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1800 - Situazione italiana

Maturazione di una coscienza nazionale
L’ennesimo fallimento delle rivolte portò alcuni rivoltosi a riflettere su come fosse possibile liberarsi del dominio austriaco. Tra questi vi fu anche Giuseppe Mazzini, che da giovane aveva aderito alla Carboneria, ma che aveva capito che era un metodo che non poteva funzionare perché non riusciva a coinvolgere efficacemente la popolazione. Mazzini fondò quindi l’associazione della Giovine Italia che era pubblica e mirava a coinvolgere più persone possibili. Anche la Giovine Italia fallì, ma portò gli italiani a discutere sul problema nazionale. I fallimenti mazziniani contribuirono a diffondere gli ideali risorgimentali.
I moti precedenti avevano fallito soprattutto per mancanza di chiarezza e di organizzazione. Solo dalla metà degli anni trenta dell’Ottocento si diffuse l’ideale di nazione italiana. La maggioranza della popolazione italiana era preoccupata dal problema della fame e non era interessata al problema nazionale. Solo alcuni gruppi della società italiana erano veramente attivi nel cercare di risolvere il problema nazionale. Il cammino verso la maturazione di una coscienza nazionale negli italiani fu lento e progressivo. Si diffuse tutta una serie di miti e di episodi storici che servivano ad esaltare la coscienza nazionale italiana, come la disfida di Barletta. Importanti furono anche le opere che vennero scritte in quel tempo come il Nabucco di Verdi e i Promessi sposi di Manzoni perché potevano celare dei messaggi di indipendenza e di libertà.

Situazione italiana prima del 1848
Dal 1846 al 1848 si succedettero due annate di raccolto pessimo. Avvenne così un innalzamento dei prezzi dei beni di prima necessità ed iniziarono a serpeggiare la fame, la miseria e il malcontento. Inoltre nel 1846 divenne Papa Pio IX che era abbastanza giovane e che si diceva simpatizzasse per alcune idee liberali. Appena eletto pontefice, fece un’amnistia per i prigionieri politici e permise l’istituzione di un corpo di polizia composto da volontari, chiamato guardia civica. Permise poi la creazione di consulte locali per l’amministrazione. Questi atti crearono inizialmente un certo clima di entusiasmo e di speranza. Anche alcuni sovrani italiani fecero concessioni sul modello del Papa e vennero addirittura concesse costituzioni. La più importante di queste costituzioni fu lo Statuto albertino che il re sabaudo Carlo Alberto concesse nel marzo 1848 per timore di rivolte. Si trattava, però, di un documento molto arretrato poiché era modellato sulla carta francese del 14 luglio 1789.

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