Francia - Governo di Léon Blum

In Francia dopo l'inizio della crisi del '29 la situazione politica continua a essere incredibilmente instabile. Dal 1929 al 1936 si susseguono venti governi (durata media poco più di quattro mesi ciascuno, dal 1929 al 1932 sono governo di centro-destra, nel 1932-33 di centro-sinistra, dal 1933 al 1936 di centro). Nel 1934 il dirigente del Partito comunista francese Maurice Thorez (1900-1964) stringe un'alleanza politica con i socialisti e con i radicali: insieme si uniscono nel Fronte popolare, che nel 1936, grazie all ottimo risultato elettorale del Partito comunista, ottiene la maggioranza dei seggi in Parlamento. Si costruisce così un governo guidato dal socialista Léon Blum (1872-1950), animato da un programma sociale molto ambizioso. Il governo procede immediatamente alla nazionalizzazione dell'industria e alla definizione di migliori meccanismi di controllo statale sulla Banca di Francia, ma sopratutto riesce a propiziare un accordo tra imprenditori e sindacati che introduce le 40 ore di lavoro settimanale per gli operai, li gratifica con salari, più alti e riconosce loro il diritto a due settimane di ferie pagate.
L'aumento dei salari è molto forte. Gli imprenditori reagiscono all'aumento del costo del lavoro che ne deriva alzando i prezzi dei prodotti, e ciò causa una brusca impennata dell'inflazione. Il violento aumenti dei prezzi ha varie ripercussioni negative: vanifica in gran parte gli aumenti salariali; mette in difficoltà i percettori di redditi fissi e le categorie meno sindacalizzate, che non sono in grado di ottenere immediati aumenti delle loro retribuzioni (impiegati, contadini salariati). Inoltre non aumenta la produzione industriale, poiché rende meno competitivi i prodotti francesi. Il disagio si diffonde rapidamente nel paese e i margini di consensi al governo Blum si riducono rapidamente. Nel giugno del 1937 Léon Blum, in difficoltà nel conservare la sua maggioranza, composita e discorde, chiede al Parlamento la concessione di pieni poteri in materia finanziaria, con l'intenzione di varare un piano di emergenza che faccia fronte alla nuova spinta inflazionistica. La Camera approva, ma il Senato no, è per questo Blum si dimette a un anno soltanto dalla sua assunzione della carica di Primo ministro. Nei mesi seguenti continua una rapida successione di governo formalmente sostenuti dal Fronte popolare, che alla fine ovvero nel 1938 si scioglie per i dissensi profondi che dividono i comunisti dai socialisti sia sulla gestione della politica economica sia sulla valutazione da fare alla situazione internazionale che nel frattempo si è creata in Europa.

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