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La Polonia venne conquistata in solamente quattro settimane. La velocità di questa operazione fu dovuta alla conquista iniziale dei punti nevralgici e al pesante utilizzo della Luftwaffe, l'aviazione tedesca, che sganciò centinaia di bombe sulle città. Prima dell'invasione, Hitler si assicurò il non intervento sovietico (23 Agosto 1939) attraverso il Patto Molotov – Ribbentrop, i due ministri degli Esteri russo e tedesco. Attraverso questo patto, la Russia garantiva di non aggredire la Germania in cambio della futura spartizione della Polonia. Nonostante fra le due potenze ci fossero dei disaccordi (Russia comunista e Germania nazista) Stalin decise di siglare il trattato in quanto voleva riconquistare parte dei territori perduti nella precedente guerra e per la paura di affrontare subito la Germania non potendo contare su Francia e Gran Bretagna a causa dei difficili rapporti. Dopo la spartizione della Polonia la Germania concluse momentaneamente le sue azioni offensive. L'inverno fu caratterizzato solamente dalle conquiste in territorio finlandese e baltico da parte dei russi che approfittarono della neutralità tedesca.

Nel 1940 l'offensiva tedesca ha nuovamente inizio e le truppe naziste sbarcarono in Norvegia e Danimarca. Qui la resistenza fu più duratura ma comunque Hitler riuscì a conquistare importanti territori. Nel maggio dello stesso anno cominciarono anche le operazioni contro la Francia in seguito alla violazione del Belgio, dell'Olanda e del Lussemburgo. I tedeschi successivamente riuscirono a rompere la linea di Sedan e Namur fino a raggiungere Parigi il 14 Giugno. Le truppe francesi arretrarono sempre di più sino Dunkerque, dove si imbarcarono fuggendo. Il maresciallo Petain fu così costretto a firmare l'armistizio, risparmiando i soldati rimanenti a una inutile resistenza. Gran parte della Francia finì sotto il dominio tedesco mentre il sud del paese si costituì un governo autoritario di estrema destra, con sede a Vichy. Uno dei pochi che cercarono di incitare la Francia a ribellarsi, opponendosi al modello di Vichy, fu il colonnello francese De Gaulle.

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