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Fascismo

Problemi che dovette affrontare l’Italia dopo la guerra:
* ci furono molti morti
* dovette pagare tutti i debiti avuti con gli Stati Uniti
* aumentò il costo della vita
* ci furono lotte sindacali sempre più dure
* gli stipendi degli impiegati diminuivano sempre di più mentre i salari degli operai aumentavano grazie ai sindacati.
Problemi ancora da risolvere:
* ritardo nell’industrializzazione
* arretratezza dell’agricoltura nel mezzogiorno.
Doveva scontare l’effetto della “vittoria mutilata”, dove si riversò lo scontento degli ex combattenti nazionalisti.
Questo provocò una situazione esplosiva dove ci furono scioperi delle sinistre, delle manifestazioni della destra, ci fu una sfiducia nel Parlamento e nel governo che furono accusati di essere incapaci di fronteggiarli.
La prima conseguenza fu che disobbedendo agli ordini del governo, le truppe italiane che avevano occupato Fiume (durante la guerra) si rifiutarono di evacuarla.
Nel 1919 un esercito di ex combattenti guidato da D’Annunzio scatenarono una crisi internazionale occupandola.
Intanto il governo attaccato per essersi fatto imbrogliare dagli Alleati, e il nuovo Presidente del Consiglio fu Giolitti, che risolse la “Questione Fiumana” per via diplomatica.
Nel 1920 concluse con la Iugoslavia il Trattato di Rapallo dove:
* Fiume diventò “Stato Dipendente”
* L’Italia ottenne Zara
* Alla Iugoslavia gli venne data la Danimarca.
Finito il trattato fece prendere a cannonate il quartier generale di D’Annunzio, e fece scomparire la città.
Le destre nazionaliste fecero delle violente manifestazioni di piazza, dove si usò per la prima volta l’insulto personale.

Partito Socialista: guidato da Filippo Turati
Partito Popolare: guidato da Don Sturzo, era un partito cattolico, basato sui valori della famiglia, della solidarietà sociale e della libertà della chiesa.
Nelle elezioni del 1919 tutti e due i partiti ebbero molto successo, il partito socialista conquistò 156 seggi in Parlamento, mentre quello popolare 100 seggi.
La Cgl rivendicava aumenti salariati e riduzione degli orari di lavoro.
Nel 1920 in tutta Italia gli operai riuniti in soviet procedettero all’occupazione delle fabbriche, e proclamarono l’autogestione.
Gli imprenditori chiesero leggi eccezionali e un intervento dell’esercito contro gli operai.
Invece Giolitti resistette alle pressioni esercitate sul governo, disse agli imprenditori di aumentare i salari e ad accettare un controllo sindacale sul lavoro in cambio la Cgl convinse gli operai a sgombrare gli stabilimenti.

Questo fu il Biennio Rosso dove la classe operaia e il capitalismo si scontravano.
Nella Pianura Padana il Biennio Rosso si manifestò con uno sciopero agrario, che durò 10 mesi, mentre nel Centro-Sud con l’occupazione delle terre incolte.
Il Biennio Rosso vinse con l’apparente vittoria dei lavoratori.
La compattezza dei lavoratori fu intaccata da Lenin, che nel 1918 riunì a Mosca tutti i delegati di tutti i partiti operai del mondo; dopo averli riuniti nella Terza Internazionale comunista (comintern) stabilì le regole necessarie per rovesciare il sistema borghese attraverso una rivoluzione:
* dovevano avere un’organizzazione centralizzata sul modello bolscevico
* ogni paese doveva adottare il nome del Partito comunista
* cacciare i rappresentanti delle correnti riformiste.
In Italia durante il Congresso di Livorno la minoranza filosovietica dei socialisti si separò dalla maggioranza e fondò il Partito Comunista Italiano guidato da Gramsci e Bordica; faceva parte anche Togliatti.

Lo sciopero agrario permise di far nascere un nuovo movimento: il fascismo.
Nel 1919 Mussolini fondò a Milano i Fasci di combattimento.
Era un’organizzazione paramilitare, i membri erano quelli del ceto medio.
Cioè quelli che disprezzavano il sistema del parlamento, odio del potere del popolo, non volevano che il popolo era cosi partecipe, avevano nostalgia della guerra e avevano il sogno di una rivoluzione di destra.
Avevano una divisa la camicia nera, erano organizzati in squadre d’azione che chiamavano squadracce.

Avevano 2 parole d’ordine nazionalismo e antisocialismo, non potevano fare spedizioni punitive contro i socialisti e gli scioperanti.

Nel 1920 Mussolini li condusse a Bologna dove scatenarono uno scontro a fuoco con i socialisti.
Fecero delle spedizioni contro le Leghe Rosse, nelle campagne della Pianura Padana, in Toscana, in Umbria, in Puglia.
Queste imprese colpirono soprattutto gli agrari.
I fatti di palazzo d’Accursio sono considerati dagli storici come l’atto di nascita del fascismo.

Le squadracce dei Fasci partivano dalle città e si dirigevano verso i centri rurali.
Il loro obbiettivo erano i municipi, le Camere del Lavoro, le leghe contadine.
Al successo dei Fasci contribuì molto l’inerzia delle forze di polizia sia la parzialità della magistratura, che nei processi dava condanne durissime ai socialisti e assolveva i fascisti.

