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Il 9 luglio 1943 gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia: per l'Italia cominciava a delinearsi la sconfitta. ll 25 luglio 1943 il Gran consiglio del fascismo si schierò contro Mussolini, e approvò una mozione in cui si chiedeva al Re di ripristinare lo Statuto e di assumere il comando delle forze armate. Va sottolineato che il Gran consiglio del fascismo era formato da gerarchi fascisti che, fino a quel momento, erano stati fedelissimi al duce. Vittorio Emanuele III destitui e fece arrestare Mussolini, in base a poteri che lo Statuto gli attribuiva ma che il Re non esercitava da più di vent'anni: il maresciallo Pietro Badoglio fu nominato capo del Governo. Il Governo Badoglio sciolse il Partito nazionale fascista, la Camera dei fasci e delle corporazioni e il Gran consiglio del fascismo: era la fine di un ventennio di dittatura fascista (dal 1922 al 1943).
Il primo atto del Governo Badoglio fu quello di iniziare trattative con gli anglo-americani per arrivare a un armistizio, che fu firmato il 3 settembre 1943 a Cassibile (Siracusa) e reso noto l'8 settembre I943: dopo l'armistizio gli anglo-americani, dapprima nemici, diventarono "gli Alleati». L'annuncio dell'armistizio fu improvviso; ne il Re nè i vertici militari furono in grado di dare ordini precisi all'esercito, che si trovò completamente disorientato: i tedeschi erano adesso nemici. A seguito dell'armistizio l'Italia si trovò divisa in due. Vittorio Emanuele II, rifugiatosi prima a Brindisi e poi a Salerno, era a capo del "Regno del sud», sotto la tutela degli Alleati, che stavano avanzando dal sud al nord della penisola. Nel resto del Paese la situazione era estremamente complessa: le truppe tedesche, già presenti come alleati in Italia, si trasformarono in truppe di occupazione, e rafforzarono la loro presenza nel centro-nord, dove nel frattempo era nata la Repubblica Sociale Italiana e si stava organizzando la Resistenza.

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