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Nell’Europa e negli Stati Uniti negli ultimi anni dell’800 furono presenti numerosi conflitti sociali e politici nella società di massa. Le nazioni europee che presentarono più discordie al loro interno furono Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia.
La Gran Bretagna, monarchia parlamentare, rappresentava una potenza economica e imperiale, ma al tempo stesso presentava una situazione politica socialista e riformista. Infatti erano presenti una monarchia parlamentare di impronta liberale, un modello politico bipartitico duttile, l’alternanza al governo fra liberali e conservatori e la nascita del Partito laburista nel 1983 con un programma dichiaratamente riformista e liberale. Nonostante dal 1886 al 1905 si ebbe un lungo periodo di dominio conservatore nel 1906 i liberali, che erano alleati dei labouristi, poterono entrare nella Camera dei Comuni. Come primo atto introdussero un sistema di previdenza sociale.
La Francia, repubblica presidenziale (a suffragio universale), durante il XIX° secolo conobbe tre rivoluzioni, due restaurazioni monarchiche, due imperi e il governo socialista e operaio della Comune parigina. Inevitabilmente la Francia a fine 800 si trovo con una situazione di instabilità politica. La società francese era tradizionalmente divisa fra: aristocrazia monarchica, nostalgica e reazionaria; una borghesia talvolta moderata e talvolta radicale; Parigi inoltre era per una parte progressista e per l’altra conservatrice, tradizionalista e clericale. Queste divisioni furono inasprite dalla forte crescita del proletariato di fabbrica (che fece nascere la Confederazione generale del lavoro e il Partito socialista di orientamento marxista). Dalla parte opposta si diffusero il nazionalismo, il revanscismo (la volontà di rivincita nei confronti dei tedeschi), il razzismo e l’antisemitismo. Nessun ideale però trovava abbastanza consensi per formare stabili maggioranze al governo. Nonostante questo nei decenni di fine secolo si coalizzarono repubblicani e radicali che tennero il governo fino alla Prima guerra mondiale. Attuarono riforme importanti, come quella del sistema scolastico. Presto però divenne un tramite per nazionalizzare le masse, per diffondere l’idea di superiorità della Francia e della sua “missione civilizzatrice” nel mondo.

La Germania era formalmente una monarchia parlamentare bicamerale ma nella realtà era un regime politico con tratti di forte autoritarismo. Il paese venne guidato dal cancelliere Otto von Bismarck, che rappresentava una figura simile a quella di un imperatore. Bismarck lanciò il Kulturkampf, ovvero una serie di leggi finalizzate a imporre il controllo dello stato sulla chiesa e sulle organizzazioni cattoliche. Bismarck fece approvare al parlamento delle leggi eccezionali contro i socialisti. Al contempo però Bismarck varò un sistema di sicurezza sociale, i principali provvedimenti furono: assicurazione contro le malattie e di previdenza infortunistica e l’assicurazione per invalidità e vecchiaia.
L’Italia conobbe in questo periodo una trasformazione dovuta a una modernizzazione economica e sociale nonostante fosse ancora presente uno squilibrio tra il potere economico del nord (basato su una agricoltura più tecnologica) e quello del sud (senza innovazioni e senza la possibilità di esportare le colture pregiate). Venne a formarsi anche in Italia il proletariato industriale. Le condizioni di vita e di lavoro però ancora arretrate, caratterizzate da salari bassissimi, nessuna garanzia, punizioni, regolamenti di fabbrica vessatori, lavoro minorile, controlli minuziosi sia sul posto di lavoro che a casa del lavoratore. Tutto ciò portò allo sviluppo del movimento sindacale. Si attuarono scioperi per ottenere sia diritti nell’ambito lavorativo che politico. Nacque nel 1906 la Confederazione generale del lavoro (Cgl). In politica prevalse l’orientamento del socialismo riformista, che costituì il Partito socialista italiano, ovvero il primo partito moderno di massa. A fine secolo l’Italia però conobbe una crisi, In seguito all’innalzamento del prezzo del pane esplosero in tutto il paese dei moti spontanei violenti e furono riconosciute sotto assedio molte città della penisola. Il governo fece arrestare i dirigenti e deputati repubblicani e socialisti e limitò la libertà di stampa, di associazione e di riunione. Fu nominato presidente del consiglio Luigi Pelloux che propose leggi che rendevano permanenti i provvedimenti restrittivi presi durante i tumulti. Il parlamento però rifiutò la proposta.
Nel 2016 le discordanze politiche, razziali ed economiche, anche tra le diverse parti dello stesso paese, sono ancora fortemente presenti. La creazione dell'Europa politica però ha appianato i nazionalismi di cui i paesi sono stati vittima.

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