Nel 1921 Giolitti fece delle nuove elezioni dove fece una nuova coalizione i Blocchi elettorali nazionali.
La coalizione comprendeva i liberali, i democratici, i nazionalisti e i fascisti.
Giolitti vinse le elezioni, e intanto Mussolini entrò in Parlamento.
I fasci di combattimento diventarono il Partito nazionale fascista.
Nel 1922 la Cgl proclamò lo sciopero legalitario, che aveva lo scopo di ristabilire il rispetto della legge nel paese.

Mussolini per tutta l’estate scatenò le Camice Nere contro le opposizioni.
Fece la Marcia su Roma, che consisteva nell’occupare fisicamente Roma per costringere il Re ad affidargli il governo.
Quindi il 28 ottobre 1922 entrò a Roma con 30000 fascisti.
Il Re Vittorio Emanuele ordinò di non sparare e incaricò Mussolini di costituire il nuovo governo.

Dopo la sua nomina a Roma a Presidente del Consiglio, Mussolini prese dei provvedimenti per trasformare lo Stato liberale in Stato autoritario:
* ridusse il numero dei ministeri (per liberarsi di molti funzionari dello Stato liberale)
* istituì il Gran Consiglio del Fascismo, facendo cosi delle modifiche allo Statuto Albertino
* sciolse la squadra d’azione, e fondò la Milizia un corpo militare che era sotto la sua dipendenza
* modificò la legge elettorale per avvantaggiare il proprio partito nelle elezioni
* fondò la Ceka, che poteva diventare la nuova polizia politica segreta, ma per ora era solo una squadraccia di prepotenti sempre pronti a picchiare e uccidere
* cominciò a farsi chiamare pubblicamente duce.

Nel 1924 ci furono le elezioni, e vinse il fascismo con una buona maggioranza.
Questo risultato però fu ottenuto facendo delle irregolarità.
Furono denunciate in Parlamento da Matteotti che chiese di annullare il voto, e pochi giorni dopo Matteotti scomparve.
Fu ritrovato dopo 2 mesi morto.
Diedero subito la colpa ai fascisti e ritennero che il mandante fosse Mussolini.

Mussolini costruì una dittatura personale del duce, dando poteri straordinari al capo del governo.
Con le leggi fascistissime del 1926 furono:
* soppresse la libertà di stampa e di associazione, furono sciolti tutti i partiti tranne quello fascista
* fu istituito il Tribunale speciale, che guidava i reati politici e anche i semplici reati di opinione
* fu ripristinata la pena di morte (solo per i reati politici) e ideato il confino (soggiorno obbligato in luoghi sperduti e isolati)
* la Ceka fu sostituita dallOvra (organizzazione per la vigilanza e la repressione dell’antifascismo). Aveva fondi illimitati, che non solo pagava gli informatori di professione ma creava le spie per denunciare parenti e amici

* tutti gli oppositori furono dichiarati antifascisti e messi a tacere con diversi sistemi (carcere, confino, assassinio).
Per consolidare l’alleanza con il patronato abolì per diritto di sciopero, sciolse i sindacati e li sostituì con le corporazioni.
I sindacati agiscono in base alle richieste dei suoi iscritti (promuove le azioni che partono dal basso) mentre le corporazioni che dirigevano e regolavano dall’alto.
Attraverso le corporazioni ridusse i salari e gli stipendi, mantenendo la differenza tra uomini e donne, costituendo poi le gabbie salariali (salari diversi da regioni a regioni).

Il successo più grande di Mussolini fu la conciliazione tra Stato Italiano e il Vaticano attraverso i Patti lateranensi.
Riforma gentile: aveva introdotto l’insegnamento delle religione cattolica nelle scuole. Cosi il Vaticano denunciò la chiusura del partito popolare di Don Sturzo.

Con il Concordato risolse un grande problema, pur di rinunciare al carattere laico dello Stato che era stato difeso dai Governi della destra e della sinistra storica.
Fu la rinuncia alla parità di tutte le religioni, con la promozione del cattolicesimo a religione di Stato.
In cambio il Vaticano riconobbe la legittimità del Regno D’Italia e una grossa somma di denaro in cambio di territori perduti.
Cosi Mussolini ottenne il consenso dei cattolici.

Fino al 1926 Mussolini riuscì a dare all’Italia un’immagine di un paese che risolveva i suoi principali problemi.
Il primo intervento fu quello di risolvere il problema della disoccupazione con una serie di opere di pubblica utilità.
La più importante fu la bonifica delle Paludi pontine.
La bonifica ricavò da una grande zona paludosa una pianura fertile.
Fondarono fattorie e piccole città.
Furono costruite strade e nuove linee ferroviarie, fu potenziata l’energia elettrica e completato l’Acquedotto pugliese.
Ci fu la battaglia del grano dove diede ai cereali vaste zone dedicate ad altre colture raddoppiando cosi la produzione cerealicola.
In seguito la sua ossessione fu l’autarchia, che aveva già dimostrato con la battaglia del grano che cosi ridusse la produzione di tutti i prodotti pregiati ed esportabili, rovinando cosi quegli agricoltori che avevano investito denaro nelle terre per migliorare.

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