La Germania del 1933-1936
La politica estera

Il successo del nazionalsocialismo in Germania nel 1933 modificò anche lo scenario politico europeo. Nelle ideologie Hitleriane, infatti, la Russia si delinea come nemico principale del Reich e come territorio da cui la Germania avrebbe dovuto trarne il proprio "spazio vitale". Su tali basi, i rapporti di collaborazione fra le due potenze cessò immediatamente e anzi la Germanià si apprestò a stringere un patto di non aggressione con la Polonia. Per quanto rigurda i rapporti con le altre potenze europee, c'è da registrare la tensione fra Germania e Italia riguardante l'indipendenza dell'Austria la quale in seguito alla disgregazione dell'impero asburgico aveva chiesto alle potenze vincitrici di essere annessa alla Germania in base al principio di nazionalità. La richiesta però fu bocciata a causa della funzione dell'Austria che rimasta uno stato autonomo fungeva da cuscinetto fra Italia e Germania. In Austria però i seguaci Hitleriani in seguito ai successi nazionalsocialisti in terra tedesca, tentarono un colpo di stato assassinando il cancelliere Dollfuss contrario all'annessione alla Germania. Questo clima di tensione seguito dalle minacce di Mussolini di un intervento armato, fu sedato solo dopo che il governo austriaco stesso fosse riuscito a ripristinare l'ordine. Se da un lato quindi Hitler incontrò una porta sbarrata, dall'altra, in Saar, tramite referendum popolare del '35, ottenne un clamaroso successo politico che ne caratterizzò la riunificazione dell'aria mineraria con la Germania dopo un periodo di dominio francese. Da qui la politica estera tedesca si fa sempre più aggressiva fino a giungere nel marzo '35 alla violazione del trattato di Versailles con la coscrizione obbligatoria.

Registrati via email