Il fascismo, il nazismo e il comunismo, sebbene fondati su principi diversissimi costruiscono dei sistemi politici che hanno indiscutibili tratti comuni: infatti sono regimi politici in cui domina un unico partito, in cui non è ammessa la libertà di opinione, né la libertà di pensiero, teoricamente nemmeno negli spazi privati; in cui il ricorso all'intimidazione violenta è uno strumento normale di governo, anzi dovremmo dire di più anche questo, sono regimi in cui il potere di dare la morte su una scala di massa è uno dei fondamentali strumenti che i partiti al potere utilizzano per governare.
Certo, non si devono trascurare le diversità dei principi che regolano i sistemi politici: laddove il fascismo e il nazismo ambiscono a costruire società gerarchiche o organiche, guidate da élite politiche, sociali e razziali, il comunismo sovietico ambisce a costruire una società egualitaria, dove le differenze economiche e eguali tra i diversi cittadini siano essenzialmente cancellate. Comunque a Orte queste diverse ambizioni (che nel caso del comunismo sovietico sono anche lontane dall'essere realizzate), diversi politologi ovvero studiosi dei sistemi politici hanno persuasivamente evidenziato le analogie strutturali che riguardano l'esercizio del potere in questi tre diversi contesti. Per definire i sistemi di potere attivi in questi regimi si è fatto uso di un termine particolare: totalitarismo. La parola, in origine usata dallo stesso Mussolini per definire il regime fascista italiano, è stata utilizzata come guida concettuale da Hannah Arendt, che nel 1951 ha pubblicato Le origini del totalitarismo, un vasto lavoro nel quale ha esaminato i caratteri costitutivi originari che hanno fatto sì che due regimi ideologicamente opposti (Arendt si concentra soprattutto su nazismo e comunismo) abbiano finito per assomigliarsi molto nelle modalità di esercizio del potere.

Altri studiosi che hanno ripreso la grande è fondamentale analisi di Arendt hanno costruito un modello generale di totalitarismo, e così si è convenuto che un regime politico è un totalitarismo quando possiede i seguenti requisiti:
a) un unico sistema ideologico che pretende di saper affrontare tutti gli aspetti fondamentali dell'esistenza e che prefigura la società nuova che il regime si prefigge di costruire (nel caso del comunismo si tratta della società senza classi, per il nazismo è la società razzialmente pura, per il fascismo è la società perfettamente gerarchica).
b) un partito unico, guidato da un solo capo, articolato in un ristretta area di militanti fedeli e convinti e in una più ampia area che irreggimenta tutto il resto della popolazione dipendenti dal partito; in questo contesto la libertà di pensiero e di opinione è totalmente cancellata.
c) il sistematico ricorso al terrore, attraverso l'azione di una o più polizie segrete, autorizzate a usare ogni strumento di coercizione fisica e psicologica; il terrore non colpisce solo gli avversari del regime ma anche gruppi che appartengono alla comunità politica scelti arbitrariamente, sulla base di caratteristiche specifiche.
d) il completo controllo di tutti i mezzi di comunicazione di massa e il completo controllo di tutte le attività produttive.

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