi i centri più importanti del paese. Nacque la socialdemocrazia, che si puà definire come una organizzazione politica socialista di ispirazione marxista, in contrapposizione all’anarchia con la prospettiva dell’instaurazione della società socialista attraverso la progressiva estensione del potere del movimento operaio all’interno delle istituzioni statali.
1919 – Di fronte alla rivoluzione per l’autonomia e il rischio di una disgregazione dello stato fu proclamata la repubblica. In attesa dell’elezioni per l’assemblea costituente fu istituito un governo provvisorio che firmò l’armistizio con Gran Bretagna e Francia.

La maggioranza fu costituita dal Partito socialdemocratico, favorevole a una soluzione parlamentare della crisi; vi erano poi i socialisti indipendenti, contrari alla guerra e che proponevano una democrazia con ampie riforma economiche; all’estrema sinistra si collocavano gli spartachisti, con la rivoluzione socialista.
Altro centro di potere erano le alte gerarchie militari, le quali ritenevano fondamentale riportare l’ordine nel paese, contrastando le sinistre. A questo fine, uno strumento importante erano i Corpi franchi, gruppi di volontari con l’obiettivo di continuare la loro guerra all’esterno e all’interno del paese.
I contrasti fra le diverse tendenze all’interno della sinistra si aggravarono sino alla frattura definitiva, quando gli spartachisti fondarono il Partito comunista tedesco. A Berlino essi tentarono un’insurrezione, il governo provvisorio socialdemocratico, temendo che la situazione divenissi incontrollabile, reagì con l’intervento militare e la rivoluzione comunista fu domata.
Alle lezioni i socialdemocratici ottennero la maggioranza. Il nuovo governo introdusse riforme sociali e cercò di assicurare stabilità al paese, ma i tragici avvenimenti precedenti avevano lasciato un segno indelebile.
Intanto la propaganda nazionalista contro il governo repubblicano si faceva ampia strada e la pratica della violenza si diffondeva velocemente.
Fu approvata la costituzione di Weimar, la quale stabiliva la Germania repubblica parlamentare federale, con potere esecutivo in mano al governo. Tale costituzione aveva lo scopo di bilanciare il potere del parlamento e del capo dello stato, anche se il ruolo del presidente divenne sempre più importante, a causa dell’interpretazione di un articolo delle costituzione che gli concedeva ampi poteri in caso di emergenza nazionale (elemento che favorisce l’ascesa di Hilter).
I primi anni della repubblica di Weimar furono molo difficili, a causa di disordini e assassini politici. Fu assassinato il ministro degli esteri, perché colpevole, oltre che di essere ebreo, di aver sottoscritto il trattato di Rapallo, un accordo di collaborazione economica e politica con l’Urss.
ECONOMIA
L’economia tedesca, stremata dalla guerra stentava a riprendersi: l’inflazione e la svalutazione della moneta raggiunsero livelli altissimi, ciò provocò un forte malcontento.
Tale situazione si stabilizzò provvisoriamente a partire dal 1924, soprattutto grazie all’aiuto degli Stati Uniti, i quali erano convinti della necessità di favorire la ripresa economica della Germania. Fu varato il piano Dewes, con il quale gli USA aiutavano la Germani a pagare le riparazioni tramite dilazioni e ampi finanziamenti all’industria tedesca.
Nel 1925 si stipulò con la Francia il trattato di Locarno, che impegnava i due paesi a non violare la frontiera comune.
Un ano dopo la Germania fu ammessa alla Società delle N.azioni

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