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Imperialismo

Dopo la crisi di fine secolo insorge l’anarchismo. All’inizio del 900 l’anarchico Bresci uccise il re Umberto I rivendicando il fatto che Bava Beccaris sparò sulla folla il 29 Luglio 1900 e al trono salì Vittorio Emanuele II appartenente alla dinastia dei Savoia, ed è colui che dopo il governo Crispi, rimette Giolitti al governo.
Tra il 1870 e il 1900 abbiamo l’età dell’imperialismo, si intende una tendenza espansionistica che interessa i paesi più industrializzati dell’Europa come la Francia, Inghilterra, Germania, Olanda attuando una vera e propria politica di dominio e di sfruttamento economico nei confronti di quei paesi arretrati ma dotati di risorse minerarie come l’Africa. La Germania di Bismark cercò di mettere ordine a questa situazione invitando i maggiori rappresentati ad un congresso ovvero il Congresso di Berlino del 1884, in questo congresso furono definite le zone di influenza delle nazioni europee in Africa. Fatto per evitare gli scontri diretti tra questi stati, quindi l’Africa fu distribuita tra le nazioni europee. Alla Francia viene data la possibilità di conquistare l’Algeria, Tunisia e Marocco (Nord Africa) Inghilterra oltre all’Egitto ottenne il Sudan, la Nigeria e Sud Africa. Germania prende parte dell’Africa Orientale e parte dell’Africa del sud Ovest. Le ragioni che li portarono a conquistare l’Africa furono 2: politica ed economica. Gli interessavano le materie prime, di fatti con la rivoluzione industriale che portò allo sviluppo di macchinari e vari marchingegni aveva creato la necessità di sempre più materie prime da utilizzare nelle industrie. Al tempo stesso erano necessari i nuovi mercati di sbocco dove vendere questi prodotti. Per ragione di tipo politico si intende la tendenza degli stati europei alla competitività e al prestigio nazionale che appunto li portano ad essere molto aggressivi formando delle alleanze come la Triplice Alleanza e la Triplice Intesa creando delle tensioni, competitività sfociando nella diffusione del protezionismo in tutta Europa. Si pensa che bisogna potenziare la produzione interna non avvalendosi di quella estera. Questa iniziativa di protezionismo fu dovuta anche alla presenza nel mercato europeo dei prodotti provenienti dagli Stati Uniti e questo portò i paesi europei a innalzare i dazi doganali. Le esportazioni interessavano principalmente i cereali, grano e macchine industriali.

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