Da sempre Lenin ebbe una vita travagliata. la filosofia rivoluzionaria di Lenin la evinciamo da i numerosi articoli scritti sul giornale Iskra fino al Che fare? del 1902. Lui credeva che le teorie marxiste non potessero essere applicate alla Russia, poco industrializzata e basata su un'economia agricola. Possiamo comprendere come l'apice della carriera di Lenin sia il tentativo di messa in atto della sua filosofia con la rivoluzione di ottobre.
Dopo la Rivoluzione di febbraio e il governo liberale moderato di L’vov vi fu un occidentalizzazione e industrializzazione della Russia, per questo ci furono contrasti nella Duma e sorsero i soviet quindi Lenin tornò in Russia protetto dai tedeschi che volevano la chiusura del fronte orientale e in questo momento diffuse le tesi di aprile.
Esse prevedevano un numero maggiore di bolscevichi nei Soviet, l’uscita dalla guerra e le trattative di pace con la presa del potere.
Successivamente al un nuovo governo provvisorio con come ministro Kerenskij e la sua politica repressiva si iniziò a progettare, dopo un colpo di stato sventato, la rivoluzione di ottobre, per noi di novembre. I bolscevichi stavano tenendo la maggioranza dei soviet di Mosca e Pietrogrado dove era stato eletto presidente Trockj, leader dei menscevichi e convertitosi dopo le tesi d'aprile alle posizioni di Lenin.

Con la presa del Palazzo d'Inverno i militanti bolscevichi e le Guardie Rosse occuparono la sede del governo e altri edifici pubblici della Capitale, dunque il governo fu costretto ad allontanarsi e il potere venne dato a Lenin.
Lenin costituisce un governo provvisorio con un consiglio di commissari del popolo.
Lenin fece subito approvare due provvedimenti: uscire dalla guerra e confiscare la proprietà privata.
Si abolì la grande proprietà fondiaria, della corona, della nobiltà e della chiesa, si divisero le terre espropriate tra i contadini e inoltre vennero nazionalizzate le grandi industrie e le banche.
Con la “Dichiarazione dei diritti dei popoli russi” dette uguaglianza a tutti i popoli russi e la possibilità di rendersi indipendenti.
A novembre si svolsero le elezioni per l'Assemblea Costituente a suffragio universale e la maggior parte dei seggi era nelle mani dei socialisti rivoluzionari.
la prima riunione era prevista nel gennaio del 1918, ma l’ Armata Rossa si impossessò del governo e istituì una dittatura bolscevica, iniziò una guerra civile in quanto partì una controrivoluzione dell'armata bianca finanziata dall'estero.
Durante la guerra civile venne ucciso lo zar e venne introdotto il comunismo di guerra, ossia la requisizione dei beni affinché venissero ripartiti per rifornire i militari, questa iniziativa fece nascere malcontento, i lavoratori divennero demotivati verso la produzione venne meno la libertà, nel 1919 le potenze occidentali si resero conto di non poter più poter portare avanti la controrivoluzione. così nel nel 1920 l’ armata bianca capitolò.
La situazione economica russa è pessima e il malcontento cittadino è molto, anche perché nel 1917 era stata riunita la ceca, commissione straordinaria che limitava la libertà, nel 1921 i marinai si ribellarono e venne introdotta la NEP: nuova politica economica che prevedeva che una certa percentuale venisse data allo Stato mentre l'altra parte poteva essere venduta liberamente a prezzi non stabiliti e ciò provocò un lieve miglioramento della situazione russa ma in tal modo ben presto sorsero differenze sociali con i kulaki e i nepman. si fondò nuovamente l'Internazionale a commiterm ma molti furono esclusi.
Durante la Seconda Internazionale vennero pubblicati i 21 punti di Lenin che prevedevano l'espulsione dei socialisti rivoluzionari dal partito che doveva prendere il nome di Partito comunista, la non adesione ai governi borghesi e la rivoluzione.

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