Fascismo intransigente

Con il fascismo nacque anche un fascismo intransigente, seppur minoritario, che veniva dalle più diverse estrazioni politiche:
→ Gobetti, che era un liberale che vedeva nel fascismo l’espressione di mali antichi della società italiana (corruzione, trasformismo, carenza di una solida coscienza morale);
→ comunisti come Gramsci che dava un’interpretazione parziale nel senso che per lui il fascismo era la reazione estrema della borghesia di fronte alle lotte per l’instaurazione del potere del proletariato. È un’interpretazione parziale quindi in parte vera e in parte no) perché in questo modo il fascismo verrebbe interpretato solo come l’espressione solo della borghesia agraria; in realtà ci fu anche il largo consenso della piccola e media borghesia; quindi era solo in parte interpretabile in termini economici.

→ Infine don Sturzo (quindi non tutti i popolari) che denunciò immediatamente nel fascismo il fatto non era concepibile con il cristianesimo per il culto e la pratica della violenza politica, per il culto di uno stato onnipotente (la deificazione pagana dello stato) e quindi per il carattere anche pagano. Saranno questi gli ispiratori dell’anti fascismo, che verrà ben presto costretto alla clandestinità o all’esilio.
Gabetti quindi denuncia il fatto che molti non comprendono quello che sta succedendo, perché pensano che il fascismo sia passeggero, che possa essere una forza politica ingabbiabile. Questo fu creduto non solo da Giolitti ma anche da molti altri.

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