La Francia di Napoleone III

In Francia, il Presidente della Repubblica Luigi Napoleone, dopo aver compiuto un colpo di stato si fece proclamare nel 1851 Imperatore con il nome di Napoleone III.

Con l’appoggio della grande e media borghesia, del ceto agrario e del clero, egli dette a questo Secondo Impero un’impronta rigidamente centralizzata, avvalendosi di un’efficiente burocrazia, favorendo lo sviluppo industriale del paese e attuando una politica liberistica.
Procedette inoltre in politica interna alla ristrutturazione di Parigi, in sintonia con l’immagine di grandezza che intendeva conferire al suo impero e introdusse importanti riforme sociali, quali le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro, le casse sovvenzioni e prestiti e l’associazionismo operaio.

In politica estera, invece volle apparire come il difensore del liberalismo e delle nazionalità, anche se gli scarsi risultati ottenuti nel corso delle vicende italiane gli fecero perdere popolarità. Inoltre anche il trattato di libero commercio stipulato nel 1860 con la Gran Bretagna non fu ben accolto dagli industriali.

Tale situazione indusse l’imperatore a controbilanciare la perdita delle simpatie tra i conservatori con una politica interna sempre più liberale. Di qui l’iniziativa di concedere il diritto di associazione sindacale e di sciopero e una limitata libertà di stampa e di riunione (1868).

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