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Fascismo e dissenso

Nel 1928 venne riformata la legge elettorale con l'istituzione del partito unico, per cui gli elettori potevano essere solo favorevoli o contrari alla lista predisposta dal Partito fascita, venne istituito il Gran consiglio del fascismo, con dignità di organo costituzionale e poteri inferiori solo al capo del Governo, cui spettava anche al stesura delle liste elettorali. Alle elezioni plebiscitarie del 1929 e del 1938 il Partito fascista ottenne rispettivamente il 98,34% e il 99,84% dei voti validi. Infine, nel gennaio del 1939, la Camera dei deputati venne soppressa e sostituita con la Camera dei fasci e delle corporazioni, composta di 600 membri non elettivi.

Qualsiasi forma di dissenso politico venne combattua, sia con la repressioen dei diritti fondamentali, sia con la persecuzione degli avversari politici e/o delle minoranze non conformi per motivi religiosi, culturali o di appartenenza ai modelli imposti dal regime. I dissidenti politici vennero eliminati, condannati al carcere, mandati al confino o costretti all'esilio; quasi 5000 antifascisti vennero condannati complessivamente a 28000 anni di carcere e 15000 sottoposti al confino.

La natura intollerante, razzista e aggressiva dell'ideologia fascista si manifesto' non solo all'interno, ma anche all'esterno del Paese, come accadde durante la guerra coloniale d'AFrica, in cui le popolazioni conquistate vennero sterminate ricorrendo anche all'uso di gas e armi vietati dagli accordi internazionali.

Fascismo e antisemitismo - Fine del regime

Il progressivo isolamento internazionale dell'Italia fascista porto' a un avvicinamento alla Germania di Hitler e, conseguentemente, a sposare le scelte politiche effettuate da quest'ultima: fu il caso delle leggi razziali antisemite del 1938, ispirate al modello legislativo tedesco, noto con il nome di leggi di Norimberga, entrate in vigore nel 1935. Con le leggi de 1938 gli ebrei furono discriminati sul lavoro, esclusi dagli uffici pubblici, dal servizio militare e dalla scuola e obbligati a non contrarre "matrimoni misti".
Era inoltre vietato loro gestire, possedere o dirigere aziende di importanza nazionale, avere al proprio servizio personale di razza "ariana", esercitare professioni quali il medico, l'avvocato o altro se non a favore degli ebrei. Negli anni successivi le persecuzioni si intensificarono giungendo al sequestro dei beni e alla deportazione.

Il 10 giugno 1940 Mussolini dichiaro' guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, convinto che la vittoria a fianco della Germania fosse ormai vicina. L'Italia usci' cosi' dalla condizione di non belligeranza entrando attivamente nel secondo conflitto mondiale.

La guerra fu lunga e disastrosa per l'Italia. Nel 1943, con il Paese ormai stremato e il regime privo di un reale controllo del territorio e del consenso, scoppiarono molti scioperi nelle città industriali del Nord, mentre l'esercito anglo-americano sbarco' in Sicilia.
Il 25 luglio 1943 il Gran consiglio del fascismo revoco' la fiducia a Mussolini, che fu arrestato per ordine del re. Venne nominato capo del Governo il maresciallo Badoglio, che tratto' e sottoscrisse con le forze anglo-americane l'armistizio il 3 settembre 1943, rendendolo noto l'8 settembre.

